HomeMALATTIEMALATTIE CARDIOVASCOLARIRischio cardiopatie: l'ago della bilancia si sposta verso fattori prima sottostimati

Rischio cardiopatie: l’ago della bilancia si sposta verso fattori prima sottostimati

Nei paesi ad alto reddito, lo stato socioeconomico basso è associato ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e mortalità. Se questa associazione si applica anche ai paesi a basso e medio reddito, che hanno il più alto carico di malattie cardiovascolari, è stato studiato meno bene e i risultati sull’associazione tra stato socioeconomico e salute cardiovascolare sono stati incoerenti. Chiarire la natura dell’associazione tra stato socioeconomico e malattie cardiovascolari nei paesi a basso e medio reddito e comprendere le ragioni sottostanti o i fattori correlati, è necessario per lo sviluppo di strategie contestualmente appropriate per mitigare le disparità sanitarie. Tuttavia, lo status socioeconomico è un costrutto multidimensionale relativo sia all’adeguatezza delle risorse finanziarie sia al livello di istruzione. Pertanto, il significato e gli effetti dello stato socioeconomico sulle malattie cardiovascolari potrebbero variare in base al contesto, indicando la necessità di ricerche in contesti diversi. Comunque, è riconosciuto che oltre il 70% delle malattie cardiovascolari e decessi in tutto il mondo possono essere attribuiti a un numero limitato di fattori di rischio comuni ma modificabili.

Un grande studio internazionale, che ha coinvolto oltre 155.000 persone in 21 paesi, ha riscontrato che alcuni dei rischi sono gli stessi in tutto il mondo, come l’ipertensione o l’istruzione bassa, ma altri rischi variano a seconda del livello di sviluppo economico di un paese, come l’inquinamento atmosferico e una cattiva alimentazione, che influisce maggiormente sulla salute nei paesi a medio e basso reddito. I 14 fattori di rischio modificabili che costituiscono il 70% sono fattori metabolici come ipertensione, trigliceridi, obesità addominale; fattori comportamentali tra cui fumo, dieta, attività fisica, consumo di alcol, assunzione di sale; forza come mostrato dall’impugnatura; fattori psicosociali come l’educazione e la depressione e fattori ambientali dell’inquinamento dell’aria interna ed esterna. Nei paesi a medio e basso reddito, i fattori di rischio di bassa istruzione, cattiva alimentazione, inquinamento dell’aria interna dall’uso di combustibile solido e bassa resistenza sono stati i più importanti. L’ipertensione è risultata essere il principale fattore tra i fattori metabolici; il livello di istruzione basso era il singolo più grande fattore di rischio e l’inquinamento atmosferico era il più importante fattore di rischio a livello comunitario.

La ricerca, pubblicata su The Lancet, è stata condotta da ricercatori del Population Health Research Institute (PHRI) della McMaster University e Hamilton Health Sciences di Hamilton, in Canada. È il primo studio globale a misurare le stesse informazioni allo stesso modo in cinque continenti. Il gradiente inverso tra basso stato socioeconomico e malattie cardiovascolari nei paesi ad alto reddito è stato ben documentato. Tuttavia, sebbene la mortalità per cardiopatie sia diminuita rapidamente nei paesi ad alto reddito, i paesi a basso- e medio-reddito ora affrontano il maggior carico di malattie cardiovascolari. E non si tratta ormai di accanirsi su fattori di rischio come il tabagismo o l’ipertensione o l’eccesso di calorie a tavola. Ci sono fattori emergenti sul fronte delle ceardiovasculopatie che solo da un decennio stanno ricevendo la giusta attenzione. Fra questi l’inquinamento acustico, come quello veicolare cittadino o aereo. Esistono già prove che l’eccesso di inquinamento da rumore può condizionare la comparsa del diabete. Non è noto se il rumore innalzi prima il rischio di diabete e poi di malattie cardiovascolari o viceversa. Quello che è sicuro è che già dieci anni fa ci sono stati i primi reports di associazione fra inquinamento acustico ed infarto del miocardio.

In uno studio del 2012, In una coorte basata sulla popolazione di 57.053 persone di età compresa tra 50 e 64 anni al momento dell’arruolamento nel 1993-1997, ricercatori dell’Istituto epidemiologico dei Tumori, Danish Cancer Society di Copenhagen, hanno identificato 1600 casi di primo infarto miocardico tra l’arruolamento e il 2006. Il tempo medio di follow-up è stato di 10 anni. Il team ha scoperto che l’esposizione residenziale al rumore del traffico stradale (L(den)) era significativamente associata ad infarto cardiaco. Studi successivi hanno confermato che l’effetto potrebbe non essere diretto ma dipendente da alterazioni come la qualità del sonno e lo stress nervoso da rumore, che sono più direttamente incidenti sull’apparato cardiovascolare. È chiaro che la maggior parte dei casi di malattie cardiovascolari e i decessi sono spiegati da un piccolo numero di fattori di rischio comuni e modificabili, che potrebbero essere migliorati. Ciò che è notevole è che diversi fattori di rischio che hanno un grande effetto come la scarsa istruzione, l’inquinamento acustico e l’inquinamento dell’aria interna ed esterna sottovalutati in passato, si sono rivelati più importanti di altri a cui la scienza ha prestato molta attenzione come l’obesità o sale negli alimenti.

Non è quindi un solo fattore a determinare la comparsa di malattie cardiache. Sicuramente i maggior fattori di rischio fanno la loro parte, ma sembra che si dovrà permettere ad altri prima non considerati di integrarsi nella lista. Le prove sono prove.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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