HomeMALATTIETERAPIA DEL DOLOREAffrontare il dolore mestruale con le pillole: ci sono alternative ai soliti...

Affrontare il dolore mestruale con le pillole: ci sono alternative ai soliti FANS?

Il  fenomeno infiammatorio durante il ciclo mestruale

Le citochine sono mediatrici della risposta immunitaria del corpo e sono coinvolte nella regolazione dei processi riproduttivi, del ciclo mestruale e della gravidanza. Il ruolo delle citochine è stato enfatizzato nel processo di impianto dell’embrione, che determina il mantenimento e il normale corso della gravidanza. In assenza di gravidanza, le citochine partecipano alle trasformazioni cicliche dei tessuti uterini. I livelli di diversi fattori sono aumentati durante l’ovulazione e quindi hanno raggiunto il loro picco durante le mestruazioni, che alcuni scienziati considerano un evento pro-infiammatorio. È stato anche riferito che questi mediatori stimolano la sintesi o il rilascio di prostaglandine, causando un’eccessiva contrazione del muscolo uterino, che porta al dolore ischemico della dismenorrea primaria. I livelli plasmatici di IL-6 e TNF-α sono risultati più alti nelle donne con dismenorrea rispetto alle donne senza disturbi mestruali.

L’aumento della concentrazione di IL6 nelle donne con dismenorrea è stato dimostrato anche in altri studi, in particolare per la fase follicolare. Infine, la proteina C-reattiva (PCR) è una proteina di fase acuta clinicamente riconosciuta. Si presume che la sua normale concentrazione nelle persone sane non debba superare 3mg/L. Gli studi condotti su donne adulte hanno dimostrato che un aumento dei livelli di PCR variava significativamente durante il ciclo mestruale. La PCR era più alta durante le mestruazioni, diminuita durante la fase follicolare, era più bassa nel giorno previsto dell’ovulazione e aumentata di nuovo nella fase luteale. I principali mediatori dolorosi della dismenorrea, comunque, restano le prostaglandine ed infatti la strategia palliativa da sempre è stata quella di assumere farmaci che bloccassero la loro sintesi, ovvero i comuni FANS. È stato dimostrato che una ridotta produzione di prostaglandine riduce la forza delle contrazioni uterine, alleviando così il disagio delle donne.

Antidolorifici classici (FANS)

Gli studi hanno dimostrato che il trattamento con FANS è il più efficace se inizia 1-2 giorni prima dell’inizio delle mestruazioni. È stato anche rivelato che i FANS sono più efficaci del placebo nelle donne con dismenorrea e che avevano significativamente più probabilità di causare reazioni avverse. Il tasso di fallimento del trattamento con FANS è stimato tra il 20% e il 25%, mentre alcuni farmaci potrebbero essere controindicati e non essere tollerati dalle donne. Gli studi fino ad oggi hanno rivelato che durante l’assunzione di FANS, le pazienti donne, sin dall’inizio, possono provare nausea, cattiva digestione, mal di testa, vertigini, sonnolenza o secchezza della bocca. Inoltre, i FANS possono avere un effetto negativo su reni, fegato e sistema circolatorio, aumentando il rischio di disturbi epatici (aumento delle transaminasi) e renali (ritenzione idrica). Ci sono casi o riportate esperienze personali che assumere FANS può non far recedere completamente il dolore, nonostante le 1-2- dosi giornaliere. Questo potrebbe dipendere da svariati fattori.

Nel primo caso è possibile che oltre alle mestruazioni ci sia un altro problema di fondo; il più comune da riscontrare è l’endometriosi o qualche cisti ovarica. Secondo, utilizzando sempre lo stesso tipo di antidolorifico è possibile che si sviluppi una certa resistenza. In un terzo caso, le due cose si possono unire e l’antidolorifico non fa molto effetto perché c’è una condizione differente o di natura infiammatoria più forte. Infine, se c’è irritabilità o stato nervoso di fondo dovuto al dolore o da colite psicosomatica, questo può rispondere molto bene e più velocemente a farmaci antispastici. Una recensione su questo tipo di farmaci è disponibile in questo sito, pubblicata in data Settembre 2020. In tal ultimo caso, è meglio rivolgersi ad uno specialista gastroenterologo o ginecologo per approfondimenti. È importante sottolineare che la terapia ormonale per almeno tre cicli mestruali potrebbe essere somministrata a donne la cui dismenorrea non è riducibile dai FANS. Pertanto, la seconda possibilità di trattare il dolore mestruale risiede nell’uso di contraccettivi ormonali.

Contraccettivi a base di ormoni

Il ruolo dei contraccettivi ormonali consiste anche nell’inibire l’ovulazione e, di conseguenza, la produzione di progesterone, che riduce anche la sintesi di prostaglandine e leucotrieni, noti mediatori del dolore e dello spasmo. Attualmente vengono utilizzate dosi più basse di contraccettivi ormonali, il che riduce il rischio di reazioni avverse. Tuttavia, tali dosi possono ancora predisporre negli anni al carcinoma mammario o alla trombosi venosa. È stato anche dimostrato che i contraccettivi reversibili a lunga durata d’azione sono un metodo efficace per il trattamento della dismenorrea. Tali contraccettivi sono il sistema intrauterino di levonogestrel (LNG-IUS), un impianto sottocutaneo contenente etonogestrel e medrossi-progesterone acetato (DMPA) forma depot. Un effetto analgesico dei contraccettivi reversibili a lunga durata d’azione nelle donne con dismenorrea, può essere spiegato dall’atrofia endometriale dovuta a GNL-IUS e dall’inibizione dell’ovulazione causata dal deposito di medrossi-progesterone acetato e un impianto di etonogestrel. La terapia ormonale può essere un trattamento di prima linea nei pazienti con dismenorrea sessualmente attiva.

Antagonisti ormonali

Gli antagonisti dei recettori della vasopressina e dell’ossitocina sono il prossimo gruppo di farmaci studiati nel trattamento del dolore mestruale. La vasopressina e l’ossitocina, ormoni che stimolano le contrazioni dell’utero, sono anche correlate alla dismenorrea primaria. È stato indicato che le contrazioni evocate dalla vasopressina nelle donne con dismenorrea possono essere ridotte da un antagonista chiamato Atosiban. I risultati contrastanti sono stati presentati da Valentin et al. che non hanno dimostrato un aumento del livello di vasopressina nelle donne con dismenorrea rispetto alle donne sane. La somministrazione endovenosa di atosiban a donne con dismenorrea non ha ridotto il dolore mestruale né la contrattilità uterina rispetto al gruppo di controllo sano. È possibile che data la limitata dimensione del campione sperimentale, i dati non siano risultati significativi. E’ dal 2016 che sono presenti i letteratura dati su trials clinici per l’atosiban, gli studi riguardano il travaglio e la fertilizzazione in vitro ma nessuno di essi lo ha mai studiato specificamente per trattare la dismenorrea.

Calcio-antagonisti

I calcio-antagonisti sono un altro gruppo di farmaci studiati in relazione al trattamento della dismenorrea. I primi studi al riguardo risalgono agli anni ’80 ma non ci sono prove cliniche interessanti o corpose. In generale, infatti, i bloccanti dei canali del calcio sono sviluppati principalmente per trattare la pressione alta. Tuttavia, riducendo la contrattilità dei muscoli lisci vascolari inibiscono anche le contrazioni uterine. Gli studi fino ad oggi hanno dimostrato che la somministrazione di 20-40 mg di nifedipina, un bloccante dei canali del calcio molto utilizzato, alle donne ha fornito loro un sollievo dal dolore mestruale, ma è stata anche associata ad effetti collaterali come tachicardia, vampate di calore e mal di testa. Infatti, la nifedipina è anche un vasodilatatore dei vasi cerebrali e la dilatazione di questi è alla base del meccanismo compressivo, che può simulare persino un attacco di cefalea o di emicrania. Non molti clinici o medici di base sono concordi nel prescrivere calcio-antagonisti più o meno dedicati al problema, anche perché un effetto collaterale più evidente quando non si ha la pressione alta è che compaia l’opposto, l’ipotensione.

Conclusioni

La sindrome pre-mestruale e il dolore in mestruazione corrente sono due tipologie di dolore potenzialmente molto invalidanti. A dispetto delle opportunità commerciali sponsorizzate per far fronte alle necessità quotidiane (lavoro, impegni, ecc.), spesso il semplice FANS non basta. Non resta che attendere la comparsa di qualche farmaco dedicato. Nel frattempo, a scelta, una borsa di acqua calda, una o due compresse di antidolorifico al giorno quando il dolore si fa insopportabile e, per chi vuole, anche un po’ di esercizio fisico leggero e tanta acqua da bere. Stimolare la diuresi può drenare liquidi in eccesso e cooperare contro la componente tensiva del dolore. Come detto prima, è importante considerare nella componente dolorifica una situazione di tensione (stress mentale) o una condizione di psicosomatismo che possono amplificare la sensibilità al dolore. Se lo si desidera, ci si può rivolgere anche all’erboristeria e ad approcci naturali. Un rassegna dedicata specificamente al problema la si può trovare in questo sito, nella sezione Medicina Naturale in data Dicembre 2019.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Barcikowska Z et al. Int J Env Res Public Health 2020; 17(4).

Gomathy N et al. J Family Med Prim Care. 2019; 8(11):3487.

Najafi N, Khalkhali H et al. BMC Womens Health 2018; 18:1–7.

Ryan SA. Pediatric Clinic North Amer. 2017; 64:331–342. 

Graziottin A, Zanello PP. Minerva Ginecol 2015; 67(1):21-34.

Evans J et al. Rev Endocr Metab Disord. 2012; 3(4):277-88.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
- Advertisment -
spot_img

ARTICOLI PIU' LETTI