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Le origini della fibromialgia: finalmente le prove conclusive che è autoimmune?

Le stime attuali suggeriscono che almeno 1 persona su 40 è affetta da sindrome fibromialgica (FMS) in tutto il mondo (l’80% delle quali sono donne) ed è comunemente caratterizzata da dolore diffuso in tutto il corpo, nonché affaticamento (spesso indicato come “fibronebbia”) e disagio emotivo. Si sviluppa più comunemente tra i 25 ei 55 anni, sebbene anche i bambini possano contrarre. Le attuali conoscenze sulla malattia indicano una possibile origine cerebrale della condizione, dati i risultati neurologici. L’aumentata sensibilità al dolore sperimentata dai pazienti FMS è associata ad un’alterata elaborazione del dolore nel cervello insieme ai suoi cambiamenti strutturali e funzionali. La FMS è anche associata ad anomalie nelle afferenze sensoriali periferiche, come l’attività spontanea e la sensibilizzazione delle fibre C e la perdita di innervazione epidermica. Sono stati riportati anche livelli alterati di citochine infiammatorie e immunoregolatrici nei pazienti FMS. Sebbene queste alterazioni non seguano uno schema coerente, possono suggerire che i processi immunitari siano disregolati nei pazienti. Alcune citochine infiammatorie si trovano anche più in alto nel sangue.

Una perturbazione metabolica è stata ipotizzata anche in base a risultati preliminari pubblicati alcuni anni fa, che indicano un possibile ruolo dell’omeostasi del glucosio poiché alcuni pazienti hanno sviluppato fibromialgia in coincidenza con pre-diabete e/o insulino-resistenza. Queste osservazioni, insieme alla prevalenza marcatamente aumentata della FMS tra i pazienti con condizioni reumatologiche autoimmuni, hanno recentemente portato a ipotizzare che la FMS possa avere una base immunologica. La fibromialgia colpisce milioni di persone nel Regno Unito e può avere un impatto devastante sulla qualità della vita. Provoca dolore in tutto il corpo, affaticamento, sonno disturbato e riacutizzazioni regolari in cui i sintomi peggiorano ulteriormente. È anche una condizione particolarmente difficile da diagnosticare e gestire perché le sue cause sono sconosciute. Ora, una ricerca congiunta dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze (IoPPN) del King’s College di Londra, in collaborazione con l’Università di Liverpool e il Karolinska Institute, ha dimostrato che molti dei sintomi della FMS sono causati da anticorpi che aumentano l’attività dei nervi sensibili al dolore in tutto il corpo.

I risultati mostrano che la fibromialgia è una malattia del sistema immunitario, piuttosto che l’opinione corrente secondo cui ha origine nel cervello. Lo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Investigation, dimostra che l’aumento della sensibilità al dolore, la debolezza muscolare, la riduzione dei movimenti e il ridotto numero di piccole fibre nervose nella pelle tipiche della FMS, sono tutte una conseguenza degli anticorpi del paziente. I ricercatori hanno iniettato nei topi anticorpi provenienti da persone che vivono con la FMS e hanno osservato che i topi hanno sviluppato rapidamente una maggiore sensibilità alla pressione e al freddo, oltre a mostrare una ridotta forza di presa del movimento. Al contrario, i topi a cui sono stati iniettati anticorpi di persone sane non sono stati colpiti, dimostrando che gli anticorpi del paziente causano, o almeno contribuiscono in modo importante alla malattia. Inoltre, i topi a cui sono stati iniettati gli anticorpi della fibromialgia si sono ripresi dopo poche settimane, quando gli anticorpi erano stati eliminati dal loro sistema. Questa scoperta suggerisce fortemente che le terapie che riducono i livelli di anticorpi nei pazienti possono essere trattamenti efficaci.

Il team di ricerca ritiene che, poiché gli anticorpi trovati nel sangue umano possono causare sintomi simili alla fibromialgia nei topi, potrebbero svolgere un ruolo cruciale nella condizione. Sono necessarie ulteriori ricerche, ma questo offre la speranza ai milioni di persone con fibromialgia che si possa trovare un trattamento efficace in un futuro relativamente prossimo. Il dott. David Andersson, il principale investigatore dello studio di King’s IoPPN, ha spiegato: “Le implicazioni di questo studio sono profonde. Stabilire che la fibromialgia è una malattia autoimmune trasformerà il modo in cui vediamo la condizione e dovrebbe aprire la strada a trattamenti più efficaci per i milioni di persone colpite. Il nostro lavoro ha scoperto un’intera nuova area di opzioni terapeutiche e dovrebbe dare una vera speranza ai pazienti con fibromialgia. L’esplorazione delle terapie è stata ostacolata dalla nostra comprensione limitata della malattia. Questo dovrebbe ora cambiare. Il trattamento per la fibromialgia si concentra su esercizi aerobici delicati, nonché su terapie farmacologiche e psicologiche progettate per gestire il dolore, sebbene queste hanno lasciato dietro di sé un enorme bisogno clinico insoddisfatto”.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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