HomeMALATTIETUMORIAntipsicotici e cancro mammario: da quelli che predispongono a quelli che lo...

Antipsicotici e cancro mammario: da quelli che predispongono a quelli che lo combattono

Gli antipsicotici sono prescritti per una vasta gamma di condizioni, tra cui depressione, disturbo bipolare, schizofrenia, demenza e disturbi dello spettro autistico. I ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis hanno scoperto che molti farmaci antipsicotici comunemente prescritti sono associati a un aumento significativo del rischio di cancro al seno. Il nuovo studio ha esaminato come i farmaci influenzano i livelli di un ormone chiamato prolattina. Livelli aumentati di prolattina sono stati associati al cancro al seno. Tracciando i farmaci forniti a oltre mezzo milione di donne americane, i ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis hanno scoperto che molti farmaci antipsicotici più vecchi comunemente prescritti, e alcuni più recenti, sono associati a un aumento significativo del rischio di cancro al seno. Mentre studi precedenti hanno scoperto collegamenti tra l’uso di farmaci antipsicotici e il rischio di cancro al seno, questo è il primo studio a confrontare i nuovi antipsicotici con i farmaci più vecchi e ad esaminare come i farmaci influenzano i livelli di un ormone chiamato prolattina. Livelli aumentati di prolattina sono stati associati al cancro al seno.

La prolattina è un importante ormone coinvolto nella pubertà, nella gravidanza e nell’allattamento. Tuttavia, molti antipsicotici elevano i livelli di prolattina e possono produrre effetti collaterali come irregolarità del ciclo mestruale, produzione anormale di latte materno e crescita anormale del tessuto mammario. I ricercatori hanno classificato i farmaci antipsicotici in tre categorie, in base ai loro effetti accertati sulla prolattina. La categoria 1 includeva farmaci associati ad alti livelli di prolattina, come aloperidolo, paliperidone e risperidone. I farmaci di categoria 2, che avevano effetti di fascia media sulla prolattina, includevano i farmaci iloperidone, lurasidone e olanzapina. La categoria 3 includeva farmaci con un effetto minore sui livelli di prolattina, come aripiprazolo, asenapina, brexpiprazolo, cariprazina, clozapina, quetiapina e ziprasidone. I ricercatori hanno confrontato gli effetti di tutte e tre le categorie di farmaci con farmaci anticonvulsivanti e litio, che spesso vengono prescritti anche per il trattamento di disturbi psichiatrici. Rispetto a quei farmaci, il rischio relativo di cancro al seno era del 62% più alto per le donne che assumevano farmaci di categoria 1 e del 54% più alto per quelle che assumevano farmaci di categoria 2.

Gli antipsicotici di categoria 3, al contrario, non sono stati associati ad alcun aumento del rischio di cancro al seno. Alcuni farmaci sono noti per aumentare la prolattina e le donne che assumevano quei farmaci avevano maggiori probabilità di avere il cancro al seno. Ma i ricercatori non hanno rilevato alcun aumento del rischio nelle donne che assumono antipsicotici che non aumentano i livelli di prolattina. Nei modelli murini, la prolattina può contribuire a un indebolimento dei sistemi cellulari che impediscono alle lesioni precancerose di trasformarsi in cancro al seno. Nelle persone, i livelli di prolattina tendono ad essere più bassi nelle donne che hanno avuto più figli in giovane età rispetto alle donne che hanno meno figli o che aspettano di essere più grandi per farlo. In questo studio, utilizzando i dati raccolti dal 2012 al 2016, il team di ricerca ha condotto uno studio retrospettivo e osservazionale sul rischio di cancro al seno nelle donne di età compresa tra 18 e 64 anni che assumevano antipsicotici. I dati provengono dai database IBM MarketScan e Multi-State Medicaid, che contengono informazioni mediche anonime su oltre 170 milioni di persone.

Delle 540.737 donne nel database che assumevano antipsicotici, solo 914 sono state identificate come affette da cancro al seno. Ma un numero significativo di quelle donne stava assumendo farmaci noti per aumentare la prolattina. Negli ultimi anni, queste categorie di farmaci sono state approvate anche per il trattamento di altre condizioni, tra cui la depressione e il disturbo bipolare. Poiché questi agenti ad alto contenuto di prolattina vengono utilizzati più ampiamente, il numero a rischio potrebbe aumentare. In un altro studio recente, gli scienziati hanno analizzato campioni di sangue di donne che hanno assunto il farmaco antipsicotico aripiprazolo (Abilify) come trattamento aggiuntivo per la depressione. Hanno scoperto che i loro livelli di prolattina non sono aumentati e che alcune donne che hanno iniziato lo studio con livelli elevati di prolattina hanno sperimentato diminuzioni dei livelli di prolattina dopo 12 settimane di trattamento. Questi risultati, combinati con prove precliniche degli effetti antitumorali di alcuni antipsicotici, hanno ispirato Rahman e i suoi colleghi a proporre di riproporre alcuni farmaci antipsicotici nella lotta contro il cancro al seno.

Nel 2020, un team di scienziati dell’Università di Beirut ha esaminato 97 farmaci di diverse classi chimiche, e tra questi proprio l’aripiprazolo è risultato essere sufficientemente attivo contro la linea cellulare del cancro al seno MCF-7. L’aripiprazolo ha mostrato una citotossicità per le cellule MCF-7 paragonabile al farmaco antitumorale standard doxorubicina. L’aripiprazolo ha inibito significativamente la progressione del ciclo cellulare nella fase sub G0/G1 e ha aumentato l’apoptosi delle cellule del cancro al seno. Il farmaco è stato anche in grado di aumentare significativamente la condensazione nucleare e modulato l’espressione di alcuni geni coinvolti nel cancro al seno, come c-Myc, Bak, Bcl-2, Bcl2L1 e Bcl-10. Il principale vantaggio del riutilizzo dei farmaci è che i profili farmacocinetici, farmacodinamici e di tossicità dei farmaci sono ben documentati. Tra le ricerche più recenti su questo argomento hanno dimostrato che gli antipsicotici come la flufenazina, la fluoxetina e la benztropina hanno una maggiore attività antitumorale se usati da soli rispetto all’uso in combinazione, rendendoli candidati ideali per il riutilizzo di farmaci nel cancro del colon-retto.

Per quanto riguarda le cellule MCF-7, la sertralina era da sola il candidato più promettente per il riutilizzo di farmaci, con il valore di dose semi-inibitoria (IC50) più basso. Per le cellule HT-29, i farmaci del SNC sertralina e tioridazina in combinazione simultanea con 5-FU hanno dimostrato il più forte sinergismo tra tutte le combinazioni. Nelle cellule di carcinoma mammario MCF-7, la combinazione di fluoxetina, flufenazina e benztropina con PTX ha determinato sinergismo per tutte le concentrazioni inferiori alla IC50. Nel 2019 un gruppo di ricercatori della North Carolina University hanno provato che l’antipsicotico chiamato tioridazina è risultato selettivo nel colpire l’autorinnovamento delle cellule tumorali di carcinoma mammari basali. L’effetto era squisitamente dipendete da recettori per la dopamina. Infatti, queste cellule esprimono il recettore dopaminergico D2R e se stimolate con un suo agonista come il quinpirolo, proliferano più velocemente. La tioridazina, invece, che è un antagonista D2 ha ridotto la proliferazione delle cellule tumorali ma, cosa più importante, ne ha impedito l’autorinnovamento analogo a quello operato dalle cellule staminali.

L’interesse maggiore per questi farmaci però è rivolto ai tumori triplo-negativi (TNBC), che sono i più aggressivi, metastatizzanti e col tasso più alto di recidiva. Sono stati indagati gli effetti di flufenazina, trifluperazina, sertindolo, penfluridolo e clozapina nelle cellule tumorali sia regolari che triplo-negative e questi farmaci agiscono sia direttamente che in sinergismo con i farmaci chemioterapici convenzionali. C’è molto interesse a trovare molecole maneggevoli ed efficaci per trattare queste tipologie aggressive di cancro. Secondo un filone di pensiero di svariati gruppi di ricerca, il modo più sicuro per ottenere questo è cercare fra i farmaci già approvati ed in uso da decenni, come lo sono appunto la maggior parte degli psicofarmaci. Unite al fatto che le prime prove sugli effetti degli antipsicotici ed antidepressivi più vecchi sui tumori risalgono quasi a 40 anni fa, le speranze di trovare una molecola effettiva, sicura e maneggevole fra quelle già in uso clinico per molti ricercatori sono più che incentivate. È opinione condivisa, tuttavia, che la migliore riuscita dell’effetto antitumorale di qualche antipsicotico si ottenga tramite combinazione farmacologica.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Rahman T et al. J Clin Psychopharmacol. 2021 Dec 3.

Duarte D et al. Int J Mol Sci 2021 Jul 10; 22(14):7408.

Badran A et al. PLoS One. 2020 Aug; 15(8):e0235676.

Tegowski M, Fan C et al. Sci Rep. 2019; 9(1):18695.

Xu F, Xia Y et al. Amer J Cancer Res. 2019; 9(3):459.

Zhang W, Zhang C et al. Sci Rep. 2018 Oct; 8(1):15753.

Ranjan A et al. Cancer Res. 2016 Feb; 76(4):877-90.

De Hert M et al. Psychiatr Danub. 2016; 28(3):243-54.

The following two tabs change content below.

Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
- Advertisment -

ARTICOLI PIU' LETTI