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Uso degli smartphones in gravidanza: cosa ha dimostrato la scienza sui rischi e come intervenire

Tra le cose che l’’epidemia di COVID-19 ha cambiato in tutto il mondo, c’è sicuramente la modalità di interazione personale. A causa delle restrizioni sociali imposte dai governi, sono state elaborate strategie online per ridurre gli effetti associati alla rapida trasmissione virale tramite il contatto interpersonale. A parte il tradursi nello smartworking da casa, ciò ha portato a un aumento dell’uso personale di smartphone e altri dispositivi elettronici come tablet, per supplire alla cancellazione dei contatti personali, che emettono radiazioni EMF non ionizzanti ad alta frequenza nell’intervallo da 100 kHz a 300 GHz. Precedenti studi hanno riportato gli effetti avversi sull’addome materno esposto ai campi elettromagnetici anche se le prove sono state limitate. La placenta femminile facilita lo scambio di ossigeno e sostanze nutritive tra i tessuti della madre e del feto. Pertanto, le alterazioni di questa struttura possono influenzare la crescita e lo sviluppo del feto.

L’assorbimento delle radiazioni EMF aumenta con la maggiore durata dell’uso della tecnologia, il numero di dispositivi mobili utilizzati, il tempo di chiamata e la distanza dal corpo umano. Non tutti sanno, tuttavia, che i dispositivi mobili continuano a emettere radiazioni EMF anche dopo essere passati alla modalità aereo. Le radiazioni EMF emesse dai telefoni cellulari possono penetrare nei tessuti fetali e causare squilibri ormonali nella madre e cambiamenti termici, antropometrici e cardiovascolari nel feto. Una recente prova condotta su ratte gravide ha spiegato che, dopo l’esposizione a radiazioni di 1800 MHz irradiati dai telefoni cellulari per 1 ora al giorno, i livelli di prolattina, estrogeni e progesterone plasmatici materni sono diminuiti tutti in media di circa il 40%. Quindi, analizzare questi effetti sulla madre e sul bambino in termini di possibili effetti a lungo termine è importante per gli impatti sulla salute dei nascituri.

In un recente studio pubblicato sulla rivista Heliyon, i ricercatori hanno analizzato sistematicamente articoli che evidenziano l’impatto delle radiazioni elettromagnetiche, sugli esiti fisiologici e della gravidanza per quanto riguarda la madre, il parto e il bambino. La revisione sistematica ha incluso studi qualitativi o qualitativi negli ultimi 5 anni, che riportavano gli esiti negativi fisiologici e di gravidanza delle radiazioni EMF degli smartphone sulla salute delle madri e dei neonati, sia negli esseri umani che negli animali. Nella presente recensione, l’analisi ha indicato che le donne in gravidanza esposte a livelli elevati di radiazioni EMF avevano livelli elevati di ormone stimolante la tiroide (TSH), parto prematuro con basso peso alla nascita, aborti spontanei, variabilità della frequenza cardiaca, fluttuazioni della temperatura, diminuzione della circonferenza della testa e del torace, iperattività e problemi di linguaggio nel bambino.

Livelli elevati di TSH durante la gravidanza sono associati a parto prematuro, restrizioni nella crescita intrauterina e altri problemi come la gestosi o pre-eclampsia. La frequenza cardiaca è un noto indice di salute cardiovascolare del feto; le sue alterazioni sono un riflesso dei cambiamenti nello sviluppo del sistema nervoso neonatale. La durata della gravidanza tra le donne che usano i telefoni cellulari è stata valutata in due studi. Il primo studio di coorte prospettico del 2017 riporta che l’esposizione alle radiazioni EMF aumenta il rischio di aborto spontaneo (<10 settimane). Il secondo, l’ampia meta-analisi di Tsarna et al. (2019) ha riferito che le madri con esposizione moderata ai cellulari avevano un rischio maggiore di partorire prima di 36 settimane rispetto alle madri con bassa esposizione. I risultati della ricerca mostrano che le radiazioni EMF dei dispositivi elettronici hanno un profondo impatto negativo sul benessere della madre incinta e del bambino.

Ma indipendentemente da quello che le pubblicazioni scientifiche possono dichiarare a ragione, sarebbe buonsenso da parte delle donne prendere precauzioni con i cellulari qualora dovessero essere incinte. Una norma di buona condotta sarebbe quella di riporre lontano dal corpo il cellulare quando non si ha necessità di comunicare. Per chi ha la “smania” di chattare o interpellare i social, questo potrebbe non essere facile. Con questo non si vieta alla mamma incinta di abbandonare lo smartphone; piuttosto, invece di usarlo rannicchiata sulla sedia e con il pancione come “piedistallo”, sarebbe buona direttiva poggiare il dispositivo sul tavolo, ad una certa distanza e possibilmente con l’addome “sotto” il tavolo perché abbia una certa schermatura. Anche durante i riposini pomeridiani o il sonno notturno è raccomandabile non mettere il cellulare sul letto o sul comodino a fianco; è più prudente lasciarlo sul tavolo all’angolo della cucina o sul settimanile della camera da letto.

Non ci vuole molto per essere al sicuro e mantenere le proprie abitudini: ma come per ogni cosa, bisogna sempre sapere quello che si va a fare.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

El Jarrah I, Rababa M. Heliyon 2022 Feb; 8(2):e08915.

Tsarna E et al. Amer J Epidemiol. 2019; 188(7):1270–80.

Takei R et al. IEICE Commun Express. 2018; 7(6):212–17.

Birks L., Guxens M et al. Environ Int. 2017; 104:122–131.

Yüksel M, Nazıroğlu M et al. Endocrine 2016; 52(2):352–62.

Elsayed NM, Jastaniah SD. Open J Radiol. 2016; 6(2):140.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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