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Incertezze, paure e ansia: le molle della pandemia per far scattare depressione ed alcolismo

Uno studio condotto presso la Columbia University Mailman School of Public Health riporta un’elevata prevalenza globale di depressione e ansia durante la pandemia COVID-19 e mostra come l’implementazione di strategie di mitigazione, inclusi i trasporti pubblici e la chiusura delle scuole, e disturbi. Utilizzando una data di fine del 29 luglio 2020, i ricercatori hanno analizzato i dati di Pubmed, MEDLINE, Web of Science e medRxiv, tra gli altri motori di ricerca, per la depressione e la prevalenza dell’ansia. Hanno anche esaminato l’Oxford Covid-19 Government Response Tracker per gli indici delle politiche di contenimento e chiusura; e il Global Burden of Disease Study per precedenti livelli di depressione e ansia. È stato utilizzato anche il database dell’OMS che include la letteratura COVID per gli studi pubblicati entro la stessa data. In totale, 226.638 individui sono stati valutati all’interno di 60 studi inclusi. La prevalenza globale di depressione e ansia durante la pandemia COVID-19 era rispettivamente del 24% e del 21%. L’Asia con tassi del 18% per ciascuno, e la Cina in particolare, ha avuto la più bassa prevalenza di entrambi i disturbi.

Per quanto riguarda l’impatto delle strategie di mitigazione sulla salute mentale – che si tratti di chiusure dei trasporti pubblici, scuole, luoghi di lavoro, annullamento di eventi pubblici o restrizioni sugli assembramenti – solo le chiusure dei trasporti pubblici hanno aumentato la prevalenza dell’ansia, specialmente in Europa. Gli scienziati hanno riscontrato una prevalenza globale dell’ansia del 21%. L’Asia aveva livelli di ansia più bassi (18%) rispetto ad altre regioni del mondo (29%). In questo caso, l’Europa non differiva dall’Asia e da altre regioni del mondo. Ancora una volta, un’analisi dei sottogruppi a livello di paese ha mostrato che la Cina aveva una minore prevalenza di ansia al 15,5% rispetto a tutti gli altri paesi al 26%. All’interno del sottogruppo dei paesi asiatici, le stime della prevalenza della depressione variavano dal 15% al ​​20%. Quando si confronta la prevalenza della depressione nelle ere pre- e post-COVID, le stime che vanno dall’1,3 al 3,4% sono dimostrabilmente maggiori dopo l’inizio del COVID-19. La depressione è stata osservata tra il 26% della popolazione in Europa e tra il 39% in altre regioni del mondo non asiatiche.

Un’ulteriore analisi ha mostrato che la Cina aveva una minore prevalenza di depressione, il 16% rispetto al 29% in altri paesi. Allo stesso modo, la prevalenza dell’ansia, come riportato nel sottogruppo dei paesi asiatici, è più alta dopo il COVID-19. I tassi di ansia prima del COVID-19 variavano dal 2,1 al 4,1% contro il 18% nel presente studio. È possibile osservare un aumento dell’ansia nei paesi al di fuori dell’Asia e dell’Europa (dal 3 al 7% contro il 29%). I livelli più bassi di depressione e ansia che abbiamo riscontrato nei paesi asiatici potrebbero essere comunque dipendenti dalla cultura. L’effetto della chiusura dei trasporti pubblici sui livelli di ansia sottolinea l’importanza di questi sistemi per le popolazioni globali, in particolare i risultati in Europa ma non in Asia. Il team ritiene che questi risultati potrebbero essere collegati al fatto che l’Europa dispone in media di una rete di trasporto pubblico più efficace e implementata, rendendo gli europei più dipendenti dai trasporti pubblici rispetto alle persone nei paesi asiatici. Tutti possono vedere sui media quante biciclette fiancheggiano le automobili per le strade urbane in Cina, Thailandia e altri paesi vicini.

Il dottor João Castaldelli-Maia, MD, PhD, Dipartimento of Epidemiologia, ha commentato: “La nostra ricerca ha rilevato un’elevata prevalenza globale di questi problemi di salute mentale durante il COVID-19 e che c’era un’ampia varianza in ciascuno a livello di regione e di paese. In particolare, l’Asia (la maggior parte degli studi proveniva dalla Cina) ha presentato livelli più bassi sia di ansia che di depressione, rispetto alle altre regioni del mondo. La chiusura dei trasporti pubblici ha aumentato i livelli di ansia, sia che fossero trascorse due o quattro settimane dal passaggio dell’entrata in vigore della chiusura, soprattutto in Europa. Il nostro studio conferma quanto sia fondamentale indagare i livelli dei disturbi di salute mentale e il possibile impatto delle misure di distanziamento sociale sulla salute mentale. I problemi di salute mentale non dovrebbero essere visti solo come una conseguenza ritardata della pandemia, ma anche come un’epidemia concomitante. La pandemia COVID-19 e le conseguenti misure di distanziamento per mitigare la diffusione virale, hanno sicuramente avuto un impatto sulla salute mentale della popolazione mondiale e l’alta prevalenza di disturbi della salute mentale è una preoccupazione considerevole durante il COVID. Questi risultati hanno importanti implicazioni per i responsabili politici e mostrano l’urgente necessità per il settore sanitario di aumentare il sostegno ora, per la prevenzione e l’intervento precoce di depressione e ansia”.

Questo crescente senso di impotenza di fronte alla pandemia, le incertezze lavorative, le conseguenze sociali e quant’altro hanno fatto registrare anche un’impennata di un comportamento voluttuario non proprio salutare: l’abuso di alcolici. Una revisione delle esperienze psicologiche stressanti e dell’assunzione di alcol ha concluso che lo stress è associato a un aumento del rischio di uso eccessivo di alcol, problemi correlati all’alcol e disturbi dell’uso di alcol. Alcuni dati recenti hanno mostrato che le vendite e la consegna di alcol sono aumentate durante l’epidemia di COVID-19. La comunità scientifica ha espresso la sua preoccupazione per l’abuso di alcol durante e dopo la pandemia COVID-19, poiché studi preliminari hanno rilevato alcuni problemi correlati all’alcol. Ci sono segnalazioni di un aumento del numero di visite al pronto soccorso legate al consumo di alcol (comprese gravi sindromi da astinenza da alcol) e tentativi di suicidio legati alla paura della contaminazione in individui con grave sindrome da abuso di alcolici. Inoltre, sono stati osservati livelli moderati di assunzione di alcol nel 28,6% delle persone ricoverate in ospedale per COVID-19 in Inghilterra.

Ci sono già reports sull’argomento risalenti alla fine dello scorso anno, ma il Dr Castaldelli-Maia ha recensito il problema insieme al suo team qualche mese fa. L’analisi di un campione di studi che hanno coperto il periodo 2008-2020, ha svelato che essere maschi, giovani e single sembra essere maggiormente associato a una maggiore vulnerabilità a sviluppare comportamenti a rischio di consumo di alcol dopo eventi tragici e stressanti, incluso il COVID-19. La discussione sui precedenti fattori di rischio e di protezione può contribuire all’elaborazione di politiche di sanità pubblica più specifiche per mitigare l’impatto dell’attuale pandemia sulla salute mentale delle persone, in particolare sui problemi legati all’alcol.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Castaldelli-Maia JM et al. Psychol Med 2021 Mar 2:1-13. 

Gonçalves PD et al. Front Psychiatry. 2020; 11:581113. 

Suffoletto B et al. J Adolesc Health 2020; 67(5):671-676.

Dumas TM et al. J Adolesc Health 2020; 67(3):354-361.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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