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Erboristeria al maschile: le piante per conservare forza e virilità più a lungo

Se la donna va fisiologicamente incontro alla menopausa, anche l’uomo ha i suoi meccanismi di involuzione dipendenti dagli ormoni. Con l’avanzare dell’età l’uomo va incontro ad un fisiologica abbassamento delle concentrazioni di testosterone ed altri ormoni sessuali nel sangue. Questo si può riflettere in vari modi, da una sensibile riduzione della forza muscolare ad un calo del desiderio, o questi due aspetti contemporaneamente. Per chi ha problemi di questo tipo ma legati ad un deterioramento cognitivo, la soluzione (per quanto sia possibile tamponare) è quella di curare il difetto cognitivo (ipertensione e vasculopatia cerebrale sono consequenziali e possono influire sul problema a partire dai 70 anni). Quando il problema è di tipo nutrizionale, si può ricorrere ad una maggiore di proteine alimentari ed integratori dedicati (a base di carnitina, creatina, zinco, coenzima Q10 e similari). Se infine il problema è legato a condizioni mediche sul sistema ormonale che hanno compromesso la forma fisica e la libido, ugualmente alle condizioni precedenti si deve curare il problema medico di fondo. Per esempio, una insufficienza surrenalica (sindrome di Addison) o insufficienze testicolari (da asportazione di un seminoma o la presenza di un varicocele) sono abbastanza comuni come cause organiche.

Vi sono alcune opzioni pratiche per contrastare il problema, dall’assunzione di ormoni sessuali a farmaci che migliorano l’erezione se la disfunzione erettile è il “punto centrale” del problema. Qualora non si desideri ricorrere a farmaci per migliorare la propria prestazione fisica e sessuale, è possibile ricorrere all’erboristeria attraverso una serie di preparazioni ed estratti che sono noti per favorire il vigore fisico e/o sessuale. Di seguito, si elencheranno le piante erboristiche che sono note per “rafforzare la virilità”.

DAMIANA (Turnera diffusa)

Questa piante originaria dell’America centrale e latina, la si può ritrovare anche in alcune zone dell’Europa. E’ nota per le sue proprietà antidepressive (psicostimolanti) e dichiaratamente afrodisiache. La pianta è ricca di molti flavonoidi (polifenoli) come trimetossiflavoni, laricitina, pinocembrina e glucosidi della luteolina, acacetina e apigenina. Si pensa che questi siano inibitori degli enzimi MAO (monoaminossidasi) che servono a degradare le amine biogene cerebrali (soprattutto dopamina e serotonina), responsabili dell’aggressività e del desiderio. Uno studio del 2019 ha provato, infatti, che un derivato dell’acacetina sembra selettivo sulla isoforma enzimatica MAO-A. Per tale ragione, a parte le proprietà toniche dello stomaco e curative sulla cattiva digestione, la pianta è indicata nell’impotenza di origine psicogena e potrebbe essere adatta nei casi di calo di prestazione sessuale dovuto a surmenage fisico e stress psicologico.

GINSENG (Panax quinquefolium e Panax ginseng)

Questa pianta estesamente coltivata è tradizionalmente ritenuta essere utile in tutti gli stati di affaticamento fisico e mentale. E’ infatti una buona adattogena, ovvero rinforza le capacità dell’organismo di sopportare stress come caldo, freddo ed altre situazioni che mettono alla prova. E’ molto ricca di sostanze steroidee chiamate saponine (ginsenosidi, protopanatrioli) che hanno azione tonica sulle cellule cerebrali e stimolante sui processi di disintossicazione e rigenerazione cellulare. Possiede altri composti steroidei come il campesterolo, il beta-sitosterolo e lo stigmasterolo. Inoltre, come pianta è molto ricca di aminoacidi fra cui primeggia l’arginina, centrale per il metabolismo muscolare e precursore dell’ossido nitrico, un mediatore vasodilatatore che abbassa la pressione e che regola la funzione erettile maschile. Completano le su proprietà nutrienti le vitamine del gruppo B, fattori vitaminici come la colina e numerosi minerali. Le preparazioni commerciali di ginseng sono ampiamente disponibili, ma per far fronte ai problemi legati alla prestanza fisica e sessuale, le regolari dosi usate come adattogene non bastano. Se si hanno dubbi, meglio chiedere all’erborista competente.

MUIRA PUAMA (Ptycopetalum olacoides)

Nella lingua brasiliana da cui è originaria questa pianta, il suo nome vuol dire “legno forte” e popolarmente infatti è conosciuta come il “legno della potenza”, con chiara allusione alle su proprietà afrodisiache. Infatti, il suo principio attivo è la muirapuamina, un alcaloide che assomiglia molto alla yohimbina, presente nello Yohimbe e parimenti dotato di proprietà afrodisiache, toniche nervine e rivitalizzanti. La parte della pianta impiegata è la radice, con la quale si ottengono diverse preparazioni che si possono ritrovare ed acquistare anche a livello commerciale. Parte della sua azione rinvigorente è indiretta, poiché la pianta è anche un forte stimolante dell’appetito alimentare. Quindi, se non stimola direttamente le forze fisiche e sessuali, può farlo indirettamente attraverso un maggiore introito calorico. E’ stato condotto nel 2018 uno studio clinico con un integratore chiamato Revactin, a base di muira puama, ginseng e paullinia, per sondarne gli effetti nella disfunzione erettile. Dopo 3 mesi di indagine, i risultati hanno concluso che ci sono stati miglioramenti nel 50% dei casi.

TRIBULUS (Tribulus terrestris)

Questa pianta originaria dell’India la si può ritrovare in altre nazioni come infestante ed appunto per tare ragione viene coltivata per la produzione di integratori dediati. I semi del Tribulus terrestris sono infatti ricchi di protodioscina, una saponina steroidea che agirebbe aumentando la produzione endogena di ormoni sessuali ovvero testosterone, diidrotestosterone (DHT; forma attiva), deidro-epiandrosterone (DHEA), deidro-epiandrosterone solfato (DHEA-S) ed ormone luteinizzante (LH), con conseguente aumento della spermatogenesi e della libido. Sue preparazioni sono ampiamente presenti in commercio ed originariamente (nelgi anni ’90) furono sponsorizzate per gli sportivi in gare di bodybuilding. Taluni studi hanno provato che effettivamente l’assunzione di Tribulus può ridurre la massa grassa (tessuto adiposo), ed aumentare la massa muscolare netta. I risultati sono più evidenti accoppiando un esercizio fisico vigoroso, piuttosto che assumere semplicemente l’estratto. Ma se interessa semplicemente avere più prestanza col proprio partner, senza diventare “una montagna di muscoli”, l’assunzione di Tribulus può essere effettuata senza problemi. Ci si può consigliare col proprio medico e l’erborista.

SEQUOIA (Sequoia sempervirens; Wellingtonia gigantea)

La sequoia della California è stato da sempre preso come l’emblema maschile della longevità e della virilità, non fosse altro per la lunghissima età biologica di questo albero che può toccare i 2100 anni. La sequoia è un albero protetto da decenni e non viene utilizzato il suo legno perché inadatto a usi edili o commerciali. I suoi getti freschi (o gemme), invece, possono essere usate in erboristeria per preparare un gemmoderivato che sembra efficace nell’andropausa, nei problemi di prostata e negli stati di invecchiamento accelerato. In farmacia ed erboristeria sono disponibili sia gemmoderivati che estratti idro-alcolici, che possono essere assunti senza particolari effetti collaterali.

FIENO GRECO (Trigonella foenum-grecum)

E’ originaria dell’Asia occidentale ma la si ritrova anche in Italia allo stato spontaneo ed è anche coltivata. La pianta è ricca di alcuni alcaloidi semplici (trigonellina, stachidrina, genzianina e carpaina) e di saponine steroidee (diosgenina, trigogenina, yamogenina) con azione simile a quelle del Tribulus e del Ginseng. Questi alcaloidi hanno una certa azione tonica sul sistema nervoso; inoltre, svariate persone che hanno usato i suoi estratti come depurativi hanno riportato come strano effetto collaterale quello di una certa “prestanza” non naturale per la natura del soggetto in esame. La pianta, effettivamente, ha anche azione diuretica e disintossicante, è molto ricca di minerali ed anche di polifenoli (vitexina, orientina ed omo-orientina), che sono noti per agire sul sistema nervoso. La pianta, quindi, nel complesso ha azione tonica-anabolizzante, rivitalizzante e debolmente afrodisiaca. La si può facilmente ordinare in ambiente erboristico; in commercio è presente in associazione al Tribulus e venduta come integratore. Uno studio del 2020 ha indagato gli effetti cellulari di una composizione con fieno greco – cardo mariano – ginseng indiano, ritenendola potenzialmente efficace contro la sarcopenìa senile (atrofia muscolare legata all’età).

ZENZERO (Zingiber officinale)

Questa radice dal sapore piccante e dall’ampio uso culinario, per quanto strano, possiede una certa attività tonica e leggermente afrodisiaca. E’ ricca di sostanze aromatiche chiamate gingeroli, di cui ne esistono almeno una ventina di derivati, e l’1-2% dell’estratto è composto da un olio essenziale ricco di idrocarburi ossigenati (borneolo, cineolo, zingberolo, citrale, geraniolo, pinocarveolo) e non- (curcumene, bisabolene, zingiberene). Alcuni esperti ritengono che questo componente aromatico funga da tonico nervino e stimoli il sistema ortosimpatico (adrenalina) a livello centrale. La pianta, però, è anche un tonico del cuore (i gingeroli sono attivi sul muscolo cardiaco) ed è vasodilatatrice periferica; questo si riferisce anche ai corpi cavernosi del pene, di cui può favorire un maggiore afflusso sanguigno. Lo zenzero è anche una pianta con un buon potere digestivo; non è un caso che anche la Damiana abbia azione sulle dispepsie e simultanea azione afrodisiaca.

Qualcuno potrebbe domandarsi: cosa c’entra l’azione sullo stomaco con la virilità e l’azione sul desidero sessuale? La scienza potrebbe rispondere: nello stomaco ci sono fibre nervose regolate dalla dopamina, quindi queste piante farebbero scaturire il desiderio proprio da queste radici nervose. Volendo andare sul pratico, invece, la Natura se ne esce con “non ne hai abbastanza? ti dò io stomaco di farti avanti….”

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Martimbianco ALC et al. Rev Bras Ginecol Obstet. 2020; 42(7):427. 

Salvadori L, Mandrone M et al. Nutrients. 2020 Dec 26;13(1):49.

Chaurasiya ND et al. Molecules 2019 Feb 23; 24(4):810. 

Maheshwari A et al. Int J Med Sci. 2017 Jan 10; 14(1):58-66.

Sansalone S, Leonardi R et al. Biomed Res Int. 2014; 2014:121396. 

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com

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