Home BENESSERE & SALUTE Sulla salute muscolare nel diabete: l'esercizio per proteggere muscoli e cuore

Sulla salute muscolare nel diabete: l’esercizio per proteggere muscoli e cuore

Dei 30 milioni di americani con diabete, quasi il 95% ha il tipo 2, secondo i Centers for Disease Control and Prevention. Gli anziani con diabete di tipo 2 hanno una prevalenza più elevata di sarcopenia rispetto agli individui non diabetici. Alcuni studi hanno riportato che livelli aumentati di emoglobina glicata A1c (HbA1c) sono associati a compromissione della qualità del muscolo, della forza muscolare e della prestazione fisica. Tuttavia, i livelli di HbA1c non riflettono adeguatamente la concentrazione media di glucosio e non sono associati al rischio ipoglicemico nei pazienti diabetici. Eventi ipoglicemici gravi portano a un deterioramento della salute generale, con conseguente aumento del rischio di disabilità motorie. Pertanto, sono necessarie valutazioni continue delle escursioni giornaliere di glucosio per determinare l’associazione della gestione del glucosio con la sarcopenia. Una ricerca pubblicata nel 2019 ha dimostrato che la forza muscolare può essere un modo per ridurre il rischio per la malattia. Lo studio di oltre 4.500 adulti ha riscontrato una moderata massa muscolare, riducendo il rischio di diabete di tipo 2 del 32%.

I benefici erano indipendenti dal fitness cardiorespiratorio e livelli più alti di forza muscolare non fornivano una protezione aggiuntiva. I risultati sono pubblicati sulla rivista Mayo Clinic Proceedings. I dati dello studio sono stati applicati ad una coorte di soggetti relativamente piccola; tuttavia, sono incoraggianti perché anche piccole quantità di esercizio di resistenza possono essere utili per prevenire il diabete di tipo 2 migliorando la forza muscolare. Ma è difficile raccomandare un livello ottimale in quanto non ci sono misure standardizzate per la forza muscolare. I partecipanti allo studio hanno completato le presse sul petto e sulle gambe per misurare la forza muscolare. Queste misurazioni sono state aggiustate per età, sesso e peso corporeo come potenziali fattori confondenti, che è un esempio del perché i ricercatori affermano che è complicato fornire raccomandazioni generali. I ricercatori dell’Università della Carolina del Sud, del Queensland ed il Pennington Biomedical Research Center, hanno analizzato i dati dello studio longitudinale dell’Aerobics Center (ACLS), raccolti presso la Cooper Clinic di Dallas.

Lo studio è uno dei primi a considerare il rischio di diabete di tipo 2 e forza muscolare, separato dalla forma fisica cardiorespiratoria. I partecipanti avevano un’età compresa tra 20 e 100 anni. Tutti sono stati tenuti a completare gli esami iniziali e di follow-up. Il team ha scoperto che la forza moderata riduce il rischio di diabete di tipo 2 indipendentemente dalle scelte di stile di vita, come il fumo e il bere, o problemi di salute come l’obesità e l’ipertensione. Mentre diversi fattori contribuiscono alla forza muscolare, l’esercizio di resistenza è importante. Le informazioni sull’esercitazione di resistenza non erano disponibili per la maggior parte dei partecipanti, ad eccezione di un piccolo gruppo, che mostrava una moderata correlazione tra forza muscolare e frequenza o giorni alla settimana di esercizio di resistenza. Altre ricerche hanno trovato che l’allenamento di resistenza migliora i livelli di glucosio e riduce la circonferenza della vita – un marker di eccesso di grasso associato al diabete di tipo 2. Ciò avviene tramite una migliore espressione dei trasportatori del glucosio (GLUT1 e GLUT4) a livello muscolare.

Anche la salute del muscolo cardiaco può beneficiare dell’esercizio fisico, in modo simile a quanto si ottiene con terapie farmacologiche standard quali la metformina. È probabile che i meccanismi dietro al fenomeno siano multifattoriali e possono includere effetti emodinamici, come la riduzione della pressione arteriosa e del volume intravascolare, nonché effetti metabolici, come i cambiamenti nell’adiposità e sfruttamento di metaboliti preferenziali. Altri fattori, come i possibili effetti sull’infiammazione e l’ossido nitrico, così come potenziali effetti metabolici dell’aumento del rilascio di glucagone, non hanno trovato conferme definitive. Questi meccanismi potrebbero fornire benefici cardiovascolari attraverso una serie di effetti sul cuore, tra cui la riduzione del carico ventricolare sinistro e dei cambiamenti della parete, l’attenuazione della fibrosi cardiaca e dell’infiammazione e il miglioramento della produzione di energia miocardica. Questi, infatti, sono i processi cui il muscolo cardiaco può andare incontro per cattiva gestione della glicemia.

È noto che l’esercizio fisico regolare migliora la funzione cardiaca ed esercita effetti protettivi contro le malattie cardiovascolari e il danno ischemico. Induce anche ipertrofia cardiaca fisiologica attraverso la crescita delle cellule cardiache e migliora il metabolismo e la funzione cardiaca. Inoltre, l’esercizio fisico regolare inibisce la morte cellulare (apoptosi) dei cardiomiociti e la fibrosi miocardica in caso di scompenso cardiaco cronico; migliora anche la compromissione emodinamica causata dall’iperglicemia associata al diabete tipo 2. Un altro studio ha anche riportato che l’esercizio migliora la regolazione sistemica del glucosio e la sensibilità all’insulina, mentre diminuisce la fibrosi cardiaca e lo stress ossidativo, riducendo così i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Secondo le linee guida 2019 dell’American Diabetes Association, si consigliano 150 min o più di attività aerobica da moderata a vigorosa a settimana per sfruttare gli effetti protettivi dell’esercizio contro le complicanze del diabete.

Ma mentre per i muscoli scheletrici, l’esercizio fisico agirebbe modulando più direttamente il metabolismo del glucosio, a livello del cuore sarebbe da guardare di più al metabolismo dei grassi. Il normale carburante dei muscoli periferici, infatti, è il glucosio; essi lo immagazzinano come riserva sottoforma di glicogeno. Ma il cuore non brucia regolarmente glucosio, e meno ancora ha disponibilità di riserve di glicogeno, perchè il suo substrato energetico regolare è l’acido grasso a catena lunga che si trova nei trigliceridi alimentari. Non a caso, un integratore alimentare spesso usato nello scompenso cardiaco è la carnitina, che permette l’ossidazione degli acidi grassi nei mitocondri cellulari. L’esercizio fisico intenso, può migliorare lo stato metabolico muscolare e la sensibilità all’insulina, questo è stato ribadito. Ma bisogna comprendere che fra muscoli periferici e muscolo cardiaco c’è questa essenziale differenza, che sottintende ai meccanismi con cui l’attività fisica o sportiva si rivela benefica su questi due compartimenti muscolari. A lungo termine, perciò, un esercizio regolare da moderato a vigoroso è una strategia efficace quanto economica per prevenire la cardiopatia diabetica.

E divertente o appassionante per chi ne è predisposto.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Savikj M, Zierath JR. Diabetologia 2020; 63(8):1491-99. 

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com

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