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Gli integratori per la salute della pelle: ci sono prove che funzionano veramente?

La nostra pelle gioca più ruoli. Ad esempio, aiuta a mantenere le nostre viscere all’interno e blocca il percorso degli agenti patogeni. Ci aiuta anche a stare al caldo quando fa freddo e a rinfrescarci quando fa caldo. È importante sottolineare che la pelle fornisce una casa per i neuroni sensoriali, che ci permettono di percepire il mondo che ci circonda. Nonostante l’ampia gamma di funzioni fisiologiche che questo organo svolge, è probabilmente più famoso per essere l’organo più grande del corpo, anche se alcuni scienziati non sono d’accordo. La pelle è anche il nostro organo più visibile. E poiché è così visibile, la pelle è diventata anche l’organo bersaglio di una vasta gamma di prodotti, molti dei quali promettono una pelle più chiara, più sana e più giovane. Molti dermatologi e nutrizionisti sono interessati a comprendere la connessione tra dieta, nutrizione e salute dermatologica. Quando di prende in considerazione la cosmetica, questa asserisce che il trattamento della pelle con prodotti specifici può conservare a lungo il suo benessere attraverso l’implementazione dello stato di idratazione e quindi elasticità e luminosità.

Oggi si sono aggiunti assieme ai tradizionali collagene ed acido ialuronico, anche molecole nutritive selettive per la pelle come il retinolo, la vitamina C ed il coenzima Q10, per citare quelli più pubblicizzati dai media. Esse vengono aggiunte per il loro effetto contrastante lo stress ossidativo (sotto la dizione radicali liberi), che è noto contribuire attivamente all’invecchiamento della pelle. Una nuova ricerca valuta la letteratura di ricerca esistente. Una revisione che include 150 studi ha scoperto che pochi rigorosi studi randomizzati controllati hanno esaminato questi potenziali collegamenti. Lo studio è opera dell’autore principale Dr. Kabir Sardana, del ricercatore senior Dr. Soumya Sachdeva e del Dr. Ram Manohar ed è stato pubblicato nella rivista specialistica Journal of Cosmetic Dermatology. La revisione riporta che gran parte delle prove a sostegno di tali relazioni si basano semplicemente su associazioni o studi di laboratorio piuttosto che su studi randomizzati controllati, che sono il gold standard per la ricerca medica.

Gli autori concludono che, nonostante i diversi livelli di associazione, dieta e nutrizione (con limitate eccezioni) non modificano lo stato della pelle. Essi ritengono che mentre è plausibile che certi integratori alimentari possono aiutare, non possono trascendere le impostazioni di ricerca per scenari clinici di vita reale. A parte il ruolo del glutine nella celiachia, pochissimi fattori dietetici sono stati irrevocabilmente collegati alla malattia in dermatologia. Ci sono stati studi interessanti che hanno esaminato il ruolo della dieta e/o degli integratori specifici nell’acne, nella dermatite atopica, nella psoriasi, nella vitiligine, nella fotoprotezione e come agenti anti-invecchiamento. I ricercatori hanno trovato diversi livelli di evidenza per associazioni significative di: 1) una dieta a basso indice glicemico con l’acne; 2) olio di pesce e perdita di peso con psoriasi; 3) oli di pesce e probiotici con dermatite atopica; 4) vitamine ed estratti botanici con vitiligine; 5) una dieta a basso contenuto di istamina può essere utile per l’orticaria episodica e che il cibo caldo e piccante può scatenare la rosacea.

E mentre ogni studio potrebbe non soddisfare i criteri di progettazione dello studio più rigorosi, le informazioni raccolte da questi studi possono comunque essere utili per i dermatologi. Per quanto riguarda la mancanza di studi randomizzati controllati, gli scienziati aggiungono che è importante ricordare che la maggior parte dei grandi studi randomizzati controllati con placebo sono finanziati da produttori o aziende farmaceutiche che commercializzano i prodotti testati. Nel caso di alimenti o integratori, questi trattamenti non devono passare attraverso il processo di approvazione della FDA. Pertanto, le aziende sono poco incentivate a intraprendere studi rigorosi e costosi. Come ha affermato il Dr. Rajani Katta, dietologo e dermatologo: “Abbiamo una mancanza di dati sulla sicurezza sugli integratori in generale perché i produttori non devono assolutamente indagare sulla sicurezza prima di immettere un integratore sul mercato. La mancanza di confronto delle modifiche nutrizionali o dietetiche con gli agenti convalidati convenzionali, rende i dati difficili da tradurre nella gestione del paziente nel mondo reale”.

Mentre l’effetto della dieta in queste condizioni è soltanto di “complemento” al meglio, al contrario ci sono più dati confortanti su altre condizioni. Per esempio, l’uso di prebiotici e probiotici nel trattamento della dermatite atopica – sebbene si dispone di una serie di studi randomizzati controllati, tradurre i risultati di questi studi in cure effettive al paziente è stato difficile perché gli studi hanno utilizzato dosi, tipi e durata di trattamento integrativo. L’uso di integratori di zinco per il trattamento dell’acne potrebbe essere un’altra associazione che vale la pena approfondire. Alcuni studi preliminari hanno mostrato benefici, ma ancora una volta, con così tante forme, dosi e durate diverse, è difficile tradurre gli studi in raccomandazioni pratiche per il trattamento. I ricercatori hanno infatti avvertito: “In effetti, ci sono varie combinazioni non approvate, che sono autorizzate come integratori alimentari, rendendo difficile la loro composizione e logica nei disturbi della pelle. Un punto importante di questa nostra revisione è che si concentra sui rapporti pubblicati di efficacia, non su questioni di sicurezza. Questa è una considerazione importante poiché ci sono costanti segnalazioni di potenziali problemi di sicurezza con integratori da banco”.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

Sardana K, Sachdeva S. J Cosmet Dermatol. 2022 Jan; 21(1):85-98.

Puebla-Barragan S, Reid G. Molecules. 2021 Feb 26; 26(5):1249.

Sardana K et al. Indian Dermatol Online J. 2020 Sep; 11(5):693-700.

Burns EK et al. Dermatol Pract Concept. 2020 Oct; 10(4):e2020089.

Dott. Gianfrancesco Cormaci
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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