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Biomarkers per la SLA: tra diagnosi precoce e monitoraggio per aver il tempo di allungare le aspettative

La SLA è una malattia ancora inguaribile e dispone per di più di pochissimi mezzi farmacologici per la sua gestione. La diagnosi precoce rappresenta un’altra sfida, dato che più è precoce più si recuperano mesi di vita per il paziente colpito. Il marker più usato è la catena leggera dei neurofilamenti (NF-L) che è possibile rinvenire sia nel plasma che nel liquido cerebrospinale (CSF). Essa tuttavia non è di specificità assoluta e questo sta spingendo la ricerca a trovare markers che siano semplici da rilevare e che non implichino indagini complicate e costose. Un’alternativa ai markers proteici che si sta facendo strada è quella dei markers metabolici. La metabolomica ha preso ormai piede nella diagnostica clinica, incluse le malattie neurodegenerative, anche se ancora non in modo ramificato. Per esempio, un team di diverse università giapponesi ha studiato l’associazione tra i livelli sierici di dimetil-arginina asimmetrica (ADMA) e la progressione e la prognosi della SLA, confrontando i livelli sierici di ADMA nel liquido cerebrospinale con altri biomarkers.

I livelli sierici di ADMA di pazienti con SLA sporadica (n=68), pazienti di controllo della malattia (n=54) e controlli sani (n=20) sono stati misurati mediante spettrometria di massa accoppiata a cromatografia liquida (MS/LC). Il gruppo ha analizzato anche le correlazioni del livello di ADMA e di altri markers (livelli di NF-L e di nitrati). Il livello sierico di ADMA era sostanzialmente più alto nei pazienti con SLA rispetto ai controlli sani e ai controlli della malattia. Il livello di ADMA sierico era anche correlato al livello di ADMA nel liquido cerebrospinale. I pazienti con livelli sierici di ADMA più elevati avevano prognosi meno favorevoli. Il livello di ADMA nel liquido cerebrospinale era significativamente correlato al livello di NF-L del liquido cerebrospinale, ma non al livello di nitrati. I ricercatori, però, non hanno indagato sul perchè questo metabolita si innalzi nella malattia. Tuttavia, il livello sierico di ADMA sembra un biomarker indipendente della progressione e della prognosi della SLA e può ben riflettere il grado di degenerazione del motoneurone.

Un altro team congiunto delle Università di Cleveland e di Harvard ha cercato di individuare dei markers di stress ossidativo nella SLA e di correlarli alla progressione della malattia. Il cervello è particolarmente vulnerabile all’ossidazione a causa dell’abbondanza di acidi grassi polinsaturi che possono generare diversi ossi-metaboliti. L’accumulo di un prodotto di perossidazione come il carbossietil-pirrolo (CEP) dipende dalle cellule infiammatorie attivate e dalla mieloperossidasi (MPO) dei globuli bianchi, e quindi segna le aree di stress ossidativo associato all’infiammazione. Sebbene assente nei normali tessuti cerebrali, il CEP si accumula nel cervello dei pazienti con SLA, raggiungendo livelli particolarmente elevati negli individui portatori di una mutazione SOD1. Nei cervelli della SLA ci sono alti livelli di MPO portata dai leucociti e ridotta attività antiossidante (a causa della mutazione SOD1), favorendo così la generazione e l’accumulo di CEP. A causa della perossidazione lipidica all’interno delle membrane, il CEP contrassegna le cellule con il più alto danno ossidativo.

Ma non è detto che il sistema non reagisca e resti indifferente di fronte all’attacco dei radicali liberi ossidanti. Quando il sistema cellulare del glutatione (GSH) raggiunge livelli minimi critici, altre molecole con effetto antiossidante possono entrare in gioco. Ci sono diversi metaboliti ed anche prodotti di scarto che possono agire da antiossidanti; fra questi c’è acido urico. Invero, un gruppo di ricerca dello Yonsei University College of Medicine di Seoul, ritiene che l’acido urico possa esercitare un effetto neuroprotettivo nella SLA oltre all’edaravone, uno dei farmaci per la SLA che è anche un antiossidante. Gli scienziati hanno analizzato se l’effetto del trattamento di edaravone fosse maggiore nei pazienti il cui livello di acido urico è aumentato dopo il trattamento con edaravone. Nella ricerca sono stati inclusi quaranta pazienti con SLA sottoposti a trattamento con edaravone. I livelli sierici di acido urico sono diminuiti dopo il trattamento in 26 (65%) pazienti e sono aumentati in 12 (30%) pazienti. L’alterazione della scala di valutazione della SLA in un mese è stata significativamente più rapida nei pazienti il cui acido urico è diminuito.

Un livello basale elevato di acido urico e un basso tasso della sua riduzione sono stati trovati associati a una progressione più lenta della malattia, dopo aggiustamento per età, sintomi iniziali e somministrazione di riluzolo, l’altro farmaco palliativo usato per curare la condizione. La rilevazione di metaboliti come ADMA, acido urico, altri antiossidanti, CEP ed altri markers di stress ossidativo è fattibile tramite le comuni analisi al sangue, è di facile misurazione e potrebbe rappresentare, perciò, un’alternativa sia di diagnosi precoce che di monitoraggio dell’evoluzione della SLA.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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