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Salute fisica al tempo del COVID: un’analisi di ciò che è stato un risvolto positivo o negativo

Vi ricordate l’anno scorso quando cominciò la pandemia ed i lockdown di inizio Marzo? A parte l’incubo della sfida globale che l’umanità intera non ricordava da un secolo, il rimanere confinati a casa per settimane, perdendo le abitudini quotidiane, gli spostamenti legati al relax del dopolavoro o della passeggiata per svago e per “staccare la spina”, che sia in centro, lungo il viale, al bar o quant’altro, il ritrovarsi fra le quattro mura senza poter fare nulla per molti è stato insopportabile. Per sorpassare il problema (o forse adattarsi, o tutti e due), sono esplose le attività in cucina, di bricolage a casa, di spendere quel tempo in hobby o dedicarlo alla famiglia e recuperare tanti “appuntamenti familiari” saltati. Persino i VIPs, personaggi pubblici, attori e influencers hanno pubblicato su Youtube le loro attività a casa dedicate alla salute del corpo, con attività fisiche, ginnastica, corse improvvisate in casa o in giardino, contribuendo a diffondere la cultura dello star bene attraverso l’attività fisica personale dedicata. Ma non è andata per tutti così.

Non casualmente, anzi, secondo uno studio internazionale pubblicato su Frontiers in Psychology, persone in tutto il mondo hanno segnalato cambiamenti nei loro livelli di attività fisica, benessere e abitudini alimentari durante le prime fasi della pandemia COVID-19. Una diminuzione dell’attività fisica durante la pandemia è stata associata a una cattiva salute fisica e mentale percepita. La riduzione dell’esercizio fisico è stata anche associata alla percezione di aumento di peso e diminuzione del sonno. Più di mille persone provenienti da diversi paesi con diverse misure di contenimento hanno partecipato a un sondaggio online che ha esplorato i cambiamenti nell’attività fisica, l’alimentazione, il sonno, la salute fisica e mentale e il benessere durante le prime fasi di blocco della pandemia COVID-19. Lo studio è stato condotto in collaborazione tra la Facoltà di Sport e Scienze della Salute dell’Università di Jyväskylä e le Università di Wolverhampton e Northampton nel Regno Unito.

I confronti tra i paesi hanno rivelato differenze significative nella salute fisica, con i partecipanti finlandesi che hanno riportato valori più alti e i partecipanti residenti nel Regno Unito che hanno indicato una salute peggiore. C’era una grande variabilità nell’attività fisica dei partecipanti. Alcuni individui hanno riportato un forte aumento dell’attività fisica mentre altri hanno riportato una forte diminuzione. Secondo i ricercatori, una maggiore attività fisica è stata associata a una migliore salute fisica come valutato nell’ultima settimana insieme a un aumento del benessere e del sonno. Al contrario, la ridotta attività fisica era correlata alla più bassa salute mentale, rappresentata da più problemi personali ed emotivi, e un significativo aumento del mangiare e del peso. I partecipanti che vivono nei paesi dell’America Latina si percepivano di avere una salute mentale peggiore, rispetto ai sudcoreani che hanno indicato di essere significativamente meno colpiti da problemi personali o emotivi.

I partecipanti filippini, invece, hanno riportato punteggi più alti di sonno e alimentazione rispetto agli altri paesi. I risultati complessivi indicano che, indipendentemente dal paese di residenza o dall’età, i partecipanti che riferiscono una ridotta attività fisica in genere hanno sperimentato una salute fisica e mentale peggiore insieme a una diminuzione del benessere. La riduzione dell’esercizio fisico è stata anche associata alla percezione di aumento di peso e diminuzione del sonno. Per ridurre al minimo la diffusione del virus SARS-CoV-2, in diversi paesi sono state implementate una serie di misure di contenimento, inclusa la limitazione del movimento delle persone. Di conseguenza, sono stati osservati cambiamenti nei comportamenti delle persone, come casi ben documentati di acquisti di panico e accumulo di articoli per la casa. Come conseguenza del confinamento si sono registrati altri comportamenti non proprio salutari,

Fra questi quello di un potenziale aumento del tasso d sovrappeso fra i bambini e gli adolescenti, frutto probabilmente della chiusura delle scuole con maggiore tempo speso su tablets, telefonini e playstations. Dalla scorsa estate, sono stati stilati almeno due dozzine di pubblicazioni che indicano tutta una seria di problemi di salute legati ai cambiamenti dell’attività fisica fra bambini, adulti ed anche anziani. In quest’ultima fascia, a parte le variazioni delle semplici attività quotidiane legate al non poter uscire di casa anche per il quotidiano acquisto del vitto, è stato registrato un preoccupante aumento del senso di solitudine specie fra le persone singole, sebbene autosufficienti. Parimenti, anche fra gli adolescenti sono cresciuti a dismisura sentimenti di depressione, confusione e preoccupazione per questa inattesa svolta globale. Ci sono ipotesi che puntano il dito sul peggioramento della salute mentale dei giovani dovuto alla mancanza di attività dovuta al lockdown, ma potrebbero essere dovute a paure conseguenti alla pandemia.

Considerato lo stretto legame dimostrato fra salute fisica e salute mentale, è lecito pensare che questa esperienza “mondiale” debba (e non semplicemente possa) essere una spinta decisiva alla consapevolezza del dedicare tempo personale al benessere fisico come presupposto per quello mentale.

A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Ruiz MC et al. Front Psychology 2021. 

Barkley JE et al. Int J Exercise Sci. 2020.

Roschel H et al. J Amer Geriatr Soc 2020.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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