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La dieta SIRT: come perdere peso e ringiovanire in un solo colpo

Introduzione: la dieta SIRT e il razionale di fondo

La dieta “del gene magro”, è un regime alimentare creato dai nutrizionisti Glen Matten e Aidan Goggins, che permetterebbe di perdere quasi tre chili e mezzo nella prima settimana e di mantenere, poi, il peso ideale nel tempo. Si tratta di una dieta non particolarmente difficile da seguire e si divide in due fasi. La prima fase è fortemente ipocalorica, dura 7 giorni e prevede una perdita di peso concentrata in una settimana. In breve questo protocollo provoca uno shock metabolico notevole, che forza il metabolismo ad una revisione profonda. Questa dieta è stata battezzata anche “dieta SIRT”, dal nome delle sirtuine (geni SIRT), una famiglia di proteine che hanno un ruolo centrale nel regolare il metabolismo energetico nel contesto della longevità cellulare. Le proteine SIRT sono sette e sono distribuite dentro i compartimenti cellulari del citoplasma e dei mitocondri. Possono regolare aspetti del metabolismo energetico e dell’espressione genica perché dotate di attività enzimatica.

Esse sono delle deacetilasi, ovvero rimuovono gruppi acetilici regolatori dalle proteine, soprattutto le prime tre; le SIRT da 4 a 7, invece, hanno preferenza per la rimozione di gruppi acilici più lunghi o complessi. La loro distribuzione subcellulare variabile e la variabilità dei substrati consente loro di controllare diversi percorsi molecolari vitali coinvolti nella sopravvivenza cellulare, nella segnalazione neuronale, nel metabolismo energetico, nella rigenerazione dei tessuti, nella riparazione del DNA, nell’infiammazione o nei ritmi circadiani. La restrizione calorica è l’unico modo efficace per estendere naturalmente la durata della vita e, infine, la durata della salute in diversi organismi, inclusi gli esseri umani. Diversi studi suggeriscono che la restrizione calorica aumenta i livelli di espressione delle sirtuine, ad eccezione di Sirt4. Questa relazione tra l’attivazione delle sirtuine e l’aumento della durata della vita, ha suggerito che le sirtuine possono avere un ruolo negli effetti benefici provocati da una dieta a restrizione calorica.

Questa ipotesi ha dato impulso alla ricerca di potenti composti attivanti le sirtuine (STACs). Sirt1 è la sirtuina più studiata. Le alterazioni del livello di espressione di Sirt1 sono state associate agli esiti di diverse malattie metaboliche e neurodegenerative, cancro e invecchiamento. Una riduzione dell’espressione di Sirt1 è stata correlata a malattie cardiovascolari e neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson e ad alcune malattie metaboliche come l’obesità e il diabete. È stato proposto che la downregulation di Sirt1 insieme alla progressione della malattia possa derivare dal concomitante aumento dello stress ossidativo e dell’infiammazione. Alcune malattie legate all’età e disfunzioni del sistema endocrino sono associate ad un aumento dell’espressione di Sirt1, sebbene con una diminuzione della sua attività. È stato ipotizzato che in questi casi l’aumento dell’espressione di Sirt1 sia un modo per compensare il calo dell’attività di Sirt1 stessa.

In cosa consiste la dieta SIRT?

Questo regime alimentare dimagrante prevede di introdurre nella dieta determinati alimenti (ne sono stati individuati circa una ventina), che riuscirebbero ad attivare le sirtuine, innescando un meccanismo che simula il digiuno, per introducendo una certa quota di calorie. Secondo il razionale di fondo, questi cibi aiuterebbero l’organismo a bruciare più velocemente le calorie assunte con la dieta, favorendo così un dimagrimento rapido ma senza troppe rinunce. La dieta SIRT, inoltre, è replicabile nel tempo potendo essere eseguita ad intervalli. Gli alimenti definiti “Sirt” sono divisibili in verdure e vegetali (cavolo riccio, cipolle, radicchio rosso, levistico, prezzemolo, rucola, soia, grano saraceno), spezie (peperoncino, curcuma) frutti (noci, fragole, mirtilli, datteri) e bevande (caffè, thè matcha e vino rosso). Non vanno mai assunti accoppiati senza che vi sia almeno una fonte proteica come le uova, il pesce e alimenti a base di soia.

Il principio è di accelerare il metabolismo ma non a spese di proteine strutturali, come quelle dei muscoli. L’attivazione della sirtuine si ottiene tramite la tipologia delle molecole bioattive contenute negli alimenti suddetti. Per lo più si tratta di polifenoli (alcuni di loro sono conosciuti come flavonoidi), ma non tutti i polifenoli e nemmeno i flavonoidi sono capaci di condizionare le sirtuine con la stessa efficienza. La maggiore attività è a carico di polifenoli come il resveratrolo (uva, vino nero, noci e cacao), la quercitina (mirtilli, cacao, vino nero, cavolo riccio, radicchio rosso). Seguono gli isoflavoni della soia (genisteina e simili) e l’apigenina (sedano, levistico, prezzemolo). Anche la curcumina della curcuma sembra condizionare le sirtuine, ma il suo meccanismo sembra indiretto poiché mentre per le altre sostanze STAC è stata dimostrato un’interazione molecolare diretta con le sirtuine, per la curcumina questo non è stato osservato, almeno fino ad oggi.

Le fasi della dieta SIRT

La prima fase prevede un drastico abbattimento delle calorie e la perdita di almeno 3 chili. Nei primi tre giorni l’apporto calorico giornaliero è minore di 1000 calorie. Secondo gli autori della dieta si dovrebbero consumare tre succhi verdi: al mattino, a metà mattina e a metà pomeriggio, e mangiare un pasto solido. I succhi renderebbero più assorbibili i principi attivi degli alimenti vegetali. Nei quattro giorni successivi, il regime passa a base di pasta di grano saraceno, pesce o pollo, con un contorno vegetale, potendo arrivare quasi a 1500 calorie. In caso di fame residua, il protocollo prevede il consumo di cioccolata fondente. Non si tratta di un’eccezione, poiché il cacao è esso stesso un alimento Sirt, in quanto ricco di polifenoli ed altre molecole biologiche potenzialmente in grado di condizionare la funzione delle sirtuine.

La seconda fase è detta di mantenimento. Si consumano tre pasti al giorno, un succo verde e due spuntini. Questa fase è caloricamente meno restrittiva, dato che oltre ai soliti alimenti Sirt, si possono aggiungere yogurt, fagioli, patate ed altre fonti di carboidrati come, pasta, pizza, frutta e verdura. Due o tre volte a settimana, ai pasti, si può bere un bicchiere di vino rosso: il suo contenuto di resveratrolo e di quercitina, assicura l’attivazione endogena delle sirtuine.

Quali benefici è possibile trarre?

A parte la perdita di peso, che è possibile estendere per quanto più a lungo duri la seconda fase, la dieta SIRT ha effetto molto veloce sul controllo della glicemia, del senso di fame e sulla forza muscolare. Effetti a medio termine possono comprendere il miglioramento della memoria e l’attenuazione (fino alla quasi scomparsa) di dolori dovuti a cause infiammatorie. Tutti gli alimenti Sirt, infatti, come detto sopra sono estremamente ricchi di polifenoli che sono notoriamente molecole anti-radicali liberi e antinfiammatorie. E’ noto che lo stress ossidativo è accentuato nelle infiammazioni croniche e nella maggior parte delle condizioni patologiche odierne, che compromettono significativamente la qualità di vita nonché la sua potenziale e reale durata. La dieta SIRT, grazie al suo contrasto verso lo stress ossidativo può permettere di ottenere cambiamenti che potrebbero far pensare al “miracoloso”, ma che nulla di tutto ciò possiedono. Senza contare che la perdita di svariati chilogrammi di peso, fanno immediatamente migliorare la pressione arteriosa, il dolore alle articolazioni e quello alla schiena, a causa della rimozione di massa grassa che grava sulle articolazioni e sulla tensione muscolare. Pur non esistendo studi clinici approfonditi sull’uomo, protocolli similari sotto altri nomi si avvivicinano molto per tipologia alimentare e razionale di fondo. La prova clinica può essere deficitaria, ma le prove dell’effetto benefico polifenoli sullo stress ossidativo e sulle flogosi croniche sono avvalorate da migliaia di studi sperimentali durati decenni.

A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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