HomeALIMENTAZIONE & SALUTEGenetica e abitudini alimentari: cosa porta a scegliere zuccheri, grassi o proteine?

Genetica e abitudini alimentari: cosa porta a scegliere zuccheri, grassi o proteine?

Il cervello è soggetto a vari segnali che influenzano i comportamenti alimentari e regolano l’equilibrio energetico corporeo, ad esempio modificando l’appetito e il dispendio energetico in risposta ai livelli ematici di ormoni e nutrienti. Pertanto, la variazione genetica in questi segnali può portare a fame e obesità estreme. Le persone con obesità e diabete sono spesso stigmatizzate per aver fatto scelte alimentari non salutari. Mentre l’assunzione di cibo è modellata da molti fattori, come quelli sociali, demografici, religiosi o politici, studi precedenti hanno dimostrato che le differenze individuali ereditate contribuiscono a cosa, quando, perché o quanto mangiamo. Questi primi studi stanno iniziando a identificare le regioni del cervello e i processi molecolari che influenzano l’assunzione di cibo, ma c’è stata una ricerca limitata negli esseri umani per identificare le firme molecolari alla base della suscettibilità variabile al comportamento di scelta del cibo. Un team di ricercatori della Boston University School of Public Health e di altre istituzioni ha ora identificato più di due dozzine di regioni genetiche che possono influenzare l’assunzione di cibo.

Per fornire approfondimenti, il caporicerca Dr. Merino e i suoi colleghi hanno condotto un’analisi genetica ed esaminato il consumo di cibo di 282.271 partecipanti di origine europea della Biobanca britannica e del Consorzio Cohorts for Heart and Aging Research in Genomic Epidemiology (CHARGE). Lo studio è il più grande fino ad oggi che ha esaminato i fattori genetici legati all’assunzione di cibo. Il team ha identificato 26 regioni genetiche (loci) associate a una maggiore preferenza per cibi contenenti più grassi, proteine ​​o carboidrati e queste regioni sono state arricchite per i geni espressi nel cervello. Le analisi computazionali a valle hanno evidenziato sottotipi specifici di neuroni specializzati distribuiti nel sistema nervoso centrale che rispondono a proteine, grassi o carboidrati e, quando attivati, possono spiegare perché le persone hanno maggiori probabilità di preferire cibi o pasti con una maggiore quantità di grassi o proteine ​​o carboidrati. I ricercatori hanno anche scoperto che due gruppi principali di varianti genetiche erano associati in modo diverso all’obesità e alla malattia coronarica.

L’analisi congiunta dell’assunzione di grassi, proteine ​​e carboidrati, abbinata ad analisi di clustering, ha aiutato a definire sottoinsiemi più omogenei di varianti genetiche caratterizzate da profili nutrizionali specifici e con diverse firme metaboliche. La scoperta di queste varianti genetiche può essere utilizzata in analisi future, come la randomizzazione mendeliana, un approccio di inferenza causale, per determinare se la composizione della dieta è correlata causalmente a malattie metaboliche e di altro tipo. Mentre gli scienziati sanno che la composizione della dieta è correlata alle malattie, il nesso causale è più difficile da dimostrare. Molto probabilmente questi loci consentiranno future analisi di randomizzazione mendeliana per determinare l’impatto causale della dieta sul diabete di tipo 2, sull’obesità e su altre malattie metaboliche. I risultati probabilmente porteranno anche a una migliore comprensione biologica del perché il comportamento di consumo di cibo differisce tra gli individui e potrebbero fornire nuove strade per prevenire e curare l’obesità e altre malattie metaboliche.

I ricercatori sperano che la scoperta indicherà nuove strategie di trattamento per frenare la pandemia di obesità, attraverso raccomandazioni dietetiche specifiche per la prevenzione del sovrappeso o del diabete. Ad esempio, se qualcuno ha una maggiore predisposizione genetica a preferire cibi grassi, queste informazioni possono essere utilizzate per aiutare questo individuo a scegliere cibi con una maggiore quantità di grassi sani, piuttosto che raccomandare altri approcci dietetici che potrebbero compromettere l’aderenza a questi interventi. Questa possibilità si integra con un altro studio che ha condotto proprio una randomizzazione mendeliana, che ha indagato possibili relazioni causali fra composizione di principi macro-nutritivi nella dieta (carboidrati, proteine, grassi) e misure antropometriche (come il famoso indice di massa corporea o BMI). Tutte le analisi si basavano su studi di associazione sull’intero genoma inclusi 268.922 europei con dati dietetici (Consorzio SSGAC) e almeno 232.100 con misure antropometriche (Consorzio GIANT).

I ricercatori hanno scoperto che l’assunzione relativa di carboidrati (E%) prevista geneticamente riduce il BMI e la circonferenza del girovita. Entrambi gli effetti sono stati supportati anche dall’approccio multivariabile: p=0.009 per il BMI e p=0.002 per il girovita, entrambi altamente significativi. L’assunzione dietetica di grassi prevista geneticamente (E%) era più debole e correlata positivamente a entrambe le misure antropometriche. Hanno poi ottenuto prove che un BMI e un girovita più elevati aumentavano l’assunzione alimentare relativa di grassi e proteine (E%). Questi dati indicano che una bassa proporzione relativa di carboidrati (E%) e un’alta percentuale di grassi (E%) nella dieta, sono causalmente correlate a un BMI e girovita più elevati. Questo vuol dire che quello e come mangiamo è colpa della genetica e che quindi dobbiamo sganciarci dalle nostre responsabilità? Assolutamente no, la genetica dà solamente il terreno biologico, l’ambiente ci mette a disposizione le possibilità, ma le scelte delle varie possibilità con le loro conseguenze sono direttamente sotto il nostro arbitrio.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Merino J et al. Nature Hum Behav 2021 Aug 23.

Freuer D et al. Clin Nutr 2021; 40(6):4120-4131.

Xu H, Jin C, Guan Q. Front Genet. 2020; 11:603.

Bayer S et al. Nutrients 2020 Sep 22; 12(9):2891.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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