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Gli effetti della birra sulla salute: piccole dosi fanno bene, come ogni cosa, dice la scienza

La birra è composta principalmente da acqua, ma ci sono anche sostanze nutritive come carboidrati, aminoacidi, minerali, vitamine e polifenoli, risultanti da un processo di produzione e fermentazione in più fasi. I fiori di luppolo, usati come agenti amaricanti e aromatizzanti, contengono polifenoli, compresi i flavonoidi prenilati, che in vitro hanno dimostrato di avere diverse attività biologiche antiossidanti, antitumorali, antinfiammatorie, estrogeniche e antivirali. Lo xantohumolo è il più abbondante di questi composti e, oltre alla potenziale bioattività, inibisce anche l’attivazione piastrinica senza aumentare il rischio di sanguinamento. Pertanto, i processi di produzione della birra sono stati ottimizzati per ottenere il massimo contenuto possibile di xantohumolo. Per quanto riguarda il contenuto di antiossidanti, è stato segnalato che le birre ale mostrano un’attività antiossidante maggiore rispetto alle birre lager. Tuttavia, nonostante questi processi di arricchimento, permangono controversie sulla biodisponibilità dei composti fenolici nella birra.

Negli ultimi anni, c’è stato un crescente interesse per i potenziali effetti sulla salute di un consumo moderato di alcol. Sebbene gli effetti dannosi del consumo eccessivo di alcol siano ben stabiliti, l’associazione tra consumo di alcol da basso a moderato con benefici per la salute è ancora controversa, poiché i risultati degli studi disponibili non sono omogenei e il raggiungimento di conclusioni chiare è difficile. Questa mancanza di consenso si osserva nelle linee guida sul consumo di alcol pubblicate negli ultimi cinque anni, che utilizzano una terminologia diversa (“bere rischioso”, “consumo moderato” o “bere a basso rischio”) così come soglie di consumo diverse. Inoltre, altre variabili, come le differenze nelle concentrazioni di componenti analcolici, possono confondere gli effetti benefici di specifiche bevande alcoliche. In Europa nel 2018, il consumo medio annuo di birra in Europa era di 72 litri pro capite, con alcuni paesi (Repubblica Ceca, Austria e Germania) che hanno consumato più di 100 litri pro capite all’anno.

Tuttavia, i modelli di consumo differiscono nella regione e variano dal consumo prevalentemente associato ai pasti nei paesi mediterranei, agli alti tassi di consumo episodico intenso nell’Europa centrale e orientale e al consumo relativamente frequente sia durante che fuori i pasti nell’Europa centro-occidentale. Nonostante la scarsità di studi che esplorano in modo specifico gli effetti sulla salute legati alla birra, i dati disponibili suggeriscono che un consumo moderato di birra è associato a un rischio ridotto di eventi cardiovascolari non fatali e alla mortalità totale. Per altri effetti sulla salute, come l’obesità generale o addominale, i dati disponibili sono generalmente inconcludenti, sebbene un piccolo studio recente suggerisca che il consumo moderato di birra alcolica o analcolica non aumenta il peso corporeo negli individui obesi. Inoltre, un consumo moderato di birra è stato associato a una diminuzione del rischio di diabete (solo negli uomini) e ad un aumento della densità ossea media, il che riduce il rischio di fratture negli anziani.

Sebbene le prove disponibili supportino i benefici per la salute di un consumo moderato di birra negli adulti, l’eterogeneità degli studi scientifici rende difficile stabilire la quantità precisa di birra necessaria per ottenere questi benefici. Il consumo moderato di alcol (da 1 a 2 birre al giorno) per uomini e donne, rispettivamente, è stato associato a una serie di benefici per la salute. L’alcol generalmente rende il sangue più fluido, ma non è questo l’unico meccanismo che lo rende utile nella prevenzione degli eventi cardiaci. Tuttavia, va notato che le quantità settimanali raccomandate di alcol dovrebbero essere distribuite su più giorni e non includere episodi di consumo eccessivo di alcol o “binge drinking”, poiché il consumo eccessivo di alcol è associato a un rischio più elevato di cardiopatia ischemica. Mentre il consumo regolare e moderato è associato a un minor rischio di cardiopatia ischemica rispetto all’astensione, il bere eccessivo o incontrollato non solo aumenta il rischio di eventi cardiovascolari, ma anche il rischio di mortalità per tutte le cause.

In conclusione, si considera che un consumo approssimativo di 10–16 g di alcol/giorno (1 birra al giorno) per le donne e 20–28 g di alcol/giorno (1–2 birre al giorno) per gli uomini potrebbe essere definito come consumo moderato di birra, a condizione che il consumo sia distribuito nell’arco della settimana senza episodi episodici o “binge drinking” in un’unica occasione, soprattutto durante i fine settimana. Il consumo moderato di birra riduce il rischio cardiovascolare e la mortalità generale. Inoltre, un consumo moderato riduce il rischio di diabete negli uomini, aumenta la densità ossea abbassando il rischio di fratture negli anziani e non sembra essere associato all’obesità generale o addominale. Possibilmente c’è un contributo dei suoi polifenoli dietro questi effetti. Inoltre, il consumo moderato di birra dovrebbe essere considerato nel contesto del consumo durante i pasti, come è consuetudine nei paesi mediterranei. L’importante è poi non recuperare nei fine settimana, col “social drinking” che è ormai popolare anche fra adolescenti.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento immunologicamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di un libro riguardante la salute e l'alimentazione, con approfondimenti su come questa condizioni tutti i sistemi corporei. - Autore di articoli su informazione medica e salute sui siti web salutesicilia.com, medicomunicare.it e in lingua inglese sul sito www.medicomunicare.com
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