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L’approccio dietetico della colite microscopica: cosa si sa ed il razionale medico di fondo

Relazione fra dieta e colite microscopica

I ricercatori stanno attualmente studiando la possibile connessione tra dieta e colite microscopica (MiC). Finora, ci sono poche prove che suggeriscano un legame tra ciò che le persone mangiano e i sintomi della MiC. Ricercatori in Svezia hanno pubblicato uno studio nel 2016 che ha seguito 135 persone con MiC nel corso di 22 anni e ha monitorato il loro apporto di proteine, carboidrati, saccarosio, acidi grassi saturi, monoinsaturi o omega-3 o omega-6, fibre vegetali e zinco. I ricercatori non sono stati in grado di trovare un’associazione tra nessuno di questi componenti dietetici e MiC. Al momento non ci sono linee guida dietetiche per le persone con MiC. Tuttavia, nonostante la ricerca limitata sull’argomento, c’è un certo interesse per l’uso dei probiotici. Alcuni ricercatori hanno suggerito che i probiotici possono giovare alle persone con MiC perché questi batteri e lieviti possono aiutare ad alleviare i sintomi di altre condizioni intestinali, come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e la colite ulcerosa. Tuttavia, ci sono solo prove limitate che i probiotici o altri alimenti che aumentano i batteri intestinali benefici possono aiutare a trattare il MiC. Sono necessarie ulteriori ricerche sui probiotici per confermare la loro efficacia per le persone con questa condizione.

Il ruolo dello stato di idratazione

È importante che le persone bevano molta acqua o altri liquidi durante gli episodi di MC. Il corpo perde liquidi durante gli attacchi di diarrea, che possono portare alla disidratazione. Bere abbastanza acqua è anche essenziale per molte funzioni corporee, compresi i processi digestivi. Alcuni cibi e bevande possono irritare l’intestino e peggiorare o scatenare i sintomi nelle persone con MiC. In particolare, alcune persone potrebbero trovare utile evitare caffeina, lattosio e cibi piccanti. Gli alimenti e le bevande che contengono lattosio possono includere latte, latticello e panna, crema di formaggio e panna acida, formaggi a pasta molle e gelato. Tenere un diario alimentare può aiutare le persone a identificare gli alimenti che scatenano o peggiorano i loro sintomi.

Il fatto che ingerire cibo contenente lattosio scateni la colite microscopica non equivale a dire che c’è un’intolleranza al lattosio. L’enteropatia da lattosio è molto più contenuta di quella microscopica sotto tutti i punti di vista. Un medico o un dietologo può anche consigliare un programma di dieta per soddisfare le esigenze di un individuo in base ai suoi sintomi. Ad esempio, se una persona ha feci grasse o oleose, un medico può raccomandare una dieta a basso contenuto di grassi. Le persone potrebbero aver bisogno di attenersi a una dieta di eliminazione per diverse settimane prima di notare un miglioramento dei sintomi. Alcune persone possono anche trarre beneficio dal mangiare pasti più piccoli più frequentemente, invece di fare tre pasti abbondanti al giorno.

Il ruolo delle fibre alimentari

Per le persone con MiC, i medici possono raccomandare una dieta povera di fibre per aiutare a gestire la diarrea. La fibra aiuta il passaggio del cibo attraverso il sintomo digestivo. In alcune persone, una dieta povera di fibre può aiutare ad alleviare i sintomi della diarrea durante un episodio di MiC. Gli alimenti ricchi di fibre includono fagioli, legumi e piselli, noci e semi, frutta cruda, verdure crude, come broccoli, cavolfiori e spinaci. Tra i prodotti a base di cereali, i più consumati sono il pane integrale o multi-cereali. È risaputo che coloro che sono affetti da morbo di Crohn ricevono consiglio dal loro internista e/o nutrizionista di evitare il più possibile alimenti con alto contenuto di fibre, soprattutto se cotti. C’è una certa disinformazione fra il ruolo delle fibre vegetali ed il ruolo che esse hanno nel mantenere la vitalità del microbiota intestinale. Certe fibre vegetali (quelle definite “solubili”) fanno da pre-biotico per certi batteri intestinali salutari definiti probiotici. Se è raccomandato eliminare le fibre di cellulosa più grezze questo non vuol dire eliminare quelle solubili che possono invece rafforzare il microbiota, che molto spesso risulta sbilanciato sia nella malattia di Crohn che in altre patologie infiammatorie intestinali. Fibre solubili sono molto rappresentate in cipolle, asparagi, carciofi, cicoria, porri e banane.

Il ruolo del glutine

Il glutine è un nome generico per le proteine che sono naturalmente presenti nel grano, nella segale e nell’orzo, che sono tipi di cereali. Le persone celiache dovrebbero evitare cibi che contengono glutine, come i cereali per la colazione, la maggior parte dei tipi di pane e pasta, dolciarie e molti alimenti trasformati. Nelle persone celiache, mangiare cibi contenenti glutine provoca sintomi digestivi simili a quelli del MiC, tra cui diarrea e dolore addominale. Le persone con malattia celiaca hanno maggiori probabilità di avere MC rispetto alle persone senza questa condizione. È riportato altresì che persone che sviluppano colite microscopica non riescono a digerire bene alimenti contenenti glutine, maggiormente pasta e pane. C’è da ricordare che in un problema come la MiC, in cui si sospetta una disregolazione immunitaria della mucosa intestinale, l’introduzione di un complesso proteico immunogeno come il glutine potrebbe aggravare il problema grazie proprio alla natura chimica del glutine stesso.

Esso è parzialmente resistente alle normali proteasi digestive e dalla sua scissione possono originarsi frammenti (peptidi) che possono avere altri ruoli, oltre quello di celiacogeni. Questi frammenti possono più facilmente passare nel sangue se la mucosa intestinale è infiammata (come in tutte le malattie infiammatorie intestinali) e in presenza di disbiosi ovvero una flora intestinale sovvertita. Una persona con MiC dovrebbe consultare il proprio medico per un esame del sangue ed escludere la celiachia. Non esiste una cura per la celiachia, ma una dieta priva di glutine aiuterà a minimizzare o prevenire i sintomi. Si può consultare il proprio medico specialista e provare a sostituire alcuni alimenti regolari con la loro controparte senza glutine. Ciò non solo confermerà o meno se c’è una intolleranza nascosta al glutine, ma permetterà evidenziare miglioramenti qualora la diagnosi di MiC si faccia in modo definitivo e risponde ad una dieta povera o senza glutine.

Tipi specifici di carboidrati

Alcuni carboidrati, inclusi oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili (FODMAP), sono difficili da digerire per il corpo e possono causare sintomi digestivi. Le persone che seguono una dieta a basso contenuto di FODMAP evitano cibi contenenti questi carboidrati. Questi alimenti includono frutta e verdura, latticini, prodotti a base di grano e segale, zuccheri e dolcificanti artificiali Sebbene ci siano poche ricerche relative specificamente al MiC, una dieta a basso contenuto di FODMAP può aiutare ad alleviare i sintomi nelle persone con altri disturbi digestivi, come l’IBS. Chiunque voglia provare una dieta a basso contenuto di FODMAP dovrebbe prima parlare con un medico o un dietologo.

Altri cambiamenti nello stile di vita

I ricercatori ritengono che il consumo eccessivo di alcol potrebbe aumentare il rischio di sviluppare MiC. Alcune persone con MiC potrebbero scoprire che evitare o limitare il consumo di alcol migliora i loro sintomi. Il fumo può aumentare il rischio di una serie di disturbi digestivi, tra cui MiC e, o peggiorarli. I medici di solito consigliano alle persone con MiC che fumano di abbandonare questa abitudine. Non c’è ancora alcuna prova scientifica che i farmaci possano causare la MiC. Tuttavia, la ricerca suggerisce che esiste una forte associazione tra MiC e alcuni farmaci, inclusi alcuni antidepressivi, diversi farmaci cardiovascolari e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’aspirina, l’ibuprofene e il ketoprofene. Questo può diventare un problema specialmente per le donne che soffrono, per esempio, di mestruazioni dolorose o mal di testa ricorrenti. Questi disturbi, infatti, vengono trattati comunemente proprio con FANS.

Un medico può fornire informazioni su quali farmaci possono peggiorare o scatenare i sintomi del MiC. È essenziale parlare sempre con un medico prima di interrompere qualsiasi prescrizione di farmaci. I farmaci sono generalmente efficaci nel trattamento della MiC. Oltre a raccomandare cambiamenti nella dieta e nello stile di vita, un medico o un gastroenterologo può prescrivere farmaci che riducono o prevengono la diarrea, corticosteroidi, antibiotici specifici e altri farmaci antinfiammatori I casi non responsivi possono essere trattati con immunomodulatori (es. i DMARDs utilizzati anche per l’artrite reumatoide) e terapie biologiche (o anticorpi monoclonali). Molti medici considerano il budesonide (un tipo di corticosteroide) il farmaco più efficace per il trattamento della MC. Una revisione del 2014 ha riportato che la budesonide era efficace nell’alleviare i sintomi fino all’80% delle persone con MiC dopo 8 settimane.

Tuttavia, i sintomi possono tornare una volta completato il corso del farmaco. Questo diventa più probabile se si mantengono certe cause riconosciute o con lata probabilità di causare o far recidivare la malattia. Fra questi ci sono l’assunzione di alcolici fuori pasto e il tabagismo forte (>10-15 sigarette al giorno). C’è solo una ricerca limitata su quali alimenti possono aiutare o peggiorare il MiC. Tenere un diario alimentare può aiutare una persona a identificare ed evitare tutti gli alimenti che sembrano scatenare i sintomi. Il generale, si dovrebbero evitare cibi contenenti sostanze che provocano un alto grado di intolleranza, come il lattosio o il glutine. È fondamentale bere molta acqua durante gli episodi di diarrea per prevenire la disidratazione. Le persone con MiC possono anche trarre beneficio dalla riduzione dell’assunzione di caffeina; e da una dieta che contenga alimenti fermentati ricchi di probiotici (soprattutto yogurt e kefir).

Un articolo dedicato ad problema medico correlato (colite collagenica) è stato pubblicato qualche anno fa da questa redazione scientifica, sempre nella sezione Malattie / Malattie apparato digerente.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD; specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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