HomeRICERCA & SALUTECardamomo: la spezia che potrebbe combattere il tumore al seno triplo-negativo

Cardamomo: la spezia che potrebbe combattere il tumore al seno triplo-negativo

Circa il 10-15% dei tumori al seno è triplo negativo, il che significa che non hanno recettori per estrogeni o progesterone e non producono quantità eccessive del recettore chiamato HER2. Questi tumori sono difficili da trattare perché non rispondono alle terapie a base di ormoni utilizzate per altri tipi di cancro al seno. Inoltre tendono ad essere più invasivi e hanno un tasso di mortalità più elevato rispetto ad altri fenotipi di carcinoma mammario. Fino ad oggi è stato difficile sviluppare una terapia mirata per il cancro al seno triplo negativo che fosse sicura ed efficace allo stesso tempo. Questo perché, essendo resistente spesso anche ai chemioterapici convenzionali, ha costretto la ricerca verso l’identificazione di nuovo sostanze naturali o sintetiche che possano risultare letali per questa tipologia di cellule tumorali. Per questo motivo, è fondamentale studiare le piante medicinali come un nuovo modo per combattere questo tipo di tumore così aggressivo.

Secondo un nuovo studio compiuto su cellule tumorali umane la cardamonina, un polifenolo naturale trovato nel cardamomo (una spezia), potrebbe avere un potenziale terapeutico per il cancro al seno triplo negativo. I risultati preliminari sono stati presentati all’incontro annuale dell’American Society for Investigative Pathology durante la sessione Experimental Biology (EB) 2022, che si sta tenendo dal 2 al 5 aprile a Filadelfia. La ricerca mostra che la cardamonina ha il potenziale per migliorare la terapia del cancro senza tanti effetti collaterali come altri agenti chemioterapici, dimostrando anche che la cardamonina prende di mira un gene che aiuta le cellule tumorali a eludere il sistema immunitario. La cardamonina è stata studiata nella ricerca scientifica per altre ragioni. Impedisce la pigmentazione della pelle perché interferisce con la sintesi della melanina nei melanociti. Mostra azione antinfiammatoria e neuroprotettiva derivata dall’interferenza con le vie cellulari IKK-NFkB e GSK3.

Per il nuovo studio, i ricercatori hanno studiato come la cardamonina ha influenzato l’espressione del gene del ligando di morte cellulare programmata 1 (PD-L1), che si trova nelle cellule tumorali. PD-L1 è sovraespresso durante la progressione del cancro al seno e svolge un ruolo fondamentale nell’aiutare le cellule del cancro al seno a eludere il sistema immunitario. I ricercatori hanno utilizzato due linee cellulari di cancro al seno triplo negativo geneticamente diverse: uno da donne di origine afroamericana e l’altro da donne di origine europea. Hanno scoperto che il trattamento con cardamonina ha causato una diminuzione dose-dipendente della vitalità cellulare in entrambe le linee cellulari. Ha anche ridotto l’espressione di PD-L1 nella linea cellulare caucasica, ma non nella linea cellulare afroamericana, indicando che cellule di razze diverse possono rispondere in modo diverso alla cardamonina, a causa delle variazioni genetiche tra le razze.

Questo è il primo studio a descrivere l’effetto inibitorio della cardamonina sull’espressione di PD-L1. Il fatto che il cardamomo sia stata usata come spezia per secoli e, più recentemente, come integratore dimostra che la sua assunzione è sicura e può apportare benefici per la salute. Il team di ricercatori avverte che questa ricerca è ancora sperimentale. Sono necessari più studi sia sulle cellule che sugli animali per confermare l’efficacia di questo composto prima che venga testato sulle persone. Vogliono anche esplorare altri meccanismi che potrebbero essere coinvolti nelle proprietà antitumorali della cardamonina. In altre tipologie di cellule tumorali saggiate in passato, essa blocca le vie NF-kB, quella della PI3K-Akt e quella della beta-catenina. Quest’ultima è responsabile della persistenza di malignità a livello genetico e della capacità di produrre metastasi. Ma non è ancora noto agli scienziati se queste stesse vie cellulari siano il bersaglio vero nelle cellule di triplo-negativo.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Sarı KSM, İncesu Z. Iran J Basic Med Sci. 2021; 24(11):1500.

Wang Z, Liu H et al. J Cancer. 2021 Apr; 12(12):3597-3610. 

Ruibin J et al. Aging (Albany NY). 2020; 12(24):25730-25743.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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