Home BENESSERE & SALUTE Integratori antiossidanti: sono utili alla performance sportiva generale?

Integratori antiossidanti: sono utili alla performance sportiva generale?

Senza entrare nel merito della notissima perla di saggezza “mens sana in corpore sano”, il dedicare tempo personale alla salute fisica non incontra alcuna resistenza da parte dei medici, per qualsiasi tipologia di paziente. Anzi, viene spesso raccomandata anche ai soggetti sani, nell’ottica di uno stile di vita migliore. Lo sport, che sia diretto a individui sani o affetti da patologie (non invalidanti, ovviamente), è comunque una modalità di mantenere un buono stato di salute. Lo sforzo fisico è proporzionale al tipo di attività fisica o sport svolto, ed è legato a consumi energetici differenziati. Nel caso della corsa leggera o sostenuta, esso è maggiore nel secondo caso, potendo richiedere dei supplementi esterni per limitare una reazione biologica inappropriata. Nello sforzo fisico intenso, infatti, la contrazione muscolare non si limita a utilizzare zuccheri e/o grassi come fonte di energia. L’attività respiratoria cellulare può deviare verso la produzione di radicali liberi ossidanti (ROS), per la possibilità che si verifichi un apporto limitato di ossigeno (conosciuta come attività anaerobia). 

Durante gli sforzi fisici prolungati, questa produzione di ROS può salire sebbene in misura non grave ed è in parte responsabile dell’adattamento muscolare alla condizione che sta affrontando. In parallelo, si ha la produzione di ossido nitrico (*NO), un radicale azotato derivato dal metabolismo dell’aminoacido arginina, che dilata i vasi sanguigni. Insieme all’abbassamento del pH muscolare, causato dalla produzione di acido lattico, l’ossido nitrico dilata capillari ed arterie affinché l’apporto di sangue, e quindi di ossigeno, sia adeguato ai bisogni dei muscoli che lavorano. Ma allora, è utile assumere antiossidanti durante allenamenti, partite di calcetto, body building in palestra, corsa di fondo, ecc.? Tutto è proporzionato al grado ed alla durata dello sforzo da affrontare. Sport culturistici ed ogni competizione sono sicuramente in cima alla lista. Nonostante l’adattamento durevole dovuto alla pratica sportiva costante, chi fa culturismo o sport agonistico dovrebbe quantomeno periodicamente assumere integratori antiossidanti.

Questo potrebbe servirgli a limitare la possibilità di disturbi funzionali al tessuto muscolare; o nell’ottica di avere delle riprese migliori, tempi di recupero più brevi (ove si verifichi) e comunque con lo scopo principale di evitare dei danni cellulari o al tessuto muscolare. Se si vuole rimanere nel biologico, l’uso di sostanze naturalmente dotate di potere antiossidante che il corpo utilizza di base, non è scoraggiato. Si va dalle vitamine antiossidanti (A – C – E) nella frutta di cui sono ricche o nei succhi già pronti e disponibili in commercio, alla vitamina C in compresse effervescenti, alle compresse di aminoacidi solforati (cisteina, acetil-cisteina, metionina), fino agli antiossidanti fisiologici già pronti (acido lipoico, glutatione o GSH). Il loro introito non è scoraggiato, in quanto consiste in fattori vitaminici o sostanze che le cellule utilizzano normalmente. Rappresentano, tra l’altro, gli antiossidanti metabolicamente più compatibili e assolutamente privi di effetti secondari.

Spostandosi sul naturale, i polifenoli sono sicuramente una classe di antiossidanti dotati di buona compatibilità biologica, anche se il grado di assorbimento non è sempre ottimale. Questo spesso dipende dalle formulazioni assunte (grossolanità, estratti non raffinati), complessità dell’estratto erboristico fino allo stato di benessere intestinale. In caso di infiammazioni intestinali non conosciute, disbiosi, stipsi cronica, le capacità assorbenti della mucosa intestinale viene alterata, il che non solo compromette l’assorbimento degli antiossidanti assunti, ma ancor prima quello di nutrienti fondamentali (proteine, zuccheri, vitamine, ecc.). I più conosciuti e/o di moda sono l’estratto di gingko (G. biloba), l’estratto di semi di uva (GSE), l’estratto di mirtilli e quello di altri frutti di bosco (cranberries, goji, acai, ecc.). Non è da dimenticare o sottovalutare il potere antiossidante dei polifenoli contenuti in una bevanda classica come il thè. Le catechine semplici del thè verde o quelle complesse del thè nero, sono dotate di effetto antiossidante a vari livelli.

Inoltre possono tenere sotto controllo il metabolismo dei grassi sia a livello intestinale che del fegato (vedere anche l’articolo sul sito, “Thè verde oppure nero? Funzionano ma diversamente”). I sali minerali hanno la loro importanza nel campo dello stress ossidativo, in quanto alcuni di essi come rame, zinco, manganese, selenio ed anche il ferro, entrano nella costituzione di enzimi che possono disattivare molti tipi di ROS. Ad esempio, il ferro è cofattore della catalasi, l’enzima che degrada l’acqua ossigenata (perossido) on acqua ed ossigeno; il selenio è cofattore dell’enzima glutatione reduttasi (GSR), l’enzima che rigenera il GSH. Molto ricchi di questi oligoelementi sono la frutta a guscio (mandorle, noci, nocciole, ecc.), i legumi, la crusca di grano e di riso. Buone quantità di manganese sono contenute nel thè, il che avvantaggia questa bevanda nello sfruttamento delle sue doti antiossidanti, ed in altre spezie come la cannella, lo zenzero e la menta. 

Si comprende perciò che, oltre all’assunzione di antiossidanti come supplemento esterno, la loro acquisizione è possibile attraverso l’introduzione mirata di alcune categorie di alimenti. Ecco perché per lo sport, a parte alimentazione, sarebbe meglio parlare di nutrizione, in quanto se l’energia viene data da glucidi e lipidi, la massa viene mantenuta dalle proteine, ma l’eliminazione delle scorie e la protezione del contesto vengono conferite da vitamine e minerali. Ed anche dagli antiossidanti, che siano vitamine, minerali o altro. Ma bisogna usare cautela anche nei confronti di queste sostanze, che possono apparire innocue pur appartenendo a composti naturali. Sebbene gli antiossidanti svolgano un ruolo importante nella protezione dai RONS, le prove suggeriscono che l’integrazione di antiossidanti può compromettere gli adattamenti dell’allenamento fisico. La preoccupazione è che le specie reattive generate durante l’esercizio possano essere implicate nel miglioramento della capacità aerobica e dell’ipertrofia muscolare, stimolando le vie molecolari attraverso le proteine ​​e l’espressione genica.

Ad esempio, secondo Ristow et al., Il consumo di vitamina E (400 UI / giorno) e vitamina C (1000 mg / giorno) previene l’induzione della PGC1-α e la biogenesi mitocondriale, nonché i principali enzimi antiossidanti endogeni nel muscolo scheletrico umano. In questo senso, l’aumento della biogenesi mitocondriale è un importante adattamento all’allenamento fisico nel muscolo scheletrico e PGC1-α è considerato il regolatore principale di questo processo. Al contrario, alcuni autori hanno suggerito effetti positivi di un aumento transitorio dei livelli di radicali dell’ossigeno e dell’azoto (RONS) indotti dall’esercizio. Infatti, i RONS sono implicati nella regolazione dell’attività contrattile muscolare; inoltre, stimolano la rigenerazione muscolare agendo sulle cellule satelliti e migliorano la vasodilatazione durante l’esercizio. Tuttavia, alte concentrazioni di RONS e stress ossidativo aumentano l’infiammazione e il danno a cellule e tessuti.  I radicali liberi, tra parentesi non sono universalmente riconosciuti come molecole esclusivamente tossiche.

Una certa quota è sempre e costantemente prodotta dal nostro metabolismo ossidativo nei mitocondri. La scienza teorizza che questo contribuisca al normale processo di invecchiamento e che solo la loro esagerata produzione possa innescare una senescenza patologica o la comparsa di severe condizioni di salute. Come ogni cosa, quindi, è necessaria una giusta misura di ogni componente per un regolare equilibrio.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com

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