Parametri renali: un plus di completamento per sondare meglio il rischio cardiologico

La riduzione della funzione renale nell’insufficienza renale cronica (IRC) può portare ad un aumento della pressione sanguigna, nonché a squilibri ormonali e di altro tipo, che a loro volta favoriscono aterosclerosi e arteriolosclerosi. L’American Heart Association nelle sue linee guida per i medici, elenca già la IRC come un “potenziatore del rischio” per la malattia cardiovascolare aterosclerotica, ma senza uno strumento specifico che quantifica il rischio aggiunto come parte del calcolatore del rischio standard. Secondo un ampio studio internazionale dei ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, a Baltimora, prendere in considerazione due comuni test sulle malattie renali può migliorare notevolmente le capacità dei medici di stimare i rischi di malattie cardiovascolari dei pazienti, consentendo a milioni di pazienti per avere una migliore assistenza cardiovascolare preventiva. I ricercatori hanno utilizzato i dati di oltre 9 milioni di persone in tutto il mondo per sviluppare e convalidare un calcolo del punteggio di rischio che aggiunge le misurazioni del sangue e delle urine delle malattie renali, all’attuale metodo standard negli Stati Uniti per la valutazione del rischio di malattie cardiovascolari.

Le due misure – velocità di filtrazione glomerulare stimata e albumina urinaria – sono comunemente usate per rivelare una malattia renale cronica. L’IRC è stata a lungo considerata un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, sebbene fino ad ora le misure relative alla CKD non fossero state incluse negli algoritmi standard per quantificare il rischio di malattie cardiovascolari. I ricercatori hanno dimostrato che l’uso del loro “CKD-patch” informatico, può portare a grandi aumenti nelle stime del rischio di malattie cardiovascolari tra i pazienti con CKD grave. I ricercatori hanno anche sviluppato una patch simile per migliorare lo strumento standard di valutazione del rischio utilizzato in Europa. Esaminano il fatto che queste due misurazioni della malattia renale, che sono già disponibili dagli esami del sangue e delle urine, consente miglioramenti potenzialmente grandi nell’accuratezza delle stime di rischio di un paziente, miglioramenti che dovrebbero a loro volta consentire ai medici di ottimizzare la cura del paziente. Dal 2009, i ricercatori della JHU School of Medicine hanno assemblato un ampio database internazionale di pazienti con IRC e adulti sani, nell’ambito di una collaborazione nota come CKD Prognosis Consortium.

Per il nuovo studio, hanno analizzato una parte di questo database, che copre 4,1 milioni di adulti in tutto il mondo, per sviluppare algoritmi che stimano il rischio di malattie cardiovascolari utilizzando misure standard più le due misure di malattia renale. Hanno quindi convalidato l’accuratezza dei loro algoritmi utilizzando ulteriori campioni che coprono 4,9 milioni di adulti. Le due misurazioni della malattia renale, rispettivamente la velocità di filtrazione glomerulare stimata e l’albumina urinaria, indicano l’efficienza di filtraggio del sangue dei reni e il livello di una proteina essenziale chiamata albumina che i reni normalmente filtrerebbero dall’urina. I ricercatori hanno incorporato queste misure in un “cerotto CKD” all’algoritmo standard di stima del rischio di malattie cardiovascolari sviluppato dall’American Heart Association e dall’American College of Cardiology. Hanno scoperto che per gli adulti che avevano risultati su questi test di malattie renali che indicavano CKD, l’aggiunta di queste misure tramite il cerotto CKD ha migliorato significativamente i rischi stimati a 10 anni di malattia cardiovascolare aterosclerotica.

Ad esempio, per i pazienti con CKD “ad alto rischio”, le probabilità stimate a 10 anni di sviluppare una malattia cardiovascolare aterosclerotica erano una mediana di 1,55 volte superiore rispetto alle stime senza il cerotto CKD, mentre le cifre erano una mediana di 1,24 volte superiore per pazienti con IRC “ad alto rischio”. Anche il CKD-patch dei ricercatori per lo stimatore standard europeo del rischio di mortalità per malattie cardiovascolari a 10 anni ha aumentato i rischi stimati, di una mediana di 2,64 volte nei pazienti con IRC ad alto rischio e di 1,86 volte nei pazienti con IRC ad alto rischio. Questi risultati hanno portato gli esperti a pensare che i medici tendessero a sottostimare i rischi di malattie cardiovascolari nei pazienti con malattie renali. I ricercatori sperano che i loro CKD-patch saranno ampiamente adottati, consentendo valutazioni più accurate delle malattie cardiovascolari e dei rischi di mortalità correlati, che a loro volta dovrebbero tradursi in una migliore cura preventiva, compreso l’uso di statine e altri interventi per scongiurare le malattie cardiovascolari. Sperano inoltre che la disponibilità e il valore di questi nuovi algoritmi incoraggino i medici a ordinare più spesso la velocità di filtrazione glomerulare stimata e i test dell’albumina urinaria per i loro pazienti.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Matsushita K et al. EClinicalMedicine 2020 Oct 14.

Sofue T et al. PLoS One. 2020 Oct; 15(10):e0240402.

Unkart JT et al. Am J Epidemiol. 2020; 189(9):951-962.

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- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it