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Anemia di origine tiroidea: come fa lo iodio a far maturare il midollo osseo?

Per più di un secolo, i medici hanno notato in modo anormale che i pazienti con tiroide iperattiva – spesso causata da carenza di iodio – tendevano ad avere anche anemia. Durante lo sviluppo dei globuli rossi, le cellule staminali del midollo osseo specializzate maturano attraverso diversi stadi fino a quando non attivano i geni per l’emoglobina e altre proteine ​​dei globuli rossi e diventano globuli rossi maturi. Studi sull’uomo hanno dimostrato un’associazione causale tra ipotiroidismo e anemia. Le persone con ipotiroidismo subclinico avevano livelli di emoglobina inferiori e una maggiore prevalenza di anemia rispetto alle persone con funzione tiroidea normale. Il trattamento di pazienti con ipotiroidismo subclinico con ormone tiroideo ha determinato un aumento significativo del contenuto di emoglobina o dei livelli dell’ormone sanguigno eritropoietina (EPO). Per simulare questo processo in laboratorio, i ricercatori hanno già scoperto che coltivare i progenitori delle cellule del sangue nel siero li aiuta ad attivare tutte le proteine ​​appropriate per compiere il passo finale e diventare un globulo rosso.

Ma il legame tra l’ormone tiroideo e la produzione di globuli rossi è rimasto elusivo. Quasi quattro anni fa, un team di ricercatori ha indagato sui meccanismi sottostanti sul legame, chiedendosi se qualcosa nel siero aggiunto alle colture cellulari fosse la chiave per cambiare il passaggio a diventare un globulo rosso maturo. Per restringere la lista di quale delle molecole nel siero fosse il grilletto, i ricercatori hanno filtrato il siero attraverso un filtro standard di laboratorio che molti di noi usano ogni giorno per l’acqua del rubinetto: carbone attivo. Esso trattiene dai liquidi le molecole idrofobe (idrorepellenti) ed i ricercatori hanno visto che una volta filtrato, il siero non supportava più la produzione di globuli rossi. Hanno perciò dedotto che una delle molecole idrofobiche intrappolate dal carbone è la chiave per il passaggio finale della maturazione dei globuli rossi. Alla fine si è capito che aggiungendo tiroxina, l’ormone tiroideo, i progenitori dei globuli rossi in coltura iniziano nuovamente il percorso verso la maturazione. Grazie ai loro dati, il ruolo dell’ormone tiroideo nella stimolazione della maturazione dei globuli rossi è confermato.

Quando l’ormone viene aggiunto in uno stadio precedente dello sviluppo definitivo (uno intermedio o ancora più precoce (embrionale), i globuli rossi immaturi cortocircuitano i loro normali processi di sviluppo e iniziano a trasformarsi in globuli rossi maturi. Si sa che gli ormoni tiroidei agiscono allo stesso modo degli steroidi e degli ormoni sessuali: usano un recettore che li lega e poi regola il DNA ed i geni da trascrivere. In questo modo la tiroxina regola la maturazione del sistema nervoso ed altre funzioni del corpo. Andando a spulciare i dettagli cellulari, gli studiosi hanno individuato una proteina che è necessaria per la stimolazione dell’ormone tiroideo e che funge da regolatore del passaggio finale della produzione di globuli rossi. Si tratta del co-regolatore nucleare N-CoR1, che media la specificità degli effetti sia dell’ormone tiroideo, sia di altri recettori per ormoni steroidi, come gli androgeni o i corticosterodi. Non a caso, esistono certi tipi di anemia genetica che possono rispondere al trattamento a basso dosaggio con cortisone e testosterone.  Ma non è il recettore della tiroxina il diretto responsabile della maturazione dei precursori. Sono piuttosto alcuni i geni indotti dallo stesso che si occupano di far maturare la cellula.

L’analisi dei profili di espressione genica ha mostrato che il gene GATA-1, il regolatore chiave dell’eritropoiesi, (e i suoi geni regolati come KLF1, β-globina, band-3 ed ALAS (coinvolti nella maturazione dei globuli rossi) è stato ridotto nelle cellule del midollo osseo dei topi mutanti per il recettore tiroideo. Il team ha ulteriormente chiarito che il gene GATA-1 viene direttamente regolato dalla tiroxina e che nei topi mutanti la produzione di globuli rossi veniva compromessa tramite la repressione del gene GATA-1 e dei suoi geni a valle. Con questa migliore comprensione della connessione tra ormone tiroideo e maturazione dei globuli rossi, gli scienziati potrebbero essere in grado di identificare nuove terapie che attivano la maturazione dei globuli rossi in pazienti con specifici tipi di anemia, compresi quelli con tiroide iperattiva. Infatti, nella media, i pazienti con ipotiroidismo da autoimmunità o asportazione chirurgica trovano un equilibrio fra assunzione esterna di ormoni tiroideo e gradi di anemia. Ma vi sono casi refrattari e perché questo succede non è chiaro molto probabilmente perché è stato poco indagato. Perché invece si sviluppa anemia quando la tiroide è iperattiva (ipertiroidismo), resta un mistero.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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