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Calore affettivo e benessere infantile: cosa rischiano i bambini quando la mamma è depressa?

“L’affetto materno al neonato è un cardine di salute perché costui possa crescere sano non solo nel corpo, ma soprattutto nella mente. Non tutte le donne forse sono adatte a fare le madri, ma coloro che lo desiderano dovrebbero essere tali nel vero senso del termine” (Jonathan K. Sutherland)

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L’affetto positivo ha funzioni importanti tra cui la protezione contro lo stress e la facilitazione del recupero dalla malattia. È importante sottolineare che l’affetto positivo promuove anche l’approccio verso nuove esperienze sociali, anche di fronte alle avversità. Infatti, nella prima e nella media infanzia, l’affetto positivo può aiutare a costruire nuove amicizie e a perseguire l’apprendimento emotivo e sociale. A questo proposito, una risposta alterata in termini di ricompensa e circuiti affettivi positivi possono interferire con l’approccio sociale e la ricerca in situazioni nuove e stimolanti. I figli di madri depresse hanno un rischio tre volte maggiore di sviluppare la depressione rispetto ai loro coetanei a basso rischio. Dato che la depressione è un disturbo dell’affetto positivo, con anedonia e comportamento sociale interrotto che sono tipici della depressione, le differenze nel modo in cui questi giovani rispondono a eventi e stimoli positivi che suscitano emozioni possono essere particolarmente importanti.

I ricercatori stanno lavorando per comprendere le basi neurali del rischio e alcuni studi hanno mostrato un’elaborazione cerebrale alterata della ricompensa nei bambini a rischio di appena 6 anni. Hanno osservato da tempo i cambiamenti nell’attività cerebrale associati alla depressione negli adulti, in particolare in un’area del cervello chiamata striato ventrale, che è associata a motivazione, piacere e comportamenti diretti agli obiettivi. Allo stesso modo, diversi studi hanno dimostrato che le risposte striatali a esperienze gratificanti sono attenuate nei figli adolescenti di genitori depressi, il che predice lo sviluppo successivo della depressione. Tuttavia, lavori più recenti mostrano che questi cambiamenti cerebrali possono emergere molto prima dell’adolescenza, quando il rischio di depressione in genere aumenta. Un numero crescente di lavori ha dimostrato che la progenie adolescente di genitori depressi mostra una risposta neurale alterata alla ricompensa in più delle suddette regioni neurali.

In particolare, è stato dimostrato che gli adolescenti ad alto rischio mostrano una risposta smussata nello striato ventrale e dorsale e nella corteccia orbitofrontale in risposta all’anticipo o all’ottenimento di una ricompensa monetaria o in risposta a stimoli positivi, come facce felici. Questi risultati rispecchiano modelli di ricompensa neurale simili osservati negli adolescenti e negli adulti clinicamente depressi. Rimane una domanda in sospeso se i bambini con una storia materna di depressione abbiano una predisposizione biologica a una risposta smussata della ricompensa o se dipenda maggiormente da fattori sociali. Ora, un nuovo lavoro presso l’Università di Pittsburgh rileva che quelle risposte smorzate dipendono dal feedback materno, suggerendo quest’ultimo come centrale. L’autrice principale Judith Morgan, PhD, ha reclutato 49 bambini di età compresa tra i 6 e gli 8 anni senza una storia di malattie psichiatriche. La metà delle madri dei bambini aveva una storia di depressione clinica e l’altra metà non aveva una storia psichiatrica.

La depressione può interrompere la capacità dei genitori di socializzazione emotiva, un processo attraverso il quale i bambini imparano dalle reazioni dei genitori alle loro risposte emotive. Le risposte positive alla socializzazione includono il riconoscimento, l’imitazione e l’elaborazione, mentre le risposte dei genitori negative o emotivamente smorzanti possono essere sprezzanti, invalidanti o punitive. Per misurare l’attività cerebrale correlata alla ricompensa, i bambini hanno giocato a un videogioco in cui hanno indovinato quale delle due porte conteneva un regalo nascosto mentre erano sottoposti a risonanza magnetica funzionale (fMRI). Le madri partecipanti allo studio hanno completato un ampio questionario progettato per misurare la socializzazione emotiva dei genitori, presentando una dozzina di vignette che rappresentavano emozioni positive da parte dei bambini e raccogliendo le reazioni dei genitori ad esse.

Sorprendentemente, i bambini con una storia materna di depressione avevano maggiori probabilità di avere una ridotta attività cerebrale correlata alla ricompensa nello striato ventrale, ma solo se le loro madri riferivano risposte meno entusiaste e più smorzanti alle emozioni positive dei loro figli. In questo studio, la storia di depressione delle madri di per sé non era correlata alle risposte cerebrali alterate alla ricompensa nei bambini in età scolare. Invece, questa storia ha avuto un’influenza sulle risposte cerebrali dei bambini solo in combinazione con il comportamento materno, come la capacità di riconoscere, imitare o elaborare le emozioni positive del loro bambino. Secondo gli scienziati, questo è promettente poiché gli interventi volti ad istruire i genitori per incoraggiare le emozioni positive nei loro figli, possono avere un forte impatto sullo sviluppo correlato alla ricompensa del bambino.

Queste nozioni potrebbero essere particolarmente utili per le famiglie di bambini che potrebbero essere maggiormente a rischio a causa di una storia familiare di depressione. In combinazione con i risultati precedenti, secondo cui i bambini esposti a genitori depressi possono essere più suscettibili alle influenze ambientali (ad esempio calore materno), i dati ottenuti dagli studi possono fornire un obiettivo promettente. Ovvero rafforzare la risposta nelle regioni del cervello che regolano la ricompensa e le emozioni all’inizio dello sviluppo, forse proprio attraverso il sostegno affettivo positivo. L’insegnamento infantile è fatto di molte sfaccettature che sono regolate dai genitori e dalla loro approvazione o negazione. Non è educativo che si lasci fare qualsiasi cosa ai bambini a qualsiasi età: ma non è neppure costruttivo negare ogni loro scelta e imporre quella da genitore, perché la ritiene più educativa o basata sull’esperienza.

Spesso, infatti, l’atteggiamento punitivo o indifferente del genitore può provenire dalla sua esperienza personale ed emotiva quando era bambino, e che non ha avuto la stessa approvazione da parte “dei nonni”. Se la madre non mostra affetto e calore o approvazione al figlio, costui rischia di crescere al suo stesso modo; questo si tramanderà al “nipote”, ai suoi figli e così via. E questa catena “viziosa” di Sant’Antonio rischia di perpetrarsi e continuare a fare del male.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

Morgan JK et al. Biol Psych Cogn Neurosci Neuroimag 2022 Jan 28.

Morgan JK, Silk JS et al. J Affect Disord 2019 Oct 1; 257:445-453.

Wiggins JL, Schwartz KT et al. J Affect Disord. 2017 May; 214:81-88.

Gaffrey MS et al. J Amer Acad Child Adolesc Psych 2013; 52:737-46.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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