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NU-9: il nuovo farmaco per la SLA che collabora con i farmaci esistenti

L’assone è il segmento del motoneurone superiore che collega il cervello al midollo spinale e costituisce il tratto corticospinale, che degenera nei pazienti con SLA con sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Il deterioramento degli assoni contribuisce alla paralisi rapida e fatale dei pazienti con SLA. Nella SLA, le cellule nervose che iniziano il movimento nel cervello (motoneuroni superiori) e le cellule nervose che controllano i muscoli nel midollo spinale (motoneuroni inferiori) muoiono. Questo fenomeno non accade solo nella SLA, ma anche in altre condizioni neurodegenerative e nelle lesioni del midollo spinale che comportano tutti i disturbi clinici. Una nuova ricerca sul farmaco sperimentale, NU-9, inventato e sviluppato da due scienziati della Northwestern University per curare la SLA un anno fa, mostra che è più efficace dei farmaci esistenti approvati dalla FDA per la malattia. La ricerca ha mostrato che NU-9 ha allungato gli assoni dei motoneuroni superiori malati in un modello murino SOD1 ALS. Ancora più importante, NU-9 ha un effetto potenziato se somministrato in combinazione con i farmaci riluzolo ed edaravone.

Questa nuova scoperta sull’allungamento degli assoni dei neuroni malati illustra ulteriormente i vantaggi di NU-9. In una ricerca pubblicata l’anno scorso, gli scienziati della Northwestern hanno mostrato che NU-9 ha migliorato due importanti fattori che causano la malattia dei motoneuroni superiori nella SLA: il ripiegamento errato delle proteine ​​e l’aggregazione proteica all’interno della cellula. Entrambi questi fattori diventano tossici per il neurone e sono comuni nei pazienti con SLA e neurodegenerazione in generale. Quella ricerca ha mostrato che il composto NU-9 ha impedito ai neuroni di degenerare, così tanto che i neuroni malati sono diventati simili ai neuroni di controllo sani dopo 60 giorni di trattamento in due diversi modelli animali di SLA. NU-9 si sta muovendo verso le sperimentazioni cliniche. La società AKAVA Therapeutics conduce studi sulla sicurezza sugli animali, necessari affinché il farmaco (ora chiamato AKV9) riceva l’approvazione della FDA per diventare un nuovo farmaco sperimentale. Tali studi includono la determinazione del livello di dose e degli effetti tossici.

I ricercatori sperano di reclutare volontari sani e cominciare il trial clinico di fase 1 nel 2023. A seconda della risposta della FDA ai risultati di Fase 1, all’inizio del 2024 potrebbe iniziare uno studio di Fase 2 per somministrare il farmaco ai pazienti con SLA. NU-9 ha un nuovo meccanismo d’azione e deve essere testato sull’uomo per la sua efficacia nel trattamento della SLA. Una porzione della sua molecola è quasi identica ad un composto organico chiamato dimedone, che è usato come reattivo per rilevare la presenza di aldeidi. Queste sostanze organiche possono formarsi dalla perossidazione dei grassi che compongono le membrane cellulari in seguito allo stress ossidativo patologico. Siccome nella degenerazione neuronale della SLA, e di altre neuropatie, l’intervento dei radicali liberi ossidanti è ampiamente documentato e riconosciuto, si potrebbe pensare che il sequestro di molecole tossiche prodotte dai neuroni durante la patologia possa rientrare fra i meccanismi probabili di questa molecola. Per la forma generale della molecola, invece, si pensa che possa interferire con fattori cellulari infiammatori come l’NF-kB.

NU-9 è stato inizialmente identificato in base alla sua capacità di ridurre l’aggregazione della SOD1 G93A malripiegata (unfolding) nelle linee cellulari, attraversa la barriera ematoencefalica ed ha proprietà simili a farmaci favorevoli. Il fatto che la molecola sia additiva con i farmaci correnti usati per trattare la SLA, fa ritenere agli scienziati che essa vada a colpire uno dei meccanismi cellulari responsabili del danno biologico, che sia diverso da quello condizionato dal riluzolo o dall’edaravone. Il primo, infatti, interferisce con i recettori del glutammato per l’eccito-tossicità neuronale, mentre il secondo è un antiossidante diretto che supporta le funzioni dei mitocondri. Forse non siamo di fronte alla pallottola d’argento, ma il fatto che in combinazione con le cure esistenti NU-9 migliora parametri cellulari, la rigenerazione degli assoni e la parziale rimozione di tossine cellulari, fa ben sperare per la qualità ed il prolungamento della vita dei pazienti.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

Genç B et al. Scientific Rep 2022 Mar 30; 12(1):5383.

Genç B et al. Clin Transl Med. 2021 Feb; 11(2):e336.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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