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Dolori e fastidi inspiegati: una indagine veloce sulle errate abitudini alimentari che li causano

Senza dubbio oggi la sicurezza alimentare è maggiore rispetto al passato grazie alla maggiore consapevolezza dei consumatori. Purtroppo, però, spesso la qualità degli alimenti non va di pari passo né con le possibilità economiche del consumatore, né con le sue conoscenze. Una buona dose di cattiva informazione sulle verità alimentari è imputabile a fonti su internet. Spesso, per esempio, lo spirito critico del consumatore è risvegliato occasionalmente da notizie mediatica sulle contaminazioni del pesce con metalli pesanti, dei formaggi con qualche batterio e del ritrovamento di pesticidi in lotti di verdura o di carne da fonti conosciute ritenute sicure e controllate. L’idea che il consumatore si fa nel complesso, non è certamente incoraggiante e si basa sulla diffidenza. L’agricoltura e l’industria, tuttavia non possono fare a meno dell’uso dei pesticidi per impedire che i parassiti possano distruggere o rovinare interi raccolti. Ma il problema non risiede soltanto in quello che può finire negli alimenti a monte: la scelta degli alimenti, del loro grado di qualità e come verrano cucinati è basale nel determinare il nostro stato di salute.

La frittura degli alimenti, per esempio, sviluppa numerose sostanze tossiche, in relazione al tipo di olio utilizzato ed alla temperatura di cottura. Grigliare le carni e consumarle costantemente espone le nostre cellule a composti aromatici azotati e non che sono espressamente dichiarati cancerogeni dalle autorità competenti in materia. Senza contare che è ormai provato da diversi anni che consumare gli stessi alimenti cotti o crudi, ha profonde ripercussioni sulla composizione della nostra flora batterica intestinale (microbiota). Ci sono dati che indicano come consumare frutta cruda o cotta, verdura cruda o cotta, per fare l’esempio pratico, fa cambiare la composizione batterica intestinale spostando la bilancia verso certe specie piuttosto che altre. La combinazione tra sostanze tossiche, additivi chimici ed alimenti di scarsa qualità porta inevitabilmente ad una intossicazione dell’organismo. Diventa sempre più frequente osservare dermatiti inspiegabili, aumento di peso corporeo, stanchezza nonostante un soddisfacente riposo notturno, mal di testa e problemi digestivi.

Altri lamentano dolori articolari migranti, fitte passeggere che non possono essere ricondotte ad artrite considerata la giovane età. Altrettanto frequente è sentire persone dichiarare di attenersi ad una dieta bilanciata, senza alcun tipo di eccesso ma che nelle loro ultime analisi del sangue hanno trovato rialzo di colesterolo e/o trigliceridi. Questo dipende molto dagli effetti sia della qualità alimentare che dalla quantità sul microbiota intestinale. Le ultime scoperte scientifiche al riguardo sono state chiare: non è solo il metabolismo degli organi a controllare il destino di carboidrati e grassi introdotti col cibo. Il consumo regolare di frutta e verdura e dell’attività fisica periodica, invece, aiutano non solo a ridurre l’assorbimento delle sostanze contaminanti ma a tenere l’intestino in salute perché possa operare in modo efficiente. In poche parole, se il microbiota intestinale viene tenuto bilanciato è difficile che colesterolo e trigliceridi possano alzarsi e causare problemi di salute. Ci sono poi accorgimenti che si possono adottare a tavola, una vota sapendo che tipologia di pietanza si consumerà ai pasti.

Se il pasto sarà misto di carboidrati e proteine, ci saranno sicuramente difficoltà digestive: infatti, mentre i carboidrati vogliono un ambiente digestivo alcalino, la carne lo vuole nettamente acido. Questo può portare alla incompleta digestione di entrambi. Anche la combinazione grassi e proteine non è tra le migliori: a differenza delle proteine digerite in ambiente acido, i grassi devono essere prima emulsionati dalla bile per poter subire la digestione e possono rallentare la digestione delle proteine. Meno proteine vengono completamente digerite, maggiore è la permanenza intestinale di loro frammenti ed il loro maggiore utilizzo da parte dei batteri intestinali, con comparsa di una digestione di tipo putrefattivo. È la produzione di ammine biogene derivate dagli aminoacidi digeriti dai batteri (triptamina, tiramina, agmatina, ecc.) che spesso è responsabile di mal di testa, lentezza digestiva, palpitazioni post-prandiali e così via. Non a caso, alcune di esse possono scatenare emicrania negli individui sensibili. Se la flora intestinale si abitua di continuo a ricevere un tipo di alimentazione con principi nutritivi assunti a caso o a piacimento, tutto si rispecchierà sulla nostra salute.

Questo a sua volta, fa comparire disturbi di cui prima non si soffriva, tra cui molte intolleranze alimentari etichettate comunemente come “comparse da adulti”. Esse derivano generalmente per anomala digestione delle proteine derivate dai latticini o dal glutine, ovvero dal pane e prodotti da forno. Le proteine del frumento hanno già di loro una digeribilità incompleta per la loro stessa natura chimica. È dimostrato da tempo che frammenti proteici del glutine resistenti agli enzimi digestivi si ritrovano nel lume intestinale e poi nel circolo sanguigno. Il mantenimento delle cattive abitudini alimentari ed anche voluttuarie, come fumo di sigaretta ed alcolici fuori pasto, induce infiammazione intestinale o colite cronica che lo rende permeabile. Ciò favorisce il passaggio nel sangue di frammenti alimentari che dovrebbero rimanere invece a completare la digestione. Una volta nel sangue, questi frammenti possono innescare infiammazione a livello di vari distretti corporei, perché vengono riconosciuti come veri e propri corpi estranei contro i quali anche il sistema immunitario può allertarsi.

Quest’ultimo elabora le famose “citochine” e partono così i processi infiammatori. Se l’infiammazione avviene nelle cartilagini, ecco comparire quei fastidiosi dolori migranti citati prima. Se avviene nel fegato e nel pancreas, possono comparire insulino-resistenza e glicemia alta, che portano al continuo senso di fame e all’aumento inspiegato di peso. Certi frammenti proteici interferiscono con i recettori di neuropeptidi ormonali; possono così comparire lentezza digestiva, disturbi del sonno, problemi di concentrazione, mal di testa e fatica senza apparente causa. La prassi è che si ricorra a rimedi veloci per sbarazzarsene ma i risultati sono sempre temporanei: una tisana può risolvere una cattiva digestione, ma non potrà mai agire da preventivo. Questo per l’errata abitudine a trattare il sintomo, ignorando di identificare il problema alimentare di fondo. L’uso di un presidio farmaceutico serve a donare sollievo e la risoluzione del disturbo rimanda solamente il problema. Quindi, è soltanto la modifica degli stili alimentari che può mettere l’intestino e i suoi “coinquilini” nella posizione di rimanere bilanciati e di non rivoltarsi contro il nostro stato di salute.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Caio G, Lungaro L et al. Nutrients. 2020 Jun;12(6):1832.

Fasano A.F1000Res. 2020 Jan; 9:F1000 Faculty Rev-69. 

Rinninella E et al. Nutrients. 2019 Oct 7; 11(10):2393.

Obrenovich MEM. Microorganisms 2018 Oct 18; 6(4):107. 

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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