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La malattia di Chagas (I): una delle condizioni “dimenticate” e per questo povera di farmaci

La malattia di Chagas è una malattia infettiva causata dal parassita Trypanosoma cruzi che uccide più di 50.000 persone ogni anno nell’America centrale e meridionale ed è una minaccia crescente negli Stati Uniti e in Europa. La malattia infetta da 6 a 7 milioni di persone, secondo l’OMS, anche se alcuni scienziati stimano che il numero potrebbe raggiungere i 20 milioni. La malattia di Chagas provoca danni irreparabili al cuore e all’apparato digerente e metodi di prevenzione e trattamento efficaci sono praticamente inesistenti. Il benznidazolo ha dimostrato di essere particolarmente efficace nel ridurre l’infezione da parassiti. Una singola dose può eliminare quasi il 90% dei parassiti entro 48 ore, ma gli scienziati non sapevano perché non ha ucciso il 100% dei parassiti. Nel 2018, hanno scoperto che una piccola percentuale di parassiti T. cruzi interrompe la replicazione entro 24 ore dall’invasione della cellula ospite. Questi parassiti dormienti sono resistenti al trattamento farmacologico prolungato e possono riprendere la replicazione al termine del trattamento, ristabilendo così un’infezione in crescita.

Questa non è resistenza ai farmaci nel modo classico in cui gli scienziati pensano alla resistenza. I parassiti infatti non sono dormienti a causa della presenza del farmaco. Infatti, mentre il trattamento è continuato, hanno visto alcuni dei parassiti dormienti “svegliarsi” e poi diventare suscettibili al trattamento. Gli esperti ritengono che la chiave per un trattamento efficace sarà catturare il parassita mentre riprende la replicazione, continuando il trattamento fino a quando non rimarranno parassiti nell’ospite. I ricercatori hanno scoperto che somministrare solo due volte e mezzo la dose giornaliera tipica di benznidazolo, una volta alla settimana per 30 settimane, ha eliminato completamente l’infezione, mentre somministrare la dose giornaliera standard una volta alla settimana per un periodo più lungo non lo ha fatto. Come detto in precedenza, il benznidazolo è uno dei due farmaci antiparassitari esistenti per il trattamento della malattia di Chagas. Tuttavia, è un farmaco scarsamente tollerato e il suo utilizzo per il trattamento di malattie croniche solleva problemi di sicurezza.

La conoscenza del suo profilo di tossicità è scarsa e si basa principalmente su studi osservazionali post-marketing. Al fine di fornire una valutazione sistemica della sicurezza del benznidazolo negli adulti con infezione cronica, gli esperti hanno combinato i dati di due studi clinici prospettici condotti nel 2013 e nel 2016 presso la clinica ospedaliera di Barcellona, ​​progettati per valutare la sicurezza del farmaco prodotto da ELEA Laboratories, Argentina. Le reazioni avverse sono state osservate in 85 dei 99 partecipanti, con una media di tre reazioni avverse per paziente. La maggior parte delle reazioni avverse (90%) sono state lievi e sono comparse nel primo mese di trattamento. I ricercatori hanno anche identificato alcune reazioni avverse inaspettate che non erano state descritte in precedenza, come disturbi del sonno e ansia. C’è un derivato di questo farmaco che è in fase di sperimentazione finale, il fexinidazolo, che sembra decisamente più efficace e pare avere meno effetti indesiderati a parità di dose utilizzata.

Nel 2019 i ricercatori dell’Universidade de São Paulo, in Brasile, hanno fatto un’importante scoperta su un farmaco attualmente utilizzato per curare l’Alzheimer che potrebbe servire come punto di partenza per il trattamento della malattia di Chagas. In un modello murino della malattia parassitaria, il team ha scoperto che il farmaco per l’Alzheimer, la memantina, ha diminuito il numero di parassiti e aumentato il tasso di sopravvivenza degli animali. Come riportato sulla rivista PLOS Neglected Tropical Diseases, i ricercatori hanno scoperto che la memantina ha ridotto il numero di macrofagi infettati da T. cruzi in modo dose-dipendente: maggiore è la dose somministrata, maggiore è la riduzione. Nei topi con malattia di Chagas, il trattamento con memantina ha ridotto i livelli del parassita del 40% e aumentato il tasso di sopravvivenza degli animali dal 7,5% al ​​12,5%. I topi trattati avevano anche un livello inferiore del 35,3% del parassita nei loro cuori, rispetto ai topi di controllo.

Un team indipendente, invece, ha identificato, alcuni derivati del fenil-pirazolone come agenti anti-chagas efficaci in vitro ed ha iniziato degli studi di fase 1. Ma l’armamentario, come si vede, è molto povero e considerato il bilancio annuale delle vittime urge assolutamente allargarlo di opportunità pratiche.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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