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Fiato corto e fatica: si indagano i residui del COVID lungo per futuri programmi di riabilitazione

La pandemia di COVID-19 ha causato oltre 6 milioni di vittime e ha colpito in modo molto pesante sia la sanità che l’economia mondiali. In risposta, i ricercatori hanno lavorato a un ritmo senza precedenti per sviluppare vaccini e terapie per fronteggiare il problema. Come se non bastasse, il dopo malattia è diventato tristemente famoso col temine di COVID lungo (Long COVID) e può presentarsi fino al 60% dei soggetti colpiti. Nel 2021 sono stati pubblicati diversi studi che hanno riportato la morbilità a lungo termine di COVID-19 ed analizzato il problema organo per organo. Questi studi hanno anche rivelato i suoi effetti sulla società, sull’economia e sull’assistenza sanitaria. Alcuni dei sintomi che sono persistiti per un periodo prolungato nei pazienti guariti da COVID-19 sono affaticamento, mancanza di respiro e ridotta qualità della vita. Gli scienziati hanno riferito che questi sintomi potrebbero persistere fino a dodici mesi dopo il COVID.

Ad esempio, uno studio precedente ha indicato che i pazienti con polmonite, che hanno richiesto il ricovero, hanno manifestato stanchezza prolungata, tosse e dispnea durante il periodo di convalescenza, il che ha influito negativamente sul funzionamento del sistema sanitario. Allo stesso modo, i ricercatori hanno anche riferito che i pazienti convalescenti SARS-CoV2 sperimentano un’analoga morbilità in corso con una funzione respiratoria anormale continua. C’è un conflitto in corso tra i pazienti COVID-19 e i medici su quando un paziente può essere considerato guarito, cioè una volta che mostra un test COVID-PCR negativo e viene dimesso dall’ospedale o quando mostra sintomi persistenti e funzionamento ridotto. In questo studio, gli scienziati hanno utilizzato i risultati riportati dai pazienti come strumenti di misurazione, in cui i pazienti hanno fornito informazioni rilevanti sulla loro salute, sintomi, qualità della vita e funzionamento quotidiano.

Gli esperti hanno inoltre osservato che un terzo dei pazienti guariti da COVID-19 che hanno richiesto il ricovero in ospedale, ha continuato a provare affaticamento. Inoltre, il 32% dei partecipanti ha mostrato un punteggio di dispnea anormale fino a quattro mesi dopo la dimissione dall’ospedale e la qualità della vita era inferiore alla media della popolazione. I ricercatori hanno rivelato che anche dopo sei mesi dalla dimissione dall’ospedale, molti pazienti hanno dovuto prendere un congedo per malattia dal lavoro e hanno dovuto modificare l’ambito del lavoro. Inoltre, alcuni pazienti non hanno potuto iniziare a lavorare dopo essere stati dimessi dall’ospedale e aver continuato a utilizzare le strutture sanitarie primarie e secondarie. Analogamente al SARS-CoV2, anche altre infezioni polmonari hanno mostrato sequele respiratorie e funzionali prolungate dopo la dimissione dall’ospedale.

Nel caso dei pazienti COVID-19, il 36,6% dei pazienti ha manifestato affaticamento e il 28,8% ha sofferto di dispnea, da due a quattro mesi dopo le dimissioni ospedaliere. Un altro coronavirus che ha causato un’epidemia in passato è la SARS e i sopravvissuti hanno sperimentato una ridotte capacità fisiche per sei mesi dopo la dimissione dall’ospedale. Hanno anche sofferto di conseguenze respiratorie, psicologiche a lungo termine e una bassa qualità della vita correlata alla salute. Rispetto ai sopravvissuti all’influenza stagionale ospedalizzati, i pazienti guariti da COVID-19 manifestano costantemente sintomi persistenti per un periodo più lungo e richiedono più cure ambulatoriali. È interessante notare che la maggior parte delle persone infette da COVID-19 non richiede il ricovero in ospedale, ma potrebbe manifestare sintomi di COVID-19 a lungo dopo la guarigione.

Gli scienziati hanno osservato la reinfezione nell’8% delle femmine e nel 28% dei maschi che si sono ripresi dall’infezione da COVID-19. Inoltre, hanno scoperto che il 61,7% delle femmine e il 66,4% dei maschi hanno visitato il proprio medico generico sei mesi dopo essere risultati positivi per SARS-CoV2. Il riconoscimento delle sequele post-COVID-19 e la disponibilità di servizi di riabilitazione saranno fondamentali per prevenire un’altra crisi di salute pubblica dopo il COVID-19 acuto. Per contrastare la disabilità post-COVID-19, la riabilitazione cardiaca, polmonare e muscolo-scheletrica dei sopravvissuti a COVID-19 diventa la priorità assoluta poiché il carico della malattia può aumentare nel tempo. Questo si ripercuoterà sicuramente su qualità di vita e attività lavorativa. Tutti i sopravvissuti al COVID-19 dovrebbero essere sottoposti a screening per qualsiasi disabilità correlata al periodo di malattia attiva.

Un programma riabilitativo deve essere effettuato tenendo presente i criteri di esclusione della riabilitazione fisica, poiché in molti sopravvissuti a forme severe di COVID-19 con gravi danni polmonari e cardiaci, la riabilitazione fisica non è adatta. Programmi riabilitativi individualizzati che dovrebbero essere personalizzati dal fisiatra e dal paziente gestiti da un team multidisciplinare, possono ridurre il carico della disabilità post-COVID, sebbene sia necessaria una ricerca solida per confermare la sua efficacia.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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