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Olio di cannabidiolo per il tumore polmonare? Report clinico di una donna ultraottantenne

Il cancro del polmone rimane il secondo tumore più comune nel Regno Unito. Nonostante i progressi del trattamento, i tassi di sopravvivenza rimangono bassi intorno al 15% cinque anni dopo la diagnosi e la sopravvivenza senza trattamento è in media di circa 7-8 mesi. Senza dubbio la crescita di un tumore interno è causa di dolore; molti tipi di tumore sviluppano una sindrome dolorosa che spesso necessita di terapia antalgica, specie nelle fasi terminali della malattia. Il controllo del dolore viene affidato ai FANS e, quando si aggrava il dolore viene tenuto a bada con farmaci oppioidi. Per maggiori approfondimenti, il sito contiene la sezione Terapia del Dolore nella voce MALATTIE, dove si possono trovare molte informazioni. Anche il corpo umano produce sostanze con potere analgesico. Le più note sono le endorfine, che agiscono sui recettori oppiodi. Ma ci sono anche le anandamidi, sostanze derivate dal metabolismo di certi grassi che hanno azione sui recettori cannabinoidi, gli stessi che legano i principi attivi della marjuana.

Gli endocannabinoidi del corpo sono coinvolti in vari processi, tra cui la funzione nervosa, le emozioni, il metabolismo energetico, il dolore e l’infiammazione, il sonno e la funzione immunitaria. Chimicamente simili a questi endocannabinoidi, i cannabinoidi possono interagire con le vie di segnalazione nelle cellule, comprese le cellule tumorali. Sono stati studiati per l’uso come trattamento primario del cancro, ma i risultati sono stati incoerenti. La cannabis ha una lunga storia “medicinale” nella medicina moderna, essendo stata introdotta per la prima volta nel 1842 per i suoi effetti analgesici, sedativi, antinfiammatori, antispasmodici e anticonvulsivanti. Ed è opinione diffusa che i cannabinoidi possano aiutare le persone con dolore cronico, ansia e disturbi del sonno; i cannabinoidi sono utilizzati anche nelle cure palliative. Ora, potrebbe valere la pena esplorare ulteriormente l’uso dell’olio di cannabidiolo (“CBD”) come potenziale trattamento per il cancro ai polmoni, suggeriscono i medici in uno studio pubblicato sulla rivista BMJ Case Reports

Gli Autori hanno avuto a che fare con un utente quotidiano il cui tumore polmonare si è ridotto senza l’aiuto del trattamento convenzionale. Gli autori del rapporto descrivono il caso di una donna di 80 anni, a cui è stato diagnosticato un carcinoma polmonare non a piccole cellule. Aveva anche una lieve broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), osteoartrite e ipertensione, per la quale stava assumendo vari farmaci.  Era una fumatrice, mediamente un pacchetto di sigarette ogni settimana (68 pacchetti/anno). Il suo tumore aveva una dimensione di 41 mm alla diagnosi, senza evidenza di diffusione locale o ulteriore, quindi era adatto per il trattamento convenzionale di chirurgia, chemioterapia e radioterapia. Ma la donna ha rifiutato il trattamento, quindi è stata posta sotto monitoraggio “guarda e aspetta”, che includeva scansioni TC regolari ogni 3-6 mesi. Questi hanno mostrato che il tumore si stava progressivamente riducendo, riducendo le dimensioni da 41 mm a giugno 2018 a 10 mm a febbraio 2021, pari a

Questo è equivalso ad una riduzione complessiva del 76% del diametro massimo, in media del 2,4% al mese, affermano gli autori del rapporto. Quando è stata contattata nel 2019 per discutere dei suoi progressi, la donna ha rivelato di aver assunto olio di CBD come autotrattamento alternativo per il suo cancro ai polmoni dall’agosto 2018, poco dopo la sua diagnosi originale. Lo aveva fatto su consiglio di un parente, dopo aver visto suo marito lottare con gli effetti collaterali della radioterapia. Ha detto di aver preso costantemente 0,5 ml di olio, di solito tre volte al giorno, ma a volte due volte. Il fornitore aveva informato che i principali ingredienti attivi erano Δ9-¬tetraidro-cannabinolo (THC) al 19,5%, cannabidiolo a circa il 20% e acido tetraidro-cannabinolico (THCA) a circa il 24%. Il fornitore ha anche consigliato di evitare cibi o bevande calde durante l’assunzione dell’olio, poiché altrimenti potrebbe sentirsi lapidata. La donna ha detto di aver ridotto l’appetito da quando ha preso l’olio, ma non ha avuto altri evidenti “effetti collaterali”.

Non ci sono stati altri cambiamenti alle medicine prescritte, alla dieta o allo stile di vita ed ha continuato a fumare per tutto il tempo. Questo è solo un caso clinico, con un solo altro caso simile segnalato, avvertono gli autori. E non è chiaro quale degli ingredienti dell’olio di CBD potrebbe essere stato il reale responsabile. I clinici sono stati molto chiari al riguardo: “Non siamo in grado di confermare gli ingredienti completi dell’olio di CBD che il paziente stava assumendo, o di fornire informazioni su quale degli ingredienti potrebbe contribuire alla regressione osservata del tumore. Sebbene sembri esserci una relazione tra l’assunzione di Olio di CBD e la regressione del tumore osservata, non siamo in grado di confermare in modo definitivo che la regressione del tumore sia dovuta al paziente che assume olio di CBD. Sono necessarie ulteriori ricerche per identificare l’effettivo meccanismo d’azione, le vie di somministrazione, i dosaggi sicuri, i suoi effetti su diversi tipi di cancro e di eventuali effetti collaterali negativi quando si usano i cannabinoidi”.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Liew KL et al. BMJ Case Rep 2021 Oct; 14(10):e244195.

Petrovici AR et al. Antioxidants (Basel). 2021; 10(5):738.

Aviram J et a. Pharmaceuticals (Basel). 2020; 13(12):435. 

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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