HomeMALATTIETUMORIFenformina: la parente della metformina che si sta facendo strada contro i...

Fenformina: la parente della metformina che si sta facendo strada contro i tumori

Secondo i ricercatori del Massachusetts General Hospital (MGH), il farmaco anti-diabetico fenformina può indurre attività di lotta contro il cancro più forti rispetto al suo composto gemello metformina, una scoperta che potrebbe avere importanti implicazioni per gli studi clinici attuali e futuri che studiano entrambi gli agenti per il loro potenziale anti-cancro. In un articolo di revisione su Trends in Cancer, il team ha presentato prove che immunoterapie come gli inibitori del checkpoint immunitario (che consentono ai linfociti T di attaccare e uccidere le cellule tumorali) in combinazione con la fenformina possono anche essere un modo promettente per riutilizzare questo farmaco per diabetici come agente antitumorale. La metformina è stata approvata dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti nel 1995 e da allora è diventata il farmaco più prescritto per il diabete negli Stati Uniti. La fenformina è stata prescritta per la prima volta per il diabete di tipo 2 negli anni ’50, ma è stata ritirata dall’uso alla fine degli anni ’70 a causa del rischio di acidosi lattica, una condizione potenzialmente pericolosa provocata dal farmaco, che porta all’eccessivo accumulo di acido lattico nel sangue.

La metformina e la fenformina fanno parte di una classe di farmaci antidiabetici noti come biguanidi che hanno avuto origine da composti del lillà francese, una pianta nota per le sue proprietà ipoglicemizzanti sin dal medioevo. Studi preclinici condotti negli ultimi dieci anni da MGH e altri hanno dimostrato che entrambe le forme di biguanidi possiedono attività antitumorale, stimolando gli sforzi per riutilizzarle per la prevenzione e il trattamento del cancro. Dopo anni di ricerca preclinica, MGH ha collaborato con il Memorial Sloan Kettering Cancer Center per lanciare uno studio clinico di fase 1 che valuta la fenformina con una combinazione di inibitori (dabrafenib / trametinib) in pazienti con melanoma mutato da BRAF. Un altro studio retrospettivo ha mostrato risultati clinici migliori in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule che hanno ricevuto inibitori del checkpoint immunitario in combinazione con metformina, rispetto ai soli inibitori. Bin Zheng, PhD, ricercatore senior dello studio al Cutaneous Biology Research Center, Massachusetts General Hospital, ha spiegato:

“Mentre i risultati di vari studi clinici sulla metformina nei pazienti oncologici sono stati deludenti, la ricerca del nostro laboratorio e di altri suggerisce che la fenformina potrebbe avere maggiore potenziale, in particolare in combinazione con immunoterapie. Abbiamo scoperto, ad esempio, che la fenformina, ma non la metformina, aumenta l’efficacia degli inibitori di BRAF nel sopprimere la proliferazione delle cellule di melanoma mutante BRAF e la crescita tumorale guidata da BRAF in modelli animali. Le mutazioni di BRAF sono cambiamenti nel DNA cellulare che si ritrovano in circa la metà di tutti i melanomi. Se la sicurezza della fenformina è confermata in questo studio, potrebbero essere esplorate combinazioni di fenformina con immunoterapie mirate come anti-PD-1 (anticorpi diretti al recettore morte programmata-1, che stimolano l’immunità antitumorale) per pazienti con vari tipi di tumori solidi. La fenformina mostra un potenziale metabolico e farmacologico maggiore della metformina e la sua tossicità, che potrebbe essere un problema per alcune persone con diabete, è in realtà inferiore ad alcune attuali chemioterapie”.

Per quanto riguarda i meccanismi di azione che regolano l’attività antitumorale delle biguanidi, i ricercatori hanno notato che il microbiota intestinale potrebbe svolgere un ruolo chiave. Generalmente si ritiene che la metformina agisca attivando almeno due vie cellulari che innescano sia meccanismi di chemioprevenzione tumorale che l’effetto antitumorale diretto. Nello specifico, il farmaco attiva la via mitocondriale che conduce alla proteina chinasi AMPK, che accende meccanismi di inibizione metabolica generale. Ma effetti della metformina a carico del microbiota sono stati registrati parimenti, ecco perché i ricercatori hanno suggerito che le biguanidi possono influenzare l’efficacia antitumorale delle terapie modulando il microbiota intestinale. Infatti, come detto prima, allo stesso modo la metformina può abbassare i livelli di glucosio nel sangue nei pazienti diabetici in parte interagendo con il microbioma. Il Dr. Zheng ha concluso: “Gli scienziati hanno mostrato un enorme interesse per le biguanidi come potenziali agenti anti-cancro e crediamo che il nostro lavoro aiuterà il campo a concentrarsi sulle strade più promettenti, in particolare sulla fenformina”.

Ed è quello che sta facendo un team dell’Università di Monaco, che si sta concentrando sulla creazione di pro-farmaci della fenformina, dopo la dimostrazione di alcuni anni fa da parte di un team italiano che la fenformina sopprime la crescita delle cellule di carcinoma mammario triplo negativo ed il cui effetto è contrastato dal glucosio alto (ovvero avere clinicamente la glicemia alta). Un team italiano differente ha dimostrato l’anno scorso che uno dei meccanismi con cui la fenformina influenza la crescita tumorale riguarda effetti indipendenti dai mitocondri ma che coinvolgono il nucleo cellulare. Qualunque sia il meccanismo cellulare o biologico, la strada sembra giusta.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Zhao H et al., Zheng B. Trends Cancer 2021 Apr 14.

Di Magno L et al. Cell Rep. 2020; 30(6):1735-1752.

Varghese S et al. Biomolecules 2019 Jan 8; 9(1):16.

Wahdan ARS et al. J Oncol Transl Res. 2018; 4(1):129.

Barbieri F et al. Front Pharmacol. 2018 Aug 21; 9:899.

Orecchioni S et al. Int J Cancer 2015; 136(6):E534-44.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
- Advertisment -

ARTICOLI PIU' LETTI

CHIUDI
CHIUDI