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Il mal di stomaco: tutto quello che si deve sapere

Il mal di stomaco un sintomo che le persone lamentano di avere, quando soffrono di un dolore nella parte superiore e centrale dell’addome. Una sensazione, questa, abbastanza comune e sperimentata sicuramente da tutti una o due volte nella vita. In termine medico si definisce epigastralgìa o dolore epigastrico (termine greco che vuol dire “sopra lo stomaco”). In anatomia, infatti, la regione epigastrica è la zona più alta e centrale dell’addome, delimitata superiormente dalle cartilagini costali e, inferiormente, dalla regione ombelicale. Spesso il dolore è generalizzato come “mal di pancia”, che è incorretto poiché quest’ultimo è più pertinente all’area addominale.

Comprendere il mal di stomaco

Il più delle volte, il mal di stomaco rappresenta un disturbo passeggero, che regredisce in modo spontaneo o grazie all’aiuto di semplici interventi comportamentali e/o farmacologici; più raramente, invece, rappresenta la spia di condizioni patologiche che, possono richiedere un intervento medico appropriato, specifico e, talvolta, immediato. Proprio questa seconda possibilità spiega per quale motivo sia importante riconoscere l’entità di un mal di stomaco, capendone la gravità e quando richiede un consulto medico. La giusta interpretazione del mal di stomaco, però, non è sempre cosa semplice, data l’estrema variabilità delle condizioni potenzialmente responsabili.  Per esempio, un mal di stomaco in certe persone spunta dopo una lite, un dispiacere, una critica personale o al lavoro o uno stress psicologico improvviso. In tal caso lo stimolo viene “somatizzato” sull’organo.

Il permanere dello stress o il cronicizzarsi degli stimoli citati non permette la risoluzione della risposta biologica e così lo stomaco subisce continuamente stimolazione della sua componente nervosa. Non a caso, spesso il dolore viene riferito come bruciore, poiché il nervosismo stimola la secrezione acida gastrica per attivazione delle vie parasimpatiche. Queste dipendono dal neurotrasmettitore acetilcolina. Non a caso, il primo farmaco anti-ulcera è stato la pirenzepina, un antagonista del suo recettore. Anche l’istamina è un mediatore usato dallo stomaco per controllare la produzione di acido cloridrico. I primi farmaci anti-ulcera, infatti, erano gli antagonisti H2 (ranitidina, cimetidina, ecc.) che oggi sono stati quasi del tutto soppiantati dagli inibitori protonici (come l’omeprazolo e i suoi derivati).

Secondo la medicina tradizionale orientale, ci sarebbero delle differenze di utilizzo di questi neurotrasmettitori sulla funzione dello stomaco a seconda dello stimolo incombente. Il nervosismo semplice (tensione, malumore) implicherebbe il rilascio di acetilcolina che contrae le fibre muscolari dell’organo e fa produrre acido cloridrico alla mucosa. Nascerebbe così il dolore tipo “contrattura” associato a bruciore. In caso di alterchi e critica, è l’istamina che prende il sopravvento e questa causa acidità con senso di bruciore che può espandersi verso la regione toracica. Qualora, invece, la tensione nervosa si esprime come dubbio o inibizioni derivate da minacce, è la dopamina a fare da padrona.  Questa produce un blocco della digestione e può far comparire il senso di vomito (che può esprimere il rifiuto mentale alle costrizioni subìte).

Ecco che compare quel “peso sullo stomaco” che tutti riferiscono, che spesso si associa a reflusso. Non a caso, antagonisti della dopamina come metoclopramide (Levopraid) e domperidone (Peridon) riescono a superare il blocco e a dare sollievo dai sintomi. Da quanto esposto si capisce, dunque, che tanto maggiore è il permanere degli stimoli emotivi che conducono al mal di stomaco, tanto maggiore è il tempo che l’organismo impiegherà a riportare tutto indietro. Questo si traduce nello intraprendere per settimane una cura sintomatica per contrastare gli effetti stressanti anche di pochissimi giorni. Invece, quando il mal di stomaco perdura indipendentemente da stimoli esterni, abitudini alimentari sane e assenza di voluttuari (es. fumo di sigaretta o alcolici), bisogna indagare ed approfondire con esami medici.

Cause di minore importanza

Sono relativamente frequenti e comprendono:

  • Alimentazione o pasti esagerati: non è solo la qualità del cibo o accoppiate “strane” che può creare indigestioni; è la quantità che soprattutto fa la differenza.
  • Meteorismo: la formazione di aria nello stomaco, per la tipologia di alimentazione che si segue, per aver ingoiato aria in modo inconsapevole o conseguente a “scoppi emotivi”, può dilatare le pareti gastriche e portare ad un mal di stomaco “fastidioso”. La tensione nervosa residua spesso aggrava l’impossibilità di eruttare causando il classico “nodo” alla bocca dello stomaco.
  • Uso di farmaci antidolorifici. Usati comunemente contro il mal di testa, il mal di schiena o le mestruazioni dolorose, i FANS possono far comparire mal di stomaco specie se assunti a stomaco vuoto. Questo perché bloccano le prostaglandine che lo stomaco utilizza per stimolare la mucosa a produrre il muco protettivo.
  • Ansia e stress: sono forse le cause che da cento anni a questa parte sono responsabili del mal di stomaco diffuso. Solitamente ci si ritrova davanti anche ad una somatizzazione intestinale che lo accoppia a dolore addominale ed altri sintomi digestivi, come nella colite psicosomatica o sindrome del colon irritabile.

Cause importanti: sono queste che richiedono l’approfondimento medico.

  • Ulcera gastrica e duodenale. Si stima che quasi il 10% della popolazione mondiale abbia queste condizioni; ed è questo il motivo probabilmente per cui la ricerca dei farmaci anti-ulcera non si è fermata agli antagonisti H2 ma si è evoluta con gli inibitori di pompa. Queste condizioni possono comparire per stress nervosi perpetrati, abuso di alcolici, tabagismo cronico ed infezione da Helicobacter.
  • Ernia iatale. È la protrusione del fondo dello stomaco attraverso lo iato diaframmatico esofageo, cioè il foro del diaframma attraversato dall’esofago. Tra i fattori di rischio dell’ernia iatale vi sono la tosse cronica, il sovrappeso e l’obesità. All’ernia iatale si associa usualmente il reflusso gastroesofageo o malattia da reflusso (MRGE), i cui sintomi vengono peggiorati da una dieta ricca di grassi, dall’asma cronico e dal tabagismo forte (>20 sigarette/die).
  • Tumore allo stomaco. Il carcinoma gastrico è una condizione grave spesso mortale che non va sottovalutata. Causa generalmente dolore “sordo” o come un senso di peso; solo raramente dà dolori lancinanti o si manifesta senza dolore. È opinione comune che un sintomo spia della sua presenza sia l’improvvisa comparsa di nausea verso gli alimenti a base di carne.
  • Problemi pancreatici. Questi sono particolarmente delicati e richiedono un intervento medico immediato. Che sia pancreatite acuta o carcinoma pancreatico, la diagnosi deve essere posta nel minor tempo possibile poiché si tratta di situazioni potenzialmente fatali, specie la pancreatite se non riconosciuta immediatamente.

Sintomatologia

Ogni mal di stomaco è “sui generis”, ovvero dipende dalle cause individuali ma anche dalla sensibilità dolorifica di ognuno. Nel caso dell’ulcera gastrica esso viene riferito come pungente ed acuto, che spesso compare circa mezz’ora dalla conclusione dei pasti principali. Nel caso dell’ulcera duodenale, invece, il dolore è sordo e costrittivo e spesso sveglia di notte chi ne è affetto. Non è infrequente che il dolore si manifesti come crampi che durano qualche minuto, scompaiono e si ripresentano entro qualche minuto. Se questo tipo di dolore è frequente, ci si trova sicuramente davanti a ulcera gastrica, gastrite o malattia da reflusso.

Il tumore gastrico, come detto prima ha sintomatologia variabile: assieme al dolore possono comparire inappetenza, eruttazioni, difficoltà a digerire anche piccole quantità di cibo ed in seguito compare anemia (da continue micro-emorragie del tessuto maligno). In caso di pancreatite, il dolore che compare è definito “a fascia”, è intenso e immobilizza il paziente nella sua posizione; esso può irradiarsi alla schiena e può associarsi vomito. Il dolore in questo caso peggiora in posizione supina e si attenua da seduti o rannicchiati sul fianco destro. In caso di ernia iatale con reflusso, i sintomi comprendono senso di oppressione al torace, eruttazioni, difficoltà digestive, tosse (occasionalmente con singhiozzo) e salivazione profusa.

Diagnostica clinica

Il dolore gastrico è generalmente gestibile e può passare spontaneamente o con qualche antiacido e calmante in caso di origini dettate da nervosismo. Se la sintomatologia dura più di due settimane senza avere collegamenti con cause riconoscibili, è necessario consultare il medico e sottoporsi ad accertamenti. Generalmente comprendono la semplice radiografia (preferibilmente con contrasto al bario), un’ecografia addominale ed infine la gastroscopia. Durante quest’ultima è possibile effettuare biopsie della mucosa (caso dell’Helicobacter).

Come si cura il mal di stomaco

Generalmente la rimozione della causa temporanea conduce velocemente alla risoluzione del problema. Se si tratta di pasti sbilanciati basta correggere l’alimentazione; o se dipende dal fumo di sigaretta basta ridurre la quantità di sigarette giornaliere. Così come se lo stato emotivo è compromesso da tensioni, rabbia e scontri, ove possibile basta gestire la situazione specifica. Pertanto, è chiaro quanto sia importante individuare innanzitutto la causa scatenante che ha portato all’insorgenza del disturbo.

Raccomandazioni generali

L’impostazione di uno stile di vita correttivo è essenziale nella ricerca di una causa scatenante. Questo riguarda l’alimentazione, l’abuso di alcolici e tabacco, comportamenti emotivi inadeguati ed abitudini personali varie. Ad esempio, per chi è affetto da mal di stomaco e disturbi digestivi, è stato sempre raccomandato di fare una passeggiata dopo pranzo e mai mettersi a letto subito dopo cena. Altresì mai assumere a volontà caffè, cioccolata, alcolici ed altri stimolanti della secrezione acida. In caso di sovrappeso e obesità franca, la riduzione del peso corporeo aiuta sicuramente anche per un altro motivo: i pasti a base di grassi sono irritanti per lo stomaco a causa della scarica biliare della colecisti. Gli acidi biliari hanno effetto caustico sulle mucose danneggiate e non fanno altro che acuire il dolore.

Approcci erboristici

Per chi ama le cure naturali, ottime tisane digestive ed antispastiche per lo stomaco sono quelle a base di alloro e camomilla, mentre in caso di reflusso esofageo sono indicate quelle di salvia e calendula. Per il dolore da gastrite acuta è opportuno assumere liquirizia come tisane, radice secca o estratto puro. I polifenoli della liquirizia stimolano la mucosa gastrica e fabbricare muco, che protegge normalmente dalla azione corrosiva dell’acido cloridrico. Per la digestione lenta, le tisane a base di menta, genziana o verbena sono le più indicate.

Terapie farmacologiche

I principali farmaci utilizzati per la cura dell’acidità di stomaco sono i cosiddetti antiacidi. Tali farmaci esplicano la loro attività attraverso la neutralizzazione temporanea dell’eccessiva acidità a livello dello stomaco, ma senza alterare la produzione dell’acido cloridrico. Per tale ragione, questo tipo di farmaci è utile perlopiù nei casi sporadici di acidità di stomaco, magari provocati da pasti eccessivamente abbondanti o dal consumo di cibi difficilmente digeribili. Se si vuole intervenire in modo naturale, basterà a volte un pizzico di bicarbonato o di sali di magnesio per lenire o neutralizzare l’acidità sottostante (che sia di origine digestiva o meno). Non si raccomanda di assumere bicarbonato per lungo tempo dato il suo possibile effetto rimbalzo (aumento dell’acidità). Stesso discorso vale per gli antiacidi a base di carbonato di calcio: lo ione calcio è uno stimolante della secrezione acida e nel lungo termine questi antiacidi possono provocare stitichezza.

Poi, a secondo della patologia sottostante è possibile impostare una terapia medica mirata.

Gastrite ed ulcera

In questi casi in passato i farmaci cardine erano gli antagonisti H2 (famotidina, ranitidina e cimetidina), mentre oggi sono di uso praticamente universale gli inibitori della pompa protonica come omeprazolo, lansoprazolo e derivati. La loro efficacia è molto buona e riescono a controllare la sintomatologia in quasi il 100% dei casi.

Malattia da reflusso

Se il mal di stomaco è il risultato della malattia da reflusso gastroesofageo, il piano terapeutico gira attorno a una modificazione dello stile di vita (nervosismo, abuso di alcolici, ecc.) e a una terapia a base di antiacidi, gastroprotettori (sucralfato, alginati) e lansoprazolo o pantoprazolo per un periodo di almeno 3 mesi. I sintomi digestivi possono beneficiare di stimolanti della motilità (domperidone e metoclopramide).

Gastrite da Helicobacter pylori

Se la biopsia gastrica in sede di gastroscopia ha dato esito positivo per la presenza di Helicobacter, accanto agli inibitori di pompa il medico farà iniziare una terapia antibiotica. Solitamente si usano i fluorochinoloni (come la ciprofloxacina) per non meno di 2 settimane. Antibiotici alternativi efficaci sono il metronidazolo (Flagyl), le tetracicline (es. Minocin) e la claritromicina (Klacid).

Gastrite nervosa

Il mal di stomaco causato dal nervosismo risponde generalmente bene agli antispastici come l’ottilonio bromuro (Spasmomen), e se si associa ad impossibilità a digerire risente bene del domperidone. Il medico di condotta, poi, associa un breve periodo di assunzione di inibitori di pompa. Qualora il dolore dipenda da somatizzazione (es. colte spastica), una combinazione di diazepam ed ottilonio (Spasmomen somatico) è tra le prescrizioni mediche più frequenti. Effetto discreto e variabile da caso a caso lo hanno le preparazioni contenenti estratti di valeriana e passiflora.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.
Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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