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Disfunzione Erettile: focus sulle nuove terapie sperimentali

La Disfunzione Erettile 

La disfunzione erettile (DE) è definita come l’incapacità a raggiungere o mantenere un’erezione adeguata per un soddisfacente rapporto sessuale. Si tratta di un problema di salute comune. Pertanto non vi è alcun motivo per essere imbarazzati se si manifestano problemi di erezione.

Le Cause

I fattori di rischio che predispongono alla DE sono gli stessi che favoriscono l’insorgenza delle malattie cardiovascolari (es. infarto miocardico, ictus):

  • Età;
  • Vita sedentaria;
  • Fumo;
  • Obesità;
  • Ipertensione;
  • Dislipidemia;
  • Aterosclerosi;
  • Diabete;

Questi fattori agiscono nel tempo deteriorando la parete delle arterie, i vasi sanguigni che determinano l’irrorazione di tutti gli organi. L’erezione avviene grazie alla vasodilatazione di specifiche arterie del pene che, se ostruite o meno capaci di dilatarsi, non possono sostenere questo delicato meccanismo neuro-vascolare. A favorire l’insorgenza della DE molto spesso sono implicati fattori di natura psicogena: stress, responsabilità sul lavoro, mancanza di tempo libero, problemi di coppia (conflittualità, divorzio, vedovanza, una nuova relazione), l’età (sentirsi attempati, una nuova relazione), l’età (sentirsi incapaci, paura della morte), preoccupazioni per la salute, ansia, depressione.

Gli studi suggeriscono che il 55% degli uomini con diabete svilupperà DE. Inoltre tenderanno a sviluppare la DE circa 10-15 anni prima rispetto agli uomini senza diabete. Il diabete può causare DE perché può danneggiare l’afflusso di sangue al pene e ai nervi che controllano l’erezione. Quando un uomo diventa sessualmente eccitato, una sostanza chimica chiamata ossido nitrico viene rilasciata nel suo flusso sanguigno.

Questo mediatore provoca rilassamento arterioso e muscolare, il che permette al sangue di fluire nel pene e conferire all’uomo un’erezione. Gli uomini con diabete soffrono di sbalzi di glicemia, soprattutto se le loro condizioni non sono gestite male. Quando i loro livelli di zucchero nel sangue diventano troppo alti, viene prodotto meno ossido nitrico. Ciò può significare che non c’è abbastanza sangue che scorre nel pene per ottenere o mantenere un’erezione. Bassi livelli di ossido nitrico si trovano spesso nei soggetti affetti da diabete, e questo contribuisce alla loro vasculopatia.

Infine, sono da elencare altre importanti cause organiche quali: interventi di chirurgia pelvica, radioterapia, insufficienza renale, malattie neurologiche, traumi spinali, farmaci. La DE avvia un circolo vizioso che genera ansia da prestazione nei soggetti che ne soffrono. Questo contribuisce ad aggravare progressivamente la DE creando ulteriore frustrazione sia in chi ne soffre che nella partner.

La Diagnosi

Quando si manifesta il problema è importante affidarsi ad un medico con le competenze specifiche. Il suo compito è quello di porre attenzione a tutti gli aspetti psicologici, emotivi, relazionali che possono essere alla base della DE. Attraverso l’anamnesi, la visita e la verifica di alcuni semplici esami si deve escludere la presenza di condizioni patologiche che causano o favoriscono la DE. Non dimentichiamo i problemi di erezione sono frequentemente il primo sintomo di malattie importanti come la cardiopatia ischemica, l’ipertensione trascurata o il diabete. Per questo motivo è importante non sottovalutare la DE e sottoporsi a valutazione medica (controllo della pressione arteriosa, glicemia, emoglobina glicata). Esistono poi esami diagnostici di secondo livello (es. ecocolordoppler penieno, rigidometria notturna, cavernosometria, ecc) che si utilizzano in casi particolari a discrezione dello specialista.

Il Trattamento

Counseling Psico-sessuologico

Se la disfunzione erettile è causata da condizioni psicologiche, come ansia o depressione o altri problemi di natura personale, il paziente può beneficiare della consulenza. Questo non è limitato a un medico o uno psicologo, ma anche a degli amici molto intimi.

Terapia Iniettiva

Viene proposta ai pazienti che non rispondono ai farmaci orali, o che non possono farne uso. Il farmaco utilizzato è una prostaglandina (alprostadil) che viene iniettata tramite apposito ago (autosomministrazione) direttamente all’interno dei corpi cavernosi dove agisce come vasodilatatore. In alternativa lo stesso principio attivo viene utilizzato sotto forma di gel ad applicazione intrauretrale.

La supposta intrauretrale con PGE1 (IUS) utilizza un piccolo catetere di rilascio intrauretrale per posizionare una PGE1 all’interno dell’uretra per l’assorbimento attraverso il CC prima del rapporto sessuale. Questo è simile ad alprostadil ICI, ma è meno invasivo e meno efficace di questo. Questa via di somministrazione può essere preferita nei pazienti che rispondono male, sono controindicati per i farmaci orali o hanno paura dei farmaci iniettabili. L’efficacia dello IUS è stata riportata tra il 45% e il 65% dei casi.

Terapia Vacuum Device

Un’alternativa all’utilizzo dell’iniezione di prostaglandine laddove i PDE5i non trovino efficacia è l’utilizzo del vacuum device. Si tratta di un meccanismo che crea una depressione intorno al pene, favorendo quindi il suo riempimento di sangue, seguito dall’applicazione di un elastico alla radice del pene, con lo scopo di mantenere la rigidità ottenuta.

Terapia Chirurgica

Escludendo rarissimi casi di DE post-traumatica che possono beneficiare di una rivascolarizzazione arteriosa, la terapia chirurgica prevede l’impianto di una protesti peniena. Le protesi sono delle strutture variamente costituite (semirigide, bicomponenti, tricomponenti) il cui scopo è quello di sostituire fisicamente e meccanicamente l’azione erettile dei corpi cavernosi che per varie motivazioni non sono più funzionanti.

Terapia orale

I farmaci più noti legati alla terapia della DE sono gli inibitori dell’enzima fosfodiesterasi-5. Essi agiscono favorendo il rilassamento della muscolatura liscia dei vasi sanguigni del pene in presenza di uno stimolo erettile. Ciò si traduce in una amplificazione del meccanismo naturale di erezione, promossa da stimoli psicofisici di natura erogena.

I quattro più comunemente prescritti sono:

  • sildenafil (Viagra)
  • vardenafil (Levitra)
  • tadalafil (Cialis)
  • avanafil (Spedra)

Questi farmaci causano un’erezione aumentando il flusso di sangue al pene. Richiedono che la stimolazione sessuale sia efficace. Dovrebbero essere presi 30-60 minuti prima del rapporto sessuale. Questa terapia è solitamente molto efficace e ben tollerata. Gli effetti collaterali più comuni sono cefalea, vampate di calore, “flush” cutanei (rossore al volto), sensazione di naso chiuso, intolleranza gastrointestinale. La controindicazione più importante all’assunzione di questa categoria di farmaci è la concomitante assunzione “cronica o al bisogno” di nitrati o nitroderivati (vasodilatatori utilizzati nella terapia della cardiopatia ischemica).

Farmaci innovativi sotto studio

L’inizio delle erezioni senza stimolazione sessuale distingue il meccanismo d’azione degli agonisti della melanocortina dagli inibitori della PDE5. Melanotan II (MeT-II) è un analogo super-attivo dell’ormone ciclico stimolante i melanociti (MSH-alfa), un neuropeptide che sembra efficace nelle forme di DE psicogena. Dagli studi preliminari, la durata media della rigidità della punta del pene (80–100%) è stata di 38 minuti con l’iniezione di MT-II rispetto a 3 minuti con il placebo. Gli effetti collaterali più frequenti segnalati sono stati sbadigli, nausea e diminuzione dell’appetito. Un altro studio ha indicato che l’azione erettogena di MT-II era efficace non solo per il trattamento della DE psicogena, ma anche per il trattamento della DE da fattori di rischio organici variabili.

Il metabolita del MeT-II, bremelanotide, è risultato persino più attivo del farmaco originale e proprio su di esso si sono concentrate le prove cliniche degli ultimi anni. Bremelanotide (Vyleesi™) è stato recentemente approvato negli Stati Uniti per il trattamento delle donne in premenopausa con disturbo del desiderio sessuale ipoattivo acquisito e generalizzato. Dato il promettente effetto erettogeno e la sicurezza, il bremelanotide può fornire un’opzione di trattamento emergente per trattare anche i pazienti maschi con DE. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi ben progettati per giungere a conclusioni definitive sull’efficacia e la sicurezza a lungo termine per il trattamento della disfunzione erettile nel maschio.

Gli inibitori della PDE5 hanno mostrato una mancanza di efficacia in molti pazienti con alterata via del segnale guanosina monofosfato ciclico (cGMP) / ossido nitrico controllato dall’enzima guanilato-ciclasi solubile (sGC). Il tentativo di fornire direttamente la sGC alle cellule muscolari lisce, indipendentemente dall’NO, potrebbe offrire una soluzione per i pazienti che non rispondono alla PDE5-I. Attivatori di sGC come BAY60-4552 e BAY 60-2770 riattivano la sGC eme-ossidata nelle malattie vascolari e sono stati sperimentati già in condizioni di laboratorio. In uno studio su una combinazione di BAY60-4552 (1 mg) e vardenafil (10 mg), i pazienti non responsivi ai PDE5i  hanno mostrato una sottoregolazione del percorso NO / sGC / cGMP rispetto ai soggetti sani, e la terapia di combinazione aveva effetti sinergici sul rilassamento del corpo cavernoso peniero nei non responder ai PDE5i, rispetto al solo vardenafil (20 mg).

Infine, i canali del potassio (K+) attivati dal calcio (Ca2+) a grande conduttanza (canali maxi-K), situati sulla muscolatura liscia arteriosa e corporea, sono potenziali bersagli sotto studio  per il trattamento della DE. NS11021 (Andolast) aumenta le correnti di potassio nella muscolatura liscia vascolare, riduce la tensione vascolare delle arterie del pene e delle strisce cavernose e induce l’erezione nei ratti anestetizzati. L’efficacia dell’effetto era simile a quella del sildenafil. Uno studio simile condotto nelle piccole arterie del pene umano e NS11021 ha evocato un pronunciato rilassamento che ha portato alla risposta erettile. Attualmente, andolast è l’unico farmaco candidato che prende di mira i canali maxi-K per il trattamento della DE nello sviluppo clinico.

Correzioni dello stile di vita

La disfunzione erettile dovuta al diabete è molto più comprensibile ora. Un buon controllo del diabete può ridurre il rischio di DE. Altre misure preventive come smettere di fumare e ridurre l’assunzione di alcol aiuteranno a ridurre il rischio di sviluppare la DE. Altri cambiamenti nello stile di vita che possono aiutare comprendono:

  • Dieta sana ed esercizio fisico: gli studi suggeriscono che gli uomini che hanno cambiato la loro dieta a un livello basso di grassi saturi e ricchi di fibre e hanno moderato l’attività fisica ogni settimana, sono stati in grado di migliorare la DE senza farmaci da prescrizione. Evitare, inoltre, assolutamente di bere alcolici fuori pasto.
  • Perdita di peso: alcuni studi dimostrano che anche una piccola perdita di peso può migliorare la funzione erettile e il desiderio sessuale negli uomini con diabete. Coloro che hanno perso peso hanno aumentato i livelli di testosterone e il flusso sanguigno con conseguente erezioni migliori.
  • Riduzione dello stress: la DE può causare stress e tensione in una relazione. La consulenza può essere utile anche se le origini della disfunzione sessuale sono fisiche. Le persone con DE dovrebbero cercare di trovare il tempo per rilassarsi e dormire abbastanza ogni notte. Tra le emozioni, le più dannose per l’erezione sono la rabbia, l’ira e l’ansia o eccessiva apprensione.
  • Integratori: se si desidera, è possibile provare o implementare la propria funzionalità con specifici integratori alimentari. Alcuni studi suggeriscono che  che l’integrazione con aminoacidi chiamati L-arginina e L-citrullina può anche aiutare a migliorare la funzione erettile. Questi amminoacidi sono noti per aumentare la produzione del corpo di ossido nitrico, che può aumentare il flusso di sangue al pene. Come affermato in precedenza, bassi livelli di ossido nitrico si trovano spesso negli uomini con diabete. In aggiunta, sono stati pubblicati recentemente risultati preliminari sull’utilizzo dell’acido lipoico nel trattamento della DE in caso di diabete. Questo fattore vitamino-simile serve alla correzione del metabolismo dei carboidrati ed è anche un potente antiossidante.

Qualora il paziente con DE sia diabetico, deve mantenere un rigido controllo della glicemia, evitando sbalzi repentini e, a maggior ragione, tenere sotto controllo i valori di pressione arteriosa e l’eccesso di trigliceridi sanguigni. Il diabete può condurre a vasculopatia e neuropatia, che possono inizialmente manifestarsi proprio come DE per compromissione dell’elasticità dei vasi arteriosi.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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