Home BENESSERE & SALUTE Azotemia alta? Anche l'erboristeria e la tavola possono venire in aiuto

Azotemia alta? Anche l’erboristeria e la tavola possono venire in aiuto

Funzione renale ed azotemia

La misurazione accurata della funzione renale è vitale per la cura di routine di alcune classi di pazienti. La determinazione dello stato della funzionalità renale può prevedere la progressione della malattia renale e prevenire i livelli di farmaci tossici nel corpo. La velocità di filtrazione glomerulare (GFR) descrive la velocità di flusso del fluido filtrato attraverso i reni. La misurazione del gold standard della GFR prevede l’iniezione di inulina e la sua clearance da parte dei reni. Tuttavia, l’uso dell’inulina è invasivo, richiede tempo e una procedura costosa. In alternativa, il marker biochimico della creatinina presente nel siero e nelle urine è comunemente usato nella stima del GFR. La clearance della creatinina (CrCl) è il volume di plasma sanguigno eliminato dalla creatinina per unità di tempo. È un metodo rapido ed economico per la misurazione della funzionalità renale. Sia CrCl che GFR possono essere misurati utilizzando i valori comparativi della creatinina nel sangue e nelle urine. Il tasso di CrCl si avvicina al calcolo del GFR poiché il glomerulo filtra liberamente la creatinina.

Sostanze determinanti dell’azotemia

La creatinina è un prodotto di degradazione della carne e della creatina fosfato presenti nel muscolo scheletrico. La sua produzione nel corpo dipende dalla massa muscolare. La clearance della creatinina può essere stimata utilizzando i livelli sierici di creatinina. Per maggiori approfondimenti sulla creatinina si consiglia l’articolo su questo sito: “Dosaggio della creatinina: per un controllo della salute dei reni” pubblicato nella sezione Malattie dell’apparato urinario.

L’urea è un altro prodotto del catabolismo, soprattutto delle proteine. È una sostanza relativamente inerte e poco tossica: la sua tossicità aumenta se a livello intestinale viene convertita ad ammoniaca dalla flora batterica presente. E’ quello che succede generalmente nelle malattia croniche del fegato (cirrosi). L’urea è facilmente dosabile sia nel sangue che nelle urine tramite reagenti e metodiche standardizzate.

L’acido urico, infine, è il prodotto terminale del metabolismo del DNA: deriva dalla trasformazione finale delle purine e lo si ritrova nel sangue e nelle urine. La sua presenza è generalmente associata alla gotta o ad una dieta iperproteica, ma può essere alto nel sangue per svariate ragioni come insufficienza renale, sequele di chemioterapia e lesioni tissutali (da trauma fisico, ischemia, ecc.).

Come si abbassa l’azotemia

Le prescrizioni e le raccomandazioni mediche tradizionalmente suggeriscono di ridurre il consumo alimentare di carne e suoi derivati e altre tipologie di cibo che possono contenere abbondanti quantità di aminoacidi come glutammina e arginina o di purine, che possono essere convertite in acido urico. L’idratazione e l’assunzione di diuretici, specie in caso di diabete, cardiovasculopatie e insufficienza renale cronica, completano gli interventi. Ma anche la tavola e l’erboristeria possono venire in aiuto, per chi desidera un approccio più naturale. Il consumo di certe piante di come alimenti a tavola o come integratori erboristici può avere effetti di eliminazione delle scorie azotate ed abbassare così i livelli di azotemia. Di seguito si descrivono le opzioni più semplici da sfruttare.

Cosa mangiare a tavola

Asparagi (Asparagus sativus)

Questi ortaggi sono ricchi di saponine steroidee (yamogenina, asparagosidi, sarsapogenine), composti solforati noti come acidi politioici o asparagusici e aminoacidi liberi come asparagina ed arginina. Questi bastano a stimolare le funzioni metaboliche renali e permettere l’eliminazione di sodio, ammoniaca, urea e creatinina. Gli asparagi influiscono poco sui livelli di acidi urico. Inoltre, sono ricchi di polifenoli (rutina, kampferolo, isoramnetina) che hanno azione antiossidante e protettiva sulle cellule renali. Sono indicati anche in caso di concomitanti malattie da sovraccarico cardiaco (scompenso cronico), poiché possiedono tirosina e colina libere assieme ad una butirro-betaina, che riducono la frequenza e la gittata cardiaca.

Carciofi (Cynara scolymus)

I carciofi sono tradizionalmente indicati nelle malattie di fegato. Sono ricchi di principi amari (cinaropicrina, cinarine e glucosidi), oltre a flavonoidi (cinaroside, cosmoside, luteoline e derivati) e acidi fenolici (clorogenici e chinici), che ne fanno ottimi stimolanti del metabolismo intermedio delle cellule epatiche. Il complesso molecolare abbassa la sintesi dei trigliceridi epatici, del colesterolo e dell’acido urico, perché gli acidi clorogenici hanno azione simile all’allopurinolo, il tradizionale farmaco inibitore della xantinossidasi. Quindi i carciofi possono influire maggiormente sull’acido urico; l’azione sulle altre tossine azotate deriva dal miglioramento delle capacità del fegato di smaltirle più facilmente.

Cicoria (Cichorium intybus)

Questa pianta cresce selvatica può essere raccolta liberamente e consumata cruda o cotta. Molte delle azioni sull’apparato gastro-epatobiliare e renale sono svolte dai sesquiterpeni e dagli acidi fenolici. I flavonoidi possono avere attività diuretica e depurativa epatica, ed assieme ai fitosteroidi sono anche dei buoni antiinfiammatori. Alcuni triterpeni e cumarine inibiscono l’alfa-glucosidasi e giustificano il suo impiego nel diabete tipo II. La cicoria può essere considerata perciò come depurativa generale; per la sua azione di eliminazione delle scorie azotate è definita una pianta diuretica volumetrica azoturica, ovvero che permette l’eliminazione urinaria delle sostanze azotate rispettando l’osmolarità (cioè influisce quasi nulla sul sodio).

Ginepro bacche (Juniperus communis)

Le bacche di ginepro si possono trovare nei negozi di alimentari e sono ampiamente usate in cucina come condimento. Se ne preparano anche liquori e distillati con proprietà digestive. L’estratto delle bacche, per virtù dell’olio essenziale, dei composti diterpenici (acidi communici ed isopimarici) e dei glucoflavonoidi, esercita azione diuretica, antibiotica e protettiva dell’epitelio renale. Non a caso, in commercio si ritrovano integratori usati a fini medici speciali a base di estratti di ginepro, gymnema e ruta, dei quali se ne rimarcano proprietà protettrici delle funzioni renali. Il ginepro può agire anche nell’acido urico alto e in caso di edemi da carenza di albumina sanguigna, poiché è un diuretico volumetrico.

Integratori e tisane

Betulla (Betula alba)

La linfa di betulla è un rimedio noto dall’antichità contro le ritenzioni idriche. L’azione diuretica è ascritta ai glucoflavonoidi e non è di tipo irritativo come per gli asparagi. I glucidi complessi presenti (metil-pentosani) inoltre richiamano acqua dagli interstizi e drenano con azione simil-osmotica. Le sostanze triterpeniche e le saponine (betuline, betulaprenoli; fino al 3%) svolgono azione antiinfiammatoria sugli essudati e riducono la componente infiammatoria nelle celluliti. Ne risulta una potente azione diuretica azoturica e depurativa. Non è difficile trovare la linfa di betulla nelle erboristerie, ma anche in farmacia. Azioni analoghe alla betulla sono possedute dal frassino (Fraxinus excelsior).

Thè di Java (Orthosiphon stamineus)

Questa potente pianta disintossicante si trova in farmacia ed erboristeria sotto forma di pianta e di compresse. In questa formulazione l’azione disintossicante è molto forte, mentre minore è quella diuretica. Come tisana da preparare, invece, è fortemente diuretica. Può favorire l’eliminazione di scorie azotate e potassio in eccesso (azione azoturica/uricosuruca/kaliurica). Le sue attività sono ascritte ai flavonoidi (eupatorina, sinensetina, salvigenina, ramnazina) e ai diterpeni (staminolattoni, ortosifononi e derivati). Completano l’azione anti-infiammatoria alcuni fitosteroli, saponine e acidi aromatici (rosmarinico e caffeico), che favoriscono l’eliminazione delle tossine dall’apparato epatobilare e renale.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Raman M et al. Int Urol Nephrol. 2017; 49(11):1979-1988. 

Michael Tierra. Grande Manuale di Erboristeria (2012).

Gowda S et al. North Amer J Med Sci. 2010; 2(4):170-73.

Mearelli F, Scrignani M. Terapia moderna con tinture madri, gemmoderivati ed oligoelementi. 1995. Edizioni Planta Medica.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com

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