Home ATTUALITA' & SALUTE Per via aerea o no? Gli esperti dibattono sulla trasmissione del COVID-19

Per via aerea o no? Gli esperti dibattono sulla trasmissione del COVID-19

Il nuovo virus SARS-CoV-2 è l’agente responsabile della pandemia della malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) che continua a rappresentare una minaccia significativa per la salute pubblica globale e ha ora causato oltre 3 milioni di morti in tutto il mondo. Ricercatori negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada hanno pubblicato un commento, sfidando il suggerimento che la trasmissione della sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (SARS-CoV-2) potrebbe non avvenire per via aerea. Il team dell’Università di Oxford, dell’Università del Colorado, dell’Università della California, dell’Università della Carolina del Nord e dell’Università di Toronto ha contestato una dichiarazione fatta da Carl Heneghan e colleghi in un articolo di revisione della ricerca F1000 pubblicato nel Marzo di quest’anno. La Dr.ssa Trisha Greenhalgh e colleghi affermano che la dichiarazione, così come l’ampia circolazione dei risultati della revisione, è preoccupante a causa delle implicazioni per la salute pubblica.

Se un virus infettivo viene trasmesso prevalentemente attraverso grandi goccioline che cadono rapidamente, le misure di controllo chiave utilizzate sono la riduzione del contatto diretto, la pulizia delle superfici e l’uso di barriere fisiche, distanze fisiche e maschere. La protezione di alta qualità viene anche indossata solo per le cosiddette procedure sanitarie che generano aerosol. Gli scienziati hanno dichiarato che tali politiche non devono distinguere tra interni ed esterni, poiché un meccanismo di trasmissione guidato dalla gravità sarebbe simile per entrambe le impostazioni. Però, se il virus è prevalentemente aereo, le misure di controllo chiave includono l’uso della ventilazione e della filtrazione dell’aria, la riduzione dell’affollamento e del tempo trascorso all’interno, l’uso di maschere ogniqualvolta si è all’interno e la fornitura di protezione di livello superiore per il personale sanitario e in prima linea. lavoratori. Greenhalgh e colleghi affermano pure che il campionamento dei virus aerodispersi è tecnicamente impegnativo.

Ad esempio, l’efficacia di alcuni metodi di campionamento è limitata per la raccolta di particelle fini e il virus può disidratarsi o danneggiarsi, portando a una perdita di vitalità. Il morbillo e la tubercolosi, due malattie principalmente trasmesse dall’aria, non sono mai state coltivate dall’aria ambiente. I risultati misti di studi che cercano di rilevare un agente patogeno vitale nell’aria non sono quindi motivi sufficienti per concludere che un agente patogeno non è disperso nell’aria se la totalità delle prove scientifiche indica il contrario. Ora, scrivendo su The Lancet, i ricercatori presentano dieci ragioni per cui la diffusione aerea di SARS-CoV-2 non è solo probabile ma probabilmente la via di trasmissione dominante. possono effettivamente essere i principali driver della diffusione del virus. Studi sui comportamenti e le interazioni delle persone nelle navi da crociera, nelle case di cura e in altri ambienti hanno mostrato schemi coerenti con la diffusione aerea del COVID-19.

In secondo luogo, la trasmissione a lungo raggio è stata documentata tra persone in stanze separate di hotel di quarantena che non erano in presenza l’una dell’altra. In terzo luogo, l’analisi ha dimostrato che la trasmissione tra individui asintomatici che non tossiscono o starnutiscono è probabile che rappresenti almeno un terzo della trasmissione a livello globale. È stato anche dimostrato che il discorso genera migliaia di particelle di aerosol e poche goccioline di grandi dimensioni. In quarto luogo, è stato dimostrato che la trasmissione avviene a velocità più elevate all’interno che all’esterno ed è sostanzialmente ridotta dalla ventilazione interna. In quinto luogo, le infezioni nosocomiali si sono verificate in strutture sanitarie in cui le precauzioni e i dispositivi di protezione individuale utilizzati sono stati progettati per proteggere dalle goccioline, ma non dall’esposizione agli aerosol. I restanti motivi a cui fanno riferimento i ricercatori includono che il virus ancora vitale è stato rilevato nell’aria e all’interno dei condotti degli edifici negli ospedali in cui sono presenti pazienti COVID-19.

È stato anche dimostrato che gli animali in gabbia infetti trasmettono il virus ad animali non infetti in gabbia separatamente. Inoltre, nessuno studio ha ancora fornito prove solide o coerenti per confutare la possibilità di trasmissione per via aerea. Inoltre, le prove a sostegno di altre vie di trasmissione dominanti sono limitate. Il team ha chiuso fermamente: “In conclusione, proponiamo che sia un errore scientifico utilizzare la mancanza di prove dirette di SARS-CoV-2 in alcuni campioni d’aria per mettere in dubbio la trasmissione aerea trascurando la qualità e la forza della base di prove complessive. Sebbene altre rotte possano contribuire, riteniamo che la rotta aerea sia probabilmente dominante. La comunità della sanità pubblica dovrebbe agire di conseguenza e senza ulteriori indugi”. E poi ci sono le dichiarazioni dell’OMS dello scorso Luglio 2020 riguardo alla quasi certezza sul fatto che il SARS-CoV2 venga diffuso per via aerea. Se si mette in discussione anche la massima autorità competente in materia, di quale opinione ci si può fidare?

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Greenhalgh T et al. The Lancet 2021 Apr 15; preprint.

Heneghan C et al. F1000Research 2021; 10:232.

Johansson MA et al. JAMA Netw Open. 2021; 4e2035057

Schijven J et al. Envir Health Persp. 2021; 129(4):47002. 

Rabaan AA et al. Infez Med. 2021 Mar 1;29(1):10-19.

Czypionka T et al. Ann Intern Med 2020 Dec; M20-6625.

Prather KA et al. Science 2020; 6498:1422-1424.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di un brevetto sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of a patent concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica, salute e benessere sui siti web salutesicilia.com e medicomunicare.it

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