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Il pericolo degli antibiotici in età pediatrica: oltre il microbiota batterico si valorizza quello fungino

Gli antibiotici sono i farmaci più comunemente prescritti per i bambini. Causano cambiamenti nel microbiota intestinale nella sua fase di sviluppo più importante. Questi cambiamenti sono risultati anche più a lungo termine rispetto a quelli degli adulti. Gli antibiotici possono avere effetti negativi sia sul microbiota batterico che su quello fungino, che possono provocare, ad esempio, diarrea associata agli antibiotici. Inoltre, gli antibiotici aumentano il rischio di sviluppare malattie infiammatorie intestinali croniche, come il morbo di Crohn, e sono stati trovati anche per avere un collegamento al sovrappeso. Si pensa che questi effetti a lungo termine siano causati, almeno in parte, da uno squilibrio nel microbiota intestinale. Uno studio recentemente completato presso l’Università di Helsinki ha rivelato che il microbiota fungino nell’intestino è più abbondante e diversificato nei bambini trattati con antibiotici, rispetto al gruppo di controllo anche sei settimane dopo l’inizio del ciclo antibiotico.

Una scoperta chiave dello studio è stata che i cambiamenti nel microbiota intestinale fungino, insieme a quello batterico, sono parte della causa degli effetti negativi a lungo termine degli antibiotici sulla salute umana. L’Università di Helsinki è da più di un decennio un’istituzione sulla ricerca delle connessioni fra microbiota e salute. Alcuni dei suoi gruppi di ricerca sono stati i primi a dimostrare le connessioni esistenti fra sbilanciamento del microbiota e la comparsa di disturbi allergici, eczema, asma bronchiale e febbre da fieno, con una serie di pubblicazioni all’inizio del decennio scorso. Lo studio presente ha coinvolto bambini con un’infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV), che non avevano mai ricevuto antibiotici in precedenza. Mentre ad alcuni bambini sono stati somministrati antibiotici a causa di complicanze, altri non hanno ricevuto alcuna terapia antibiotica. Il numero piccolo di pazienti è stato una limitazione ma è improbabile che le differenze osservate tra i gruppi di studio siano dovute all’infezione, piuttosto agli antibiotici.

Alla luce dei risultati, una riduzione del numero di batteri intestinali a seguito della terapia antibiotica riduce la competizione e lascia più spazio per la moltiplicazione dei funghi. I risultati della ricerca supportano fortemente che i batteri intestinali regolano il microbiota fungino o mycobiota e lo tengono sotto controllo. Rispetto al microbiota intestinale batterico, il mycobiota intestinale ha meno taxa e sembra essere meno stabile. La prima esposizione importante ai microrganismi avviene attraverso la nascita e l’intestino del neonato è colonizzato da funghi già 10 giorni dopo la nascita. Il microbiota intestinale continua a svilupparsi durante i primi anni di vita, influenzato da molteplici fattori. A due anni di età, il mycobiota intestinale infantile mostra somiglianze con quello degli adulti. Quando i batteri vengono distrutti dagli antibiotici, i funghi hanno la possibilità di riprodursi, perché trovando “terra bruciata” hanno letteralmente più spazio per riprodursi ed approfittare delle sostanze nutritive della digestione.

La Candida fa parte del mycobiota intestinale sano, ma allo stesso tempo sembra essere un fattore determinante della composizione aberrante del microbiota intestinale ed è associata a molteplici malattie. È stato sperimentato da molti che dopo i consueti 5-8 giorni di terapia antibiotica per una bronchite o altri malanni da raffreddamento, può comparire diarrea per alcuni giorni. Per le donne, si può aggiungere che può presentarsi anche cistite e/o vaginite con perdite. Nel caso di malattia di Crohn, è riportata una eccessiva proliferazione intestinale di un altro fungo che si trova anche sulla pelle, la Malassezia. Questo giustifica anche le notizie (seppure molto scarse di numero e non confermate) che una terapia antibiotica specifica ed antifungina nei pazienti con morbo di Crohn, pare condurre ad un miglioramento clinico. Dato che l’analisi del mycobiota (inclusa quella di questo studio) ha riportato che la maggior specie fungina intestinale è Saccharomyces, questo giustifica l’integrazione con ceppi di questa specie durante le diarree da terapie antibiotiche.

Una terapia antibiotica sbilanciata o troppo lunga è anche responsabile della comparsa di infezioni intestinali da Clostridium difficile fra gli anziani (vedere il recente articolo fra quelli consigliati). Nei bambini una importante implicazione è nei casi oncologici. Dopo un trapianto midollare da leucemia, per esempio, la copertura antibiotica è da protocollo. A causa della soppressione immunitaria, la terapia antibiotica può proteggere dalle infezioni opportunistiche ma può aprire la porta a quelle fungine. Alla luce di questi riscontri, è lecito pensare che i risultati di questa ricerca hanno una decisa capacità di confermare le esperienze personali di ognuno dopo una terapia antibiotica. Gli scienziati sottolineano che mentre l’effetto degli antibiotici sul microbiota batterico è stato precedentemente studiato, gli studi sul microbiota fungino sono stati scarsi. I risultati di questo studio indicano che il mycobiota può anche avere un ruolo negli effetti a lungo termine su microbiota intestinale e, perciò sulla salute futura.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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