La malattia del sonno

Cenni ed epidemiologia

Definita anche Tripanosomiasi africana umana è una malattia parassitaria provocata da protozoi appartenenti al genere Trypanosoma, trasmessi all’uomo dalla puntura della mosca tse-tse (genere Glossina) infettata da esseri umani o da animali portatori del parassita. Le mosche tse-tse si trovano solo in Africa sub-sahariana, ma solo alcune specie trasmettono questa malattia. Per ragioni ancora sconosciute, in molte regioni in cui sono presenti le mosche tse-tse, la malattia del sonno è assente. Le popolazioni rurali che vivono in regioni in cui è presente la trasmissione dell’infezione e che si dedicano all’agricoltura, alla pesca, all’allevamento o alla caccia, sono le più esposte alle mosche tse-tse e pertanto alla malattia. La malattia condiziona aree di dimensione variabile da un singolo villaggio ad un’intera regione.

All’interno di un’area infetta, l’intensità della malattia può variare da un villaggio a quello limitrofo. La leishmaniosi attualmente infetta circa 12 milioni di persone in tutto il mondo e si sta diffondendo con circa 1 milione di nuovi casi all’anno. Drammaticamente, la sua forma viscerale ha un tasso di mortalità del 95% tra le persone più povere del mondo. La malattia del sonno pone a rischio la salute di milioni di persone in 36 paesi dell’Africa sub-sahariana. Molte popolazioni affette vivono in aree rurali remote con limitato accesso a servizi sanitari adeguati. Ciò rende difficile la sorveglianza, e pertanto la diagnosi e il trattamento dei casi. La mobilità delle popolazioni, la guerra e la povertà costituiscono inoltre importanti fattori che facilitano la trasmissione.

Ciclo vitale del parassita

Il tripanosoma brucei richiede due ospiti obbligatori per completare il suo ciclo di vita: il vettore della mosca tse-tse che alimenta il sangue e un ospite di mammifero. L’infezione dei mammiferi inizia con un morso di un tse-tse infetto che inocula i parassiti arrestati dal ciclo cellulare (stadio metaciclico) nel flusso sanguigno e nel sistema linfatico dei mammiferi. Queste cellule infettive percepiscono il loro nuovo ambiente ospite e si differenziano in parassiti della forma del flusso sanguigno che possono replicarsi attivamente (forme sottili) e infiltrarsi negli spazi interstiziali di diversi organi, tra cui tessuto adiposo, pelle, testicoli, cervello e cuore.

Esiste una seconda forma del flusso sanguigno (forma tozza) che deriva dalla differenziazione delle forme snelle e viene arrestata dal ciclo cellulare. Questa differenziazione da forme snelle a forme tozze è importante per limitare il numero di parassiti per evitare di uccidere l’ospite, e anche perché le forme tozze sono trasmissibili alla mosca tse-tse, consentendo la progressione del ciclo vitale. Curiosamente, questa trasformazione dipende dalle forme snelle che si percepiscono a vicenda per stimare il loro numero, noto come quorum sensing. Recentemente, sono stati chiariti il ​​fattore che induce l’oligopeptide e il potenziale meccanismo di rilevamento da parte di un recettore accoppiato a proteine ​​G.

Una volta assorbite da un tse-tse durante un pasto di sangue, le forme snelle presumibilmente muoiono, mentre le forme tozze si differenziano in forme procicliche nell’intestino medio. Questi, a loro volta, si differenziano in mesociclici non replicativi che migrano come sciami verso la parte anteriore della mosca dove si differenziano in lunghi epimastigoti. Gli epimastigoti si dividono asimmetricamente in forme lunghe e corte, con le forme lunghe altamente mobili che migrano verso le ghiandole salivari del tse-tse, mentre gli epimastigoti corti si differenziano in forme metacicliche, completando il ciclo vitale. Studi recenti hanno caratterizzato in dettaglio le belle dinamiche dei tripanosomi nella mosca tse-tse. In diversi tessuti e ospiti, i parassiti di T. brucei si adattano funzionalmente al loro ambiente regolando il loro metabolismo e la loro biologia durante il ciclo vitale.

I parassiti del Tripanosoma brucei si accumulano nelle regioni del cervello coinvolte nella regolazione del sonno e, in risposta all’infezione, vi è una massiccia infiltrazione di cellule infiammatorie e il reclutamento di astrociti attivati ​​e cellule microgliali anche in queste regioni. È probabile che questo svolga un ruolo nella deregolamentazione del sonno nell’infezione da malattia del sonno, in particolare nell’interruzione dell’architettura del sonno. È interessante notare che, nonostante l’elevata infiammazione nel cervello, non c’è quasi nessuna degenerazione neuronale segnalata nei pazienti con malattia del sonno.

Forme di tripanosomiasi

La tripanosomiasi Africana umana può assumere due forme, in base al parassita interessato:

  • Trypanosoma brucei gambiense è presente in 24 paesi dell’Africa occidentale e centrale. Questa forma attualmente è responsabile di oltre il 98% dei casi notificati di malattia del sonno e provoca un’infezione cronica. Una persona può essere infetta per mesi o anche anni senza mostrare i segni o sintomi patognomonici della malattia. Quando appaiono sintomi più evidenti, il paziente si trova spesso in uno stadio avanzato della malattia, che interessa il sistema nervosa centrale.
  • Trypanosoma brucei rhodesiense è presente in 13 paesi dell’Africa orientale e meridionale. Attualmente questa forma rappresenta meno del 2% dei casi notificati e provoca un’infezione acuta. I primi segni e sintomi si osservano pochi mesi o poche settimane dopo l’infezione. La malattia si sviluppa rapidamente e invade il sistema nervoso centrale. Solo l’Uganda presenta entrambe le forme della malattia, ma in zone separate.

Un’altra forma di tripanosomiasi si verifica principalmente in America Latina ed è conosciuta come tripanosomiasi Americana o malattia di Chagas. L’agente eziologico appartiene ad un sub-genere diverso di Trypanosoma ed è trasmessa da un diverso insetto vettore. Per maggiori dettagli, consultare gli articoli sulla malattia di Chagas presenti in questa sezione.

Altre specie e sub-specie parassite del genere Trypanosoma sono patogene per gli animali e possono causare la tripanosomiasi negli animali domestici e selvatici. Nei bovini la malattia viene chiamata Nagana. La tripanosomiasi negli animali domestici, particolarmente nel bestiame, è uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo economico delle aree rurali affette. Gli animali possono albergare il parassita patogeno per l’uomo, soprattutto T. b. rhodesiense, del quale gli animali domestici e selvatici sono un importante serbatoio. Gli animali possono essere infettati anche da T. b. gambiense e agire come serbatoi in misura minore. Tuttavia il preciso ruolo epidemiologico dei serbatoi animali nella forma gambiense della malattia non è ancora completamente chiarito.

Modalità di trasmissione

L’infezione si trasmette alle persone per lo più tramite la puntura di una mosca tse-tse (Glossina palpalis) contaminata da un parassita unicellulare, il Trypanosoma brucei. L’uomo è il principale serbatoio ospite per Trypanosoma brucei gambiense.
I bovini domestici e gli animali selvatici, comprese le antilopi, sono il principale serbatoio di Trypanosoma brucei rhodesiense. Esistono altri modi in cui le persone possono contrarre la malattia del sonno:

  • trasmissione dalla madre al bambino: il tripanosoma può attraversare la placenta e infettare il feto
  • trasmissione meccanica attraverso altri insetti ematofagi; è tuttavia difficile valutare l’impatto epidemiologico di questo tipo di trasmissione
  • puntura accidentale con aghi contaminati nei laboratori
  • trasmissione del parassita attraverso rapporti sessuali.

Sintomatologia clinica

Nelle fasi precoci della malattia il tripanosoma si moltiplica nei tessuti sottocutanei, nel sistema ematico e in quello linfatico. Si può osservare un’ulcera dolorosa, che origina come papula per poi evolvere verso il nodulo, nella sede primaria della puntura della mosca tse-tse; nel giro di poche settimane vi è febbre, ingrossamento dei linfonodi, dolori muscolari e delle articolazioni, mal di testa e irritabilità.

Negli stadi avanzati il parassita attraversa la barriera ematoencefalica e invade il sistema nervoso centrale. Si parla allora di fase neurologica o meningo-encefalica della malattia. In generale, essa corrisponde alla comparsa dei segni e dei sintomi manifesti della malattia: modificazioni del comportamento, confusione, disturbi sensoriali e cattiva coordinazione dei movimenti. I disturbi del ciclo del sonno, che danno il nome alla malattia, costituiscono un’importante caratteristica del secondo stadio della malattia. In assenza di cure, la malattia del sonno è mortale, nonostante siano stati segnalati casi di portatori sani.

Diagnostica clinica

La gestione della diagnosi viene fatta in tre fasi:

  • screening delle potenziali infezioni. Vengono utilizzati test sierologici (sono disponibili solo per  T. b. gambiense) e esame clinico per evidenziare i sintomi – in particolare linfonodi cervicali ingrossati
  • diagnosi attraverso l’isolamento del parassita nei fluidi corporei
  • stadiazione per determinare lo stato di progressione della malattia. Si effettua attraverso l’esame del fluido cerebrospinale ottenuto tramite la puntura lombare.

Terapia medica

La scelta di un trattamento dipende dalla fase in cui viene diagnosticata la malattia. Più precoce è l’identificazione della malattia, migliori sono le prospettive di cura.

I farmaci utilizzati al primo stadio presentano una minore tossicità e sono più facili da somministrare. La valutazione dell’efficacia del trattamento richiede che venga effettuato il follow-up del paziente per 24 mesi e prevede esami di laboratorio sui fluidi corporei, incluso il liquido cerebro-spinale ottenuto per mezzo di puntura lombare, poiché i parassiti possono rimanere vitali per lunghi periodi e riprodurre la malattia mesi dopo che è stato effettuato il trattamento farmacologico. Il successo del trattamento al secondo stadio dipende dall’utilizzo di un farmaco in grado di attraversare la barriera ematoencefalica per colpire il parassita. Questo tipo di farmaci presenta un’alta tossicità e modalità di somministrazione complesse.

Precauzioni e profilassi

Nei paesi o aree a rischio, i viaggiatori devono evitare il più possibile i contatti con le mosche tse-tse. Tuttavia talvolta risulta difficile evitare le punture perché queste possono attraversare il vestiario. I viaggiatori devono sapere che le mosche tse-tse pungono nelle ore diurne e sono insensibili agli insetto-repellenti esistenti. La puntura è dolorosa, e ciò aiuta ad identificarne l’origine. I viaggiatori devono consultare un medico immediatamente in caso di comparsa di sintomi. A differenza della malaria, non esiste una profilassi di tipo farmacologico per la malattia.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD; specialista in Biochimica Clinica.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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