Quanto è efficace una dieta anti-infiammatoria per l’artrosi? Il punto della situazione

L‘artrite ha un peso sanitario globale significativo. Comprende un’ampia varietà di condizioni cliniche, tra cui artrosi (OA), artrite reumatoide (RA) e artropatie sieronegative come la spondilite psoriasica e anchilosante. I pazienti con un’elevata attività della malattia in genere hanno una ridotta qualità della vita e attività quotidiane. A causa dei bassi effetti infiammatori, si ipotizza che la dieta possa essere utile nel fornire sollievo dai sintomi per i pazienti con artrite. Di conseguenza, molti siti web medici incentrati sul paziente promuovono tale dieta per i pazienti con artrite. Ricerche precedenti suggeriscono che i pazienti obesi con OA possono perdere peso con successo e segnalare un miglioramento dei sintomi a seguito di un intervento di perdita di peso basato sulla dieta. Inoltre, la ricerca suggerisce che una dieta poco infiammatoria può alleviare i sintomi artritici. Non è chiaro; tuttavia, se il sollievo dai sintomi dipenda dai cambiamenti del peso, nell’infiammazione, a variazioni del tessuto adiposo o alla qualità o al tipo di intervento dietetico.

La dieta povera o antinfiammatoria (entrambi i nomi sono sinonimi) si basa sui principi della dieta Mediterranea. Enfatizza i cibi ad alto contenuto di antiossidanti, polifenoli, carotenoidi, acidi grassi omega-3 (catena lunga), cibi a basso indice glicemico e favorisce l’utilizzo dell’olio extravergine di oliva come principale fonte di grassi. Inoltre, la dieta consiglia la riduzione o la minimizzazione dei carboidrati raffinati, fast food, cibi ricchi di grassi trans e saturi, bevande alcoliche, bevande zuccherate e carni lavorate. Sono state elaborate diverse strategie alimentari per ottenere l’effetto anti-infiammatorio e non solo nel caso delle artropatie ma anche malattia infiammatoria intestinale, sindrome metabolica, ecc. Gli ultimi risultati nel caso delle patologie reumatiche derivano da una metanalisi che ha accorpato una decina di trials clinici con rigidi criteri di elegibilità.

Rispetto a una dieta abituale, prove GRADE di qualità molto bassa suggeriscono che una dieta a basso contenuto infiammatorio è associata a una maggiore perdita di peso, minore infiammazione, migliori misure di funzione fisica (solo AR) e dolore articolare ridotto (solo AR). Valutando le dimensioni degli effetti in periodi diversi, gli esperti hanno scoperto che i cambiamenti nei risultati sono stati trovati già 2-4 mesi dopo l’inizio dell’intervento. I biomarkers infiammatori sono elevati nel siero dei pazienti con artrite. IL-6 e proteina C-reattiva (PCR) hanno ruoli nella patogenesi dell’artrite e sono associati all’attività della malattia. La riduzione dei biomarkers può indicare una ridotta gravità e progressione della malattia. Ricerche precedenti indicano che una dieta ipocalorica e l’esercizio fisico riducono i livelli di IL-6. nei pazienti obesi con OA. Uno studio clinico fra il gruppo ha anche evidenziato la riduzione di IL-6 e PCR a seguito di una significativa perdita di peso secondaria a chirurgia gastrica.

Per i pazienti con artrite reumatoide, il miglioramento del dolore e le misure della funzione fisica erano maggiori con quelli che seguivano una dieta a basso contenuto infiammatorio. La durata varia degli interventi è stata utilizzata per valutare il potenziale effetto dose-risposta. Come indicato nei risultati, i punteggi delle modifiche sono stati estratti per tre periodi di tempo; tuttavia, la maggior parte dei dati è stata applicata al periodo di 2-4 mesi. Confrontando i risultati della meta-analisi di 0–2 mesi e 2-4 mesi, i dati suggeriscono che il cambiamento nei risultati era evidente dopo 2 mesi di intervento. una maggiore diminuzione dei biomarkers infiammatori, un maggiore miglioramento delle misure del dolore (solo AR) e un maggiore miglioramento delle misure della funzione fisica (solo AR) rispetto alle diete usuali. I benefici per la salute sembrano favorire le persone con artrite reumatoide più dell’osteoartrite. La causa di ciò non è completamente nota, ma potrebbe dipendere dalla componente autoimmune dell’AR e da altri fattori legati allo stile di vita.

Uno di questi è il fumo di sigaretta. Dalla metanalisi non è stato possibile dedurre lo stato di fumatore dei pazienti, ma tutti i reumatologi avvisano e consigliano a chi è affetto da artrite reumatoide di ridurre notevolmente, se non, smettere di fumare. Ed è provato che l’abolizione del fumo migliora notevolmente la patologia, soprattutto nelle donne. Sebbene molte fonti di informazione orientate al paziente promuovano la dieta a bassa infiammazione per i pazienti artritici, questa revisione evidenzia la scarsa qualità delle prove alla base di queste raccomandazioni di salute pubblica. È possibile che gli approcci alimentari e nutrizionali per l’osteoartrosi siano diversi oppure necessitino di integrazioni alimentari esterne, che non sono state valutate nella metanalisi. La raccomandazione cardine al presente è adottare uno stile di vita più sano possibile, a base di cibo naturale, mantenendo un costante peso corporeo e limitando sigaretta ed alcolici.

Se si vuole adottare una dieta dedicata che sia Mediterranea o anti-infiammatoria o simili, non c’è alcuna resistenza a riguardo e lo si può fare previo consulto col proprio medico specialista.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Informazioni su Dott. Gianfrancesco Cormaci 2534 Articoli
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry specialty in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it