HomeRICERCA & SALUTETutte le vie da esplorare contro la sclerosi multipla: la soluzione passa...

Tutte le vie da esplorare contro la sclerosi multipla: la soluzione passa sempre dal canale giusto

In un nuovo studio dell’Università della California, condotto da Irvine, i ricercatori hanno scoperto che una certa proteina impedisce alle cellule T regolatorie (Tregs) di svolgere efficacemente il loro lavoro nel controllare gli effetti dannosi dell’infiammazione in un modello di sclerosi multipla (SM), una malattia autoimmune devastante. malattia del sistema nervoso. Pubblicato questo mese su Science Advances, il nuovo studio illumina l’importante ruolo di Piezo1, una proteina canale ionico specializzata nell’immunità e nella funzione delle cellule T legate ai disturbi neuroinfiammatori autoimmuni. Le cellule T si affidano a proteine ​​specializzate, come Piezo1, per rilevare e rispondere a varie malattie e condizioni, tra cui infezioni batteriche, guarigione delle ferite e persino cancro. L’attività incontrollata delle cellule T, tuttavia, può dare origine a disordini autoimmuni in cui il sistema immunitario attacca le cellule normali del corpo. Le Tregs curano costantemente le risposte immunitarie e svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione dell’autoimmunità. Piezo1 conduce ioni quando le cellule sono soggette a forze meccaniche.

La ricerca nell’ultimo decennio ha fatto luce sul ruolo di Piezo1 nella regolazione delle funzioni fisiologiche vitali, tra cui il volume dei globuli rossi (RBC), la pressione sanguigna, lo sviluppo vascolare, la formazione ossea e la differenziazione delle cellule staminali neurali. Tuttavia, il suo ruolo nella modulazione della risposta immunitaria non è stato apprezzato prima. Le mutazioni in Piezo1 sono state anche associate a xerocitosi ereditaria, displasia linfatica congenita, cambiamenti nel metabolismo del ferro e resistenza alla malaria negli individui umani. Recenti studi hanno evidenziato un potenziale ruolo di Piezo1 nel sistema immunitario innato. Nei macrofagi, l’attività del canale Piezo1 altera l’espressione genica, l’attività fagocitaria e polarizza le cellule verso risposte proinfiammatorie. Nei monociti, i canali Piezo1 rilevano forze meccaniche cicliche nel polmone e sono necessari per attivare l’infiammazone in un modello di infezione da Pseudomonas. E, mentre era noto che i canali ionici come Piezo1, dirigono vari aspetti della funzione delle cellule T, i ricercatori sono rimasti sorpresi nello scoprire che Piezo1 non era essenziale per tutta una serie di funzioni delle cellule T che si basano sul calcio.

Tra queste la ricognizione dei linfociti nei linfonodi, la motilità interstiziale e l’attivazione, proliferazione o differenziazione in cellule T effettrici. In quest’ultima ricerca, gli scienziati hanno scoperto che Piezo1 trattiene selettivamente le cellule Treg, limitando il loro potenziale per mitigare la neuroinfiammazione autoimmune. L’eliminazione genetica di Piezo1 nei topi transgenici ha prodotto un pool espanso di cellule Treg, che erano più in grado di ridurre efficacemente la neuroinfiammazione e con essa la gravità della malattia. I ricercatori sono anche stati in grado di dimostrare i segnali cellulari che guidano la funzione di Piezo1 ed hanno trovato connessioni con il fattore trasformante TGF-beta, una citochina essenziale per la funzione dei linfociti Tregs. Il ruolo di Piezo1 sembra essere abbastanza specifico per la tipologia di risposte Tregs. Data la capacità dimostrata di Piezo1 di trattenere le cellule Treg, il team ritiene che l’inibizione di Piezo1 potrebbe portare a nuovi trattamenti per i disturbi neuroinfiammatori, come la SM. I ricercatori ritengono che sono necessarie ulteriori indagini sulla funzione di Piezo1 per comprendere il potenziale funzionale e terapeutico di questa proteina.

In aggiunta a queste informazioni, la redazione desidera proporre una delle ultime ipotesi patogenetiche avanzate da un gruppo di ricercatori, per colmare il “gap” mancante o un pezzo di esso per connettere tutti gli aspetti biologici della malattia. Si tratta della teoria dell’immuno-senescenza o dell’invecchiamento immunitario selettivo. Il fatto che le cellule immunitarie autoreattive verso la mielina causino la malattia potrebbe essere considerato come l’amplificazione di un fenomeno che nel normale invecchiamento umano avviene di regola, ovvero la probabilità di sviluppare reazioni autoimmuni a vari livelli. I pazienti affetti da SM, invero, sono caratterizzati da immuno-senescenza prematura e ridotta funzione immunitaria che ricorda quella degli individui anziani sani. La ridotta funzione immunitaria può essere una conseguenza della ridotta capacità proliferativa delle cellule derivate dal midollo osseo e dell’accorciamento dei telomeri, entrambi osservati nei pazienti con SM. La riduzione della lunghezza dei telomeri cromosomiali e l’aumento dello stress ossidativo sono stati suggeriti come marker di invecchiamento precoce in molte malattie autoimmuni, inclusa la SM.

I telomeri accorciati e lo stress ossidativo riscontrati nei pazienti con la forma progressiva (SMPP) possono riflettere lo stato più grave della malattia e possono anche essere associati a una maggiore disabilità e atrofia cerebrale. Ora, le terapia correnti disponibili per quanto migliori di quelle passate, non sono ancora in grado di tenere sotto controllo completamente la malattia e le sue varianti, meno ancora la capacità di guarire alcuna di esse. Ecco perché un team multidisciplinare dell’Università autonoma di Barcellona suggeriscono che sarebbe possibile trattare la SM attraverso terapie “immuno-ringiovanenti”. Una opzione, relativamente nota sarebbe quella dei farmaci senolitici, molecole che interferiscono con alcune segnalazioni regolatorie della sopravvivenza cellulare. Fra queste sia molecole naturali (es. il polifenolo quercitina), che farmaci sintetici (dasatinib, navitoclax, rapamycin), che hanno già dimostrato efficacia in vitro ed in modelli in vivo. La loro azione potrebbe estendersi anche alle stesse cellule staminali midollari difettose, poiché è da esse che originano le cellule immunitarie auto-reattive.

Un altro bersaglio cellulare da ringiovanire sarebbero gli oligodendrociti, i precursori della mielina matura. Essi sembrano rispondere al trattamento con metformina, il comunissimo farmaco antidiabetico, riprendendo meglio il loro scarso processo di maturazione. Sembra che anche la vitamina B3 o nicotinammide, somministrata ad animali con vecchie lesioni della mielina stimoli meglio la sua rimozione e la comparsa di “gemme” di mielina rinnovata. Infine, un bersaglio da ringiovanire sarebbe il timo, il primo organo immunitario ad andare precocemente incontro a regressione nell’uomo. Esso è la centrale dove a livello embrionale avviene la selezione fra linfociti fra maturi (pronti e selettivi), e quelli che non hanno imparato a riconoscere le nostre strutture (autoreattivi). Questo potrebbe essere raggiunto in svariati modi, con fattori di crescita selettivi, agenti immuno-biologici, vaccinazione con peptidi del recettore TCR dei linfociti e persino evitare infezioni virali. Questo perché persino le comuni infezioni influenzali e da citomegalovirus (CMV), sono infiammatorie e aprono la rotta biologica verso l’immuno-senescenza.

Al di là delle convenzionali terapie d’urto che oggi si impiegano contro la SM, dunque, ci sarebbero tante altre possibilità di intervento che non aspettano altro di essere esplorate.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD; specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Jairaman A et al. Sci Advances 2021; 7(28):eabg5859.

Atcha H, Jairaman A et al. Nat Commun 2021; 12:3256.

Aykut B, Chen R et al. Sci Immunol. 2020; 5:eabb5168.

Sun W, Chi S, Li Y, Ling S et al. eLife 2019; 8:e47454.

Frasca D, Diaz A et al. Exp Gerontol 2017; 87:113-120.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
- Advertisment -
spot_img
spot_img

ARTICOLI PIU' LETTI