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Cistite: cosa la predispone o la causa anche quando non ci sono fattori di rischio apparenti?

Cistite ricorrente e non: introduzione

Fenomeno ampiamente più diffuso fra le donne, per ragioni anatomiche predisponenti, la cistite ha da sempre genericamente riconosciuto una causalità di tipo batterico, da cui la prescrizione di antibiotici in caso di comparsa. Nella donna il fenomeno può dipendere anche da contaminazioni di tipo fungino, in diretta correlazione all’igiene personale e/o alle abitudini sessuali. Eppure non tutte le donne hanno lo stesso rischio di sviluppare cistite, indipendentemente dallo stile di vita sessuale o personale. Spesso le cause sono da ricercare in fattori esterni, che fanno perno su una intrinseca debolezza o vulnerabilità dell’apparato genito-urinario. Per un 80% dei casi il responsabile è il batterio Escherichia coli, che colonizza sia l’intestino crasso che l’apparato urinario. Se una colite cronica altera la permeabilità della mucosa del colon, vi è la possibilità di risvegliare simultaneamente anche i batteri delle vie urinarie.

Da cui si capisce che una stipsi cronica, con una scarsa idratazione orale possono contribuire indirettamente alla comparsa di cistite. Il fenomeno della permeabilità intestinale (leaky gut) non è così limitato come si crede. A cause delle errate abitudini alimentari e voluttuarie (forte tabagismo ed abuso di alcolici, specie fuori pasto, che sta diventando sempre più popolare fra i giovani adulti), l’intestino va incontro ad una lenta ma reale infiammazione cronica spesso priva di sintomi. Oltre al passaggio di tossine intestinale, il sangue può ricevere anche ceppi batterici che usando il circolo sanguigno migrano in altri organi vicini. In un 20% dei casi, però, vi sono cause sia extra-urinarie che extra-intestinali di tipo infettivo, che riconoscono fattori fisici ed anche alimentari.

Ecco quelli che sembrano essere più importanti.

♦ Se la dieta è troppo ricca di zuccheri (pasticceria, panetteria, zucchero da tavola), l’eccesso di glucosio sanguigno può favorire sia la crescita di batteri che di funghi. Un carico di zuccheri acidifica il pH del sangue, ma anche quello di altri liquidi biologici incluse le urine. Se queste sono troppo acide, i batteri locali sono facilitati a colonizzare le mucose urinarie potendo ciò risultare in infiammazione e poi infezione. Analogo discorso vale per la Candida, che trova nel glucosio la sua principale fonte di nutrimento. In parallelo, dunque, oltre ad una cistite c’è la possibilità di comparsa di una vaginite da Candida.

♦ Uno sbalzo termico dovuto a condizionatori in luoghi eccessivamente climatizzati, bagni in acqua troppo fredda o anche eseguire l’igiene intima con acqua fredda possono scatenare un attacco. Il meccanismo potrebbe risiedere in una vulnerabilità del muscolo detrusore della vescica, o nella cosiddetta iper-sensibilità del trigono vescicale (ureteri – vescica – uretra), che si infiamma o più probabilmente va in spasmo per variazioni repentine di temperatura sanguigna della cute locale.

♦ Alcune attività sportive possono scatenare una cistite acuta, in relazione alla compressione dell’area perineale, glutea o inguinale. Ad esempio, andare in bicicletta per lunghi tragitti, o usare la cyclette in palestra come attività preferenziale, può comprimere il nervo pudendo e irritare di riflesso l’aria urinaria. Non è infrequente nelle donne ritrovare ormai attività culturistica, la quale può congestionare anche temporaneamente l’area pelvica e scatenare un attacco in una situazione “latente” da tempo. Infine, jogging prolungato può avere lo stesso effetto: sebbene la corsa leggera aiuti a decongestionare l’area addominale e pelvica, quando diventa sostenuta o eccessiva può agire all’opposto.

♦ Se il ciclo mestruale è doloroso e/o la donna in esame ha una sindrome pre-mestruale (pesantezza addominale, tensione, minzione frequente), l’aumento dell’utero e le variazioni di estrogeni possono causare congestione della pelvi. Se eventualmente, vi è aumento della peristalsi, il complesso dei fenomeni può scatenare una cistite acuta. Lo stesso vale in caso di carenza di ormoni femminili: in menopausa, la comparsa di cistite è più frequente e se la donna vi è entrata da almeno 5-10 anni, non è infrequente trovare un ribassamento vescicale e/o della pelvi. Gli estrogeni, infatti, servono non solo al tono dell’apparato genitale, ma anche di quello urinario.

♦ Un consumo di antibiotici o cortisonici dovuto a cicli di terapia per altri scopi, può predisporre alla comparsa di cistite con più di un meccanismo. Gli antibiotici hanno come primo effetto la comparsa di disbiosi, lo squilibrio della flora batterica intestinale, cui può associarsi la riduzione dei batteri buoni (Lattobacilli) del tratto vaginale e ureterale. Questi conferiscono protezioni contro la colonizzazione di altri batteri patogeni. In più, l’uso di cortisonici può ridurre temporaneamente le difese immunitarie locali, favorendo la crescita di eventuali batteri già presenti nel tratto genito-urinario.

Rivedere lo stile di vita per fronteggiare il problema

Le correzioni alimentari sono quelle più facili da eseguire, anche se spesso con una certa riluttanza. Non molti individui attaccati al “sapore dolce” sanno rinunciarvi con facilità. La quasi totale eliminazione degli zuccheri semplici a quelli complessi (amidi di pasta e prodotti da forno, pasticceria) dovrebbe essere seguita per almeno tre o quattro giorni. In tal modo si dà una brusca deprivazione di glucosio ai germi, che può indebolirli e facilitarne il distacco dalle mucose urinarie. Parallelamente, una dieta alcalina a base di insalate miste (indivia, rucola, cicoria, lattuga) e ortaggi (cavolfiori, broccoli, peperoni, sedano, patate) sarebbe preferibile. Si rimarca di condire le insalate con limone (nel sangue si trasforma in alcalino) e non con aceto (che acidifica il sangue).

Per quanto esistono frutti più alcalinizzanti di altri, è meglio consumare un solo frutto al giorno durante una cistite in atto. In questa fase l’idratazione abbondante è quasi un obbligo, poichè il frequente lavaggio dei dotti urinari ritarda sia la ricrescita batterica che successive colonizzazioni. L’uso del bicarbonato di sodio per lavaggi esterni o meglio introdotto per bocca non è affatto scoraggiato. Esso promuove l’alcalinizzazione più veloce del terreno biologico, potendo contribuire al distacco dei batteri o dei funghi dagli epiteli urinari. Anche nel caso di contributo da parte di alterazioni del ciclo mestruale, la dieta alcalinizzante è appropriata (vedere archivio del sito o cercare per keyword).

Se vi sono terapie antibiotiche o steoidee in corso, è bene non prolungarle oltre il dovuto e comunque non fare di testa propria sull’uso di antibiotici senza l’appropriata necessità. In alternativa, l’uso di estratti di mirtillo rosso (cranberry), di uva ursina o preparati a base di Noni (Morinda citrifolia) sono disponibili in erboristeria o in farmacia, ed hanno una certa azione antibiotica o disinfettante sulle vie urinarie. Nel caso di ipersensibilità individuale all’apparato urinario e sessuale, si può ricorrere ad analgesici naturali come la palmitolil-etanolamide (PEA). Questa sostanza prodotta dal sistema nervoso, modula la soglia del dolore ed è provvista di azione antiinfiammatoria. La si ritrova naturalmente nella noce di cocco e nel burro di cacao, ma ne esistono varie formulazioni acquistabili in commercio con la dizione “a fini medici speciali”.

Vi sono anche alcuni integratori di origine naturale cui si può ricorrere per il trattamento preventivo della cistite ricorrente. Uno dei più indicati è il D-mannosio, uno zucchero semplice che non condiziona la glicemia e che per questo può essere assunto anche da persone con diabete manifesto. Lo si ritrova in commercio e questo zucchero ha effetti multipli sul terreno biologico. Il primo fra questi è che condiziona il metabolismo dei batteri in modo che questi non aderiscano alle mucose interne. In accordo a delle recenti evidenze scientifiche, inoltre, è capace di modificare il microbiota intestinale, spostando la sua composizione a sfavore dei coliformi (Escherichia, Proteus ed altri) che possono rendersi responsabili della comparsa di cistiti ricorrenti. Anche il ricorso a probiotici in modo ciclico o regolare (integratori a base di fermenti lattici, consumo di yogurt) può aiutare a prevenire, attraverso l’effetto antinfiammatorio sulla mucosa intestinale permeabilizzata.

Diventa quasi superfluo, infine, ricordare che repentini sbalzi di temperatura e l’esposizione prolungata a fonti di raffreddamento voluttuario (condizionatori) non sono consigliabili. Durante l’inverno, la zona lombare deve andare protetta il più possibile, poiché anche il raffreddamento dell’area renale può contribuire a precipitare un quadro alle soglie della sua comparsa. Questa raccomandazione diventa ancora più preziosa per coloro che fanno attività sportiva predisponente proprio nei mesi freddi (ciclismo, uso della bici per lunghe passeggiate, jogging durevole). L’uso di una fascia lombare di lana può impedire che il freddo precipiti la situazione negli individui predisposti. Chi volesse approfondire, il sito mette a disposizione la casella di ricerca per keyword, e cercare le parole chiave negli articoli dell’ampio archivio.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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