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Terapia naturale dell’emicrania: la cannabis terapeutica funziona veramente?

Cannabis, cannabis medica ed emicrania

La cannabis ha una storia radicata sia per uso medico che ricreativo. La cannabis è stata utilizzata fin dall’antichità per gestire varie condizioni, tra cui dolore acuto, ansia, dolore da cancro, dolore cronico, depressione, mal di testa ed emicrania. Principi attivi THC e CBD sono i componenti principali di diverse formulazioni di cannabis medica. Sia il CBD che il THC stimolano i recettori dei cannabinoidi (CB) in tutto il corpo umano che costituiscono il sistema endocannabinoide. Nell’emicrania, la teoria attuale suggerisce che il sistema CB mitiga l’emicrania attraverso diversi percorsi (glutamiato, oppiacei, serotonina e citochine) sia a livello centrale che periferico. L’anandamide (AEA), un cannabinoide endogeno, potenzia il 5-HT1A e inibisce i recettori 5-HT2A supportando l’efficacia terapeutica nel trattamento e nella prevenzione dell’emicrania acuta. È attiva nel grigio periacqueduttale, una regione del cervello che scatena l’emicrania.

Inoltre, i cannabinoidi possono avere un effetto profilattico specifico nell’emicrania grazie alla loro capacità di inibire il rilascio di serotonina piastrinica e l’effetto vasocostrittore periferico. Le società mediche hanno persino incorporato l’uso di cannabis nella gestione medica. Il dolore cronico è spesso un motivo comune per cui un paziente si registra presso un registro statale della cannabis medica. Usi riconosciuti della cannabis medica includono la sclerosi multipla, le convulsioni, l’emicrania, la gestione dei sintomi dell’Alzheimer e la sclerosi laterale amiotrofica. La ricerca medica per l’uso di cannabis medica è scarsa, data la mancanza di studi di controllo randomizzati. La letteratura attuale è limitata a serie di casi o casi singoli, applicazioni di sondaggi sui telefoni cellulari e analisi retrospettive. Inoltre, pochi studi hanno documentato un reale miglioramento dei sintomi dell’emicrania con l’uso di cannabis medica.

Prove scientifiche e dosaggi efficaci

Piper et al., nel 2017 hanno condotto un sondaggio online per valutare gli effetti dell’uso di cannabis medica sostituendo gli oppioidi o altri farmaci psicoattivi e hanno valutato la comunicazione sull’uso dei pazienti con il proprio medico. Questa indagine ha incluso il 52,9% di pazienti di sesso femminile e il 47,1% di sesso maschile. I risultati mostrano che il 76,7% ha riportato una graduale diminuzione del consumo di oppiacei. Circa due terzi dei pazienti hanno avuto meno ansia, ed hanno usato meno i farmaci per l’emicrania, antidepressivi e alcolici dopo l’uso di cannabis medica. Nel 2018, Baron et al. ha fatto una revisione della letteratura sull’uso dei cannabinoidi per trattare l’emicrania, il dolore facciale, il dolore cronico e i loro benefici medicinali. Lo studio mostra il vantaggio della marijuana medica nel migliorare la nausea e il vomito associati all’emicrania.

Leroux et al. ha condotto un’indagine e ha dimostrato che la prevalenza del consumo di cannabis è maggiore nei pazienti con cefalea a grappolo rispetto alla popolazione generale. È stato scoperto che la cannabis medica ha effetti imprevedibili nella metà di tutti i pazienti con cefalea a grappolo, un effetto modesto in 1/4 di tutti i pazienti ed elimina un attacco in 1/8 dei pazienti. A causa delle risposte variabili della cannabis, il sondaggio ha concluso che la cannabis non dovrebbe essere utilizzata come opzione terapeutica per la gestione degli attacchi di cefalea a grappolo. Nonostante i risultati contrastanti sull’efficacia della cannabis medica sia sul mal di testa che sull’emicrania, c’è un consenso per l’indicazione della terapia con marijuana medica quando il trattamento di prima e seconda linea fallisce.

Gli attuali riferimenti etnobotanici e aneddotici menzionano l’efficacia della cannabis. Gli studi biochimici del THC e dell’anandamide hanno fornito una base scientifica per il trattamento sia sintomatico che profilattico dell’emicrania. Dronabinol e nabilone, cannabinoidi sintetici, hanno dimostrato di agire al posto della terapia di prima linea per la cefalea a grappolo e possono controllare efficacemente il dolore. Sebbene la cannabis medica esista in diverse forme, esiste una variabilità nel dosaggio ideale per l’uso di cannabis medica. Ogborne et al., nel 2000 hanno intervistato 50 consumatori di cannabis medica reclutati tramite annunci su giornali e bacheche di lavoro. I partecipanti usavano cannabis medica per vari motivi come HIV, crampi, depressione, dolore ed emicrania. Quasi tutti i partecipanti hanno fumato cannabis circa due o tre volte al giorno.

Sexton et al., nel 2016, hanno condotto un sondaggio online che cercava di raccogliere dati epidemiologici per avviare una discussione sulle raccomandazioni medico-legali, segnalare i risultati dei pazienti e informare la pratica medica dei consumatori di cannabis medica. Molti medici (59,8%) hanno usato la cannabis come trattamento alternativo per i loro pazienti, riducendo i sintomi dell’86%. Questo studio ha incluso anche il percorso e il dosaggio dell’uso di marijuana medica, dove l’84,1% dei partecipanti ha avuto l’inalazione come via più comune e il 60,8% dei partecipanti ha riportato da uno a cinque colpi per sessione. Per quanto riguarda le dosi, il 12,3% degli intervistati ha usato meno di 1 g/settimanale, il 20,3% ha riferito l’uso di 1-2g, il 31,8% ha riferito 3-5 g, il 26,1% ha riferito 7 g/settimana, il 6 % ben 28 g/settimana ed il 3,4% più di 28 g/settimana.

Baron et al., nel 2018, nella loro indagine elettronica sull’uso della cannabis medica in pazienti con cefalea, hanno mostrato un modello di consumo di cannabis, tra cui frequenza, quantità e varietà botaniche. Nello studio, i pazienti sono stati trattati con il 19% di THC o THC + 9% di CBD. È stato riscontrato che una dose di 200 mg riduceva efficacemente l’intensità del dolore emicranico del 55% dei casi. 

Conclusioni attuali

I dati più validi hanno dimostrato che l’autosomministrazione di marjuana è stata efficace nel diminuire l’assunzione giornaliera di analgesici, la dipendenza e il livello di intensità del dolore. Alcuni pazienti hanno sperimentato un miglioramento prolungato e persistente della loro salute e del loro benessere (sia fisico che mentale), dopo l’uso a lungo termine della cannabis medicinale. Nel complesso, i pazienti hanno riportato più effetti positivi piuttosto che effetti negativi con l’uso di cannabis medica. Si è riscontrato che alcuni fornitori di servizi medici esitano a raccomandare la cannabis medica, a causa della mancanza di prove attuali, formazione professionale medica e mancanza di linee guida uniformi internazionali. Non per ultimo, i benefici terapeutici della cannabis dovrebbero essere studiati ampiamente con studi di ricerca intensivi supervisionati e controllati dalle autorità per la sicurezza e l’efficacia della qualità.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

Poudel S et al. Cureus 2021; 13(8):e17407.

Aviram J et al. Brain Sciences 2020; 10:360.

Baron EP. Headache. 2018; 58:1139-1186.

Greco R et al. Front Neurosci. 2018; 12:172.

Gupta S et al. Curr Psychiatry 2018; 17:34.

Rhyne DN et al. Pharmacother 2016; 36:505.

Leroux E et al. Cephalalgia 2013; 33:208-13.

Pini LA et al. J Headache Pain 2012, 13:677.

Robbins MS et al. Headache 2009; 49:914.

Ogborne A et al. J Psych Drugs 2000; 32:435.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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