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La seconda casa farmaceutica annuncia sul vaccino anti-COVID: l’opzione Moderna

La società statunitense di biotecnologie Moderna ha lavorato a un vaccino per trattare potenzialmente il COVID-19 da metà gennaio e ha appena rilasciato i risultati di fase 3 per il vaccino mRNA-1273. Il Data Safety Monitoring Board ha informato Moderna di aver soddisfatto i criteri prestabiliti nello studio, per l’efficacia con la loro efficacia del vaccino al 94,5%. Il loro studio, noto come studio COVE, ha arruolato più di 30.000 partecipanti negli Stati Uniti ed è stato condotto in collaborazione con NIH (National Institutes of Health), BARDA (Biomedical Advanced Research and Development Authority) e NIAID (National Institute of Allergy) e malattie infettive). A metà dei 30.000 partecipanti sono state somministrate due dosi di vaccino mentre l’altra metà ha ricevuto un placebo.

La prima analisi ad interim è stata eseguita su 95 casi, di cui nel gruppo placebo c’erano 90 casi di COVID-19 rispetto a 5 casi osservati nel gruppo mRNA-1273. Ciò ha determinato un’efficacia del vaccino del 94,5% (p <0,0001). L’endpoint secondario ha visto 11 casi gravi di COVID-19 nella prima analisi ad interim, tuttavia, tutti gli 11 casi erano nel gruppo placebo. L’analisi ad interim non ha inoltre riportato problemi significativi per la sicurezza e ha riferito che il vaccino è stato ben tollerato con la maggior parte delle reazioni avverse di gravità da lieve a moderata. I dati sono ancora soggetti a modifiche a causa dell’analisi in corso di ulteriori dati e dei loro risultati finali.

Come ulteriori informazioni disponibili, il vaccino progettato da Moderna può anche essere conservato a -20 gradi Celsius per un massimo di sei mesi e può essere conservato in un frigorifero standard fino a un mese, rendendolo più facile da conservare rispetto al vaccino Pfizer che può essere solo conservato in celle frigorifere a -75 gradi Celsius. Tuttavia, i dati per lo studio sono ancora nei dati preliminari e molte domande rimangono ancora senza risposta. Al momento non sappiamo quanto durerà l’immunità poiché i volontari dovranno essere monitorati per un periodo più lungo prima di poter giudicare. Inoltre, attualmente non ci sono dati sulle prestazioni del vaccino nei gruppi di età più avanzata che sono più vulnerabili alla morte per COVID-19.

Man mano che si sviluppano più casi che portano alla loro analisi finale, Moderna si aspetta che la stima puntuale per l’efficacia del vaccino possa cambiare e attualmente prevede di presentare i dati dello studio COVE di fase III completo per la pubblicazione di revisione tra pari. La recente ricerca rivoluzionaria negli studi sui vaccini dà grande speranza che i vaccini saranno presto in grado di porre fine alla pandemia. Questi risultati arrivano appena una settimana dopo i risultati del vaccino di Pfizer, ma la redazione esprime un parere semplicemente scientifico quanto pratico ed esente da interessi di sorta: non importa quale società farmaceutica arrivi per prima ad immettere in commercio un vaccino, importa avere un’arma efficace a disposizione in questa pandemia.

Ma i costi resstano comuqne un punto cruciale, almeno nella produzione. Per ora si parla di stime, ma gli innovativi vaccini a RNA sono costosi. Per Moderna si parla fra 20 e 30 euro a dose per gli Stati Uniti, per Pfizer di 16.5 euro a dose. Il vaccino Oxford-Astrazeneca, basato su un adenovirus, sul quale l’Italia ha tanto investito, costerebbe intorno ai 4-5 euro. Molte aziende farmaceutiche hanno annunciato che venderanno il vaccino a prezzo di costo, almeno fino a quando rimarrà la dichiarazione di pandemia. Il guadagno è sicuro per tutti: sia sottoforma pecuniaria, sia come salute. E chi tra le altre aziende si aggiunge al successo può solamente accelerare la disponibilità di dosi per tutto il globo, senza perdere sicuramente la sua fetta di mercato.

Moderna ha annunciato che entro fine anno saranno disponibili 20 milioni di dosi per il mercato americano e tra 500 milioni e 1 miliardo di dosi entro il 2021. Nell’interesse della salute pubblica.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.
Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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