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Steroidi per la distrofia muscolare? Si, una volta alla settimana fanno anche bene

I glucocorticoidi sono ormoni dello stress presenti in natura che raggiungono il picco al mattino presto, appena prima del risveglio. Per poter esercitare i loro effetti biologici, i glucocorticoidi si legano ai loro recettori cellulari per regolare l’espressione genica delle proteine ​​antinfiammatorie. Tuttavia, se usati cronicamente, i glucocorticoidi possono causare effetti avversi come resistenza all’insulina e atrofia muscolare. Ecco perché molti, indipendentemente dallo stato di salute, temono di assumere cortisonici quando sono costretti ad esempio per infiammazioni acute, gestire l’asma o attacchi di sciatica. Effettivamente, le dosi cliniche impiegate possono, nel tempo, condurre a diabete secondario, sovrappeso, osteoporosi ed anche perdita di massa muscolare. Ai pazienti con distrofia muscolare di Duchenne vengono spesso prescritti glucocorticoidi per migliorare la forza muscolare. Secondo uno studio della Northwestern, tuttavia, i glucocorticoidi possono migliorare le prestazioni muscolari nei topi attraverso meccanismi molecolari distinti e specifici del sesso.

È sempre stato un paradosso che gli steroidi siano usati nella distrofia muscolare di Duchenne, poiché in alcuni contesti medici i pazienti sviluppano debolezza muscolare dopo aver assunto questi steroidi. Quando somministrati a brevi dosi, alcuni studi hanno dimostrato un miglioramento delle prestazioni muscolari dopo l’assunzione di brevi impulsi di steroidi glucocorticoidi, ma i meccanismi molecolari alla base di ciò sono rimasti poco studiati. In uno studio precedente pubblicato dallo stesso team, è stato scoperto che la somministrazione del cortisonico prednisone solo una volta alla settimana nei topi, ha migliorato il recupero muscolare dopo l’infortunio e ha riparato i muscoli danneggiati dalla distrofia muscolare senza effetti collaterali negativi. Steroidi come il prednisone possono aumentare i fattori di “atrofia” (atrogeni), proteine ​​che mediano il deperimento muscolare. Quello che gli scienziati hanno scoperto è che una volta alla settimana il prednisone non provocava l’aumento degli atrogeni, quindi potevano ottenere il beneficio senza l’atrofia.

Il tessuto muscolare è sessualmente dimorfico negli esseri umani e poco si sa su come i muscoli nei maschi rispetto alle femmine rispondono agli steroidi glucocorticoidi. Nel presente studio, i ricercatori hanno studiato le prestazioni muscolari in topi maschi e femmine a cui è stato somministrato prednisone una volta alla settimana per un mese. Hanno scoperto che le prestazioni complessive sono migliorate sia nei topi maschi che in quelli femmina, ma i geni che hanno cambiato l’espressione nel muscolo hanno dimostrato risposte distinte nei muscoli maschili rispetto a quelli femminili. In particolare, le miofibre di topi maschi hanno mostrato una maggiore espressione di geni nel percorso IGF1/PI3K, che promuove la crescita muscolare, e geni importanti per la manipolazione del calcio che alteravano la contrazione e la funzione muscolare. Al contrario, le miofibre di topi femmine hanno espresso geni per aumentare l’ossidazione dei grassi. I topi femmine trattati con prednisone hanno anche dimostrato una maggiore resistenza rispetto ai topi di controllo.

I ricercatori hanno associato questo fenomeno ad un aumento osservato dei geni del metabolismo dei grassi. Sia i maschi che le femmine hanno un aumento di cofattori energetici come ATP e NAD+, che mediano il miglioramento della funzione muscolare, ma ci arrivano attraverso percorsi diversi. I risultati suggeriscono che il trattamento settimanale con glucocorticoidi è benefico per migliorare la salute e le prestazioni muscolari e si ottiene stimolando percorsi molecolari distinti e specifici del sesso. Gli scienziati hanno scoperto che somministrare ai topi glucocorticoidi una volta alla settimana alla stessa ora al mattino migliorava le prestazioni muscolari, ma che il processo dipendeva dal ritmo circadiano, ovvero l’orologio biologico delle 24 ore. Quando i topi sono stati iniettati col prednisone di notte, non hanno dimostrato lo stesso beneficio. Rispetto all’uomo, infatti, i topi hanno un modello circadiano invertito ovvero si muovono di note e riposano durante il giorno.

I glucocorticoidi sono potenti agenti per regolare l’infiammazione, il metabolismo e la fisiologia muscolare. Pertanto, una comprensione più approfondita dei meccanismi d’azione dipendenti dal sesso biologico, sarà fondamentale da rivedere ed espandere per ottimizzare il loro uso nella distrofia muscolare e possibilmente in altre condizioni neuromuscolari.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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