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Diventare allergici da adulti: come fa l’obesità a condizionare il processo?

L’obesità infantile può aumentare il rischio futuro di sviluppare allergie, non solo in età adulta bensì anche in età pediatrica. Uno studio di qualche anno fa, pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, ha mostrato che i bambini che pesano di più a qualsiasi età gestazionale hanno un rischio maggiore di sviluppare successivamente allergie alimentari o eczema durante l’infanzia. Tuttavia, non vi è stato alcun aumento del rischio di febbre da fieno. La ricerca ha rilevato che il rischio di allergia alimentare è aumentato del 44% e di eczema del 17% per ogni chilogrammo di peso aggiunto. D’altra parte, la crescita limitata nell’utero sembra essere protettiva. I ricercatori hanno esaminato quasi 21000 persone con eczema e 70.000 con allergie alimentari di vario tipo, nonché 100.000 persone con febbre da fieno, prelevando dati da oltre 15.000 studi, condotti principalmente in Europa. Tuttavia, tali allergie, così come l’asma e l’anafilassi, si trovano nel 30% e nel 40% della popolazione mondiale. Hanno esaminato se il peso del bambino alla nascita era collegato al rischio di future allergie infantili.

Hanno trovato un aumento significativo del rischio, che non è stato riscontrato con i bambini che erano anormalmente piccoli alla nascita per la loro età gestazionale. Tali bambini sembravano quindi avere un sistema immunitario innescato per resistere alle risposte allergiche, ma una grave restrizione della crescita è associata a un rischio maggiore di altre malattie più avanti nella vita, alcune congenite e altre acquisite. Vari meccanismi che possono operare per aumentare il rischio di asma nei bambini includono il peggioramento della funzione polmonare a causa della ridotta velocità del flusso d’aria con espirazione, nonché una maggiore tendenza delle piccole vie respiratorie polmonari a chiudersi quando la pressione al loro interno diminuisce durante scadenza. L’azione dei muscoli respiratori è anche più debole in questi bambini. L’obesità aumenta anche lo stato infiammatorio generalizzato e può rilasciare molecole che causano infiammazione delle vie aeree. Le cellule adipose possono anche causare l’attivazione dei mastociti che è direttamente collegata allo spasmo della muscolatura liscia delle vie aeree.

Si sa bene che il tessuto grasso può rilasciare sostanze infiammatorie simili a citochine chiamate adipochine. Inoltre non bisogna dimenticare il ruolo ormai dimostrato che la flora batterica intestinale (microbiota) sembra giocare nel rimodellare le vie aeree per nascita tramite parto cesareo; e dopo la nascita tramite uso di antibiotici e allattamento tramite formula, anziché al seno. E se si diventa allergici da adulti è stata colpa dell’obesità infantile oppure l’aver accumulato peso nel tempo ed essere diventati sovrappeso od obesi da adulti? L’accumulo di tessuto adiposo bianco, il più comune, specie quello in sede viscerale può rilasciare come detto sostanze di tipo infiammatorio. Se queste trovano il terreno “biologico” o “genetico” fertile, ovvero con tutti i parametri cellulari e biochimici ottimali, è possibile che già nell’infanzia il bambino possa sviluppare fenomeni dermatitici, o asmatici od allergici di altro tipo. La componente genetica è stato visto che può contribuire, ma non in senso strettamente familiare: spesso i responsabili sono i polimorfismi, lievissimi cambiamenti del codice genetico che modificano la reattività della proteina codificata.

Ma se un individuo che non ha avuto manifestazioni allergiche in età infantile o pediatrica, ma è stato obeso sin da piccolo, sviluppa una allergia da adulto, a cosa la si deve attribuire? E’ possibile speculare due ipotesi. Nel primo caso, il bambino diventa sovrappeso e poi obeso ma non ha una combinazione di fattori genetici e biologici ottimali perché la sindrome allergica faccia presa. C’è da considerare, infatti, come detto prima anche fattori come l’allattamento al seno e fattori materni (es. fumo di sigaretta). Nel secondo caso, è possibile che lo stile di vita del bambino diventato adulto sia stato condizionato nel tempo negativamente da fattori alimentari, comportamentali ed anche personali. La scienza oggigiorno è concorde a dare grossa parte di responsabilità al microbiota intestinale. La flora batterica intestinale è sensibile alla dieta, al tabagismo, all’uso di alcolici, di farmaci ed anche ad atteggiamenti caratteriali più o meno dovuti a stress esterni. Per tale ragione è stato detto prima che anche i fattori personali possono contribuire a spianare il terreno alla comparsa di manifestazioni allergiche, se ovviamente il terreno biologico è d’accordo.

Dunque la comparsa di manifestazioni allergiche di qualunque sorta in età adulta in presenza di obesità è il risultato probabile di uno stile di vista scadente, specie alimentare. In un contesto in cui il terreno biologico e genetico lo permette, in aggiunta, lo stato infiammatorio causato dalla disbiosi intestinale e dal contributo del tessuto adiposo, potrebbe “sfogarsi” sul lato immunitario dell’individuo. A secondo della predisposizione di quest’ultimo, infine, la reazione immunologica si manifesterà sulla pelle sottoforma di dermatite, sulle vie respiratorie superiori sottoforma di febbre da fieno o su quelle inferiori come asma, e così via. Ragione in più per mantenere un’alimentazione varia ed equilibrata, ricca di prodotti naturali, che faccia evitare di raggiungere stati di peso patologico.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

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Juonala M et al. Int J Obes (Lond). 2020 Jan; 44(1):82-93.

Wooldridge AL et al. J Physiol. 2019; 597(16):4251-4262.

Lycett K, et al. J Paediatr Child Health 2018; 54(6):677-84.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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