HomeALIMENTAZIONE & SALUTEL'opinione della scienza sull'efficacia dimagrante delle diete popolari: i dati alla mano

L’opinione della scienza sull’efficacia dimagrante delle diete popolari: i dati alla mano

Le diete dimagranti vengono adottate solitamente da un gran numero di persone che, per varie ragioni intendono raggiungere il loro peso forma per sentirsi bene con sé stessi, per “rientrare nelle vecchie taglie” dentro l’armadio e, con l’arrivo dell’estate, per superare la “prova costume”. Ci si dimentica spesso, però, che essere sovrappeso o francamente obesi comporta la variazione di parametri di salute come la pressione arteriosa, la coagulabilità del sangue e i livelli di acido urico e non solamente di colesterolo o trigliceridi. Sono questi parametri che alterandosi nel tempo conducono alla comparsa di problemi di salute. Rimettersi in forma e perdere chili, dunque, vuol dire molto di più che essere in grado di rimettersi abiti tralasciati dentro l’armadio.

Vi sono varie diete popolari che nei decenni hanno preso piede come mode alimentari e, naturalmente, molti si sono accorti che non tutte loro funzionano per tutti. Molte raccomandazioni di “adotta questa dieta perché con me ha funzionato alla grande”, alla fine non si sono tradotte in risultati concreti. Ci sono prove, inoltre, che queste diete funzionino nel lungo raggio (oltre i 12 mesi) e che nel 65% dei casi il lasciarle anzitempo si è tradotto nell’avere ripreso i chili precedenti e magari dell’extra. Ma cosa sa la scienza di queste diete? Quanto bisogna stare a regime perché si vedano risultati? Ma, soprattutto, funzionano davvero? Di seguito si riporta quanto è di scientificamente provato con alcune fra le diete più popolari, da quelle più vecchie via via verso le più recenti.

Dieta Mediterranea (MED)

Elhayany et al. (2010) hanno condotto uno studio in cui 89 adulti diabetici in sovrappeso e obesi (di età compresa tra 30 e 65 anni e BMI = 27-34) sono stati randomizzati a una dieta mediterranea tradizionale, a una dieta mediterranea a basso contenuto di carboidrati o alla dieta indotta dalla American Diabetic Association (ADAD) del 2003. Dopo un anno, la MED tradizionale ha prodotto una perdita di peso media dell’8,7% (7,4 kg) e la Dieta Mediterranea a basso contenuto di carboidrati ha prodotto una perdita di peso media del 10,3% (8,9 kg). Inoltre, Austen et al. (2015) hanno condotto uno studio in cui 100 adulti in sovrappeso e obesi (età 53 anni, BMI = 30) sono stati randomizzati a seguire la MED per un anno. La perdita di peso media dei partecipanti è stata del 7,2% (6,1 kg) dopo tre mesi e del 4,9% (4,2 kg) dopo 12 mesi.

Dieta Zona

McAuley et al. ha condotto uno studio in cui 30 donne in sovrappeso e obese (di età compresa tra 30 e 70 anni e BMI ≥ 27) sono state randomizzate alla dieta a zona per sei mesi. Dopo sei mesi, i partecipanti al gruppo Dieta Zona hanno perso circa il 7,4% (6,9 kg) del loro peso di base. Dansinger et al. ha condotto uno studio in cui 40 adulti in sovrappeso e obesi sono stati randomizzati alla dieta a zona. In questo studio, i partecipanti hanno avuto perdite di peso medie del 3,4% (3,4 kg) dopo sei mesi e del 3,2% (3,2 kg) dopo un anno. In uno studio condotto da Gardner et al., 79 donne in premenopausa in sovrappeso e obese hanno raggiunto una perdita di peso media di 2 kg dopo sei mesi e di 1,5 kg dopo 12 mesi.

Dieta Atkins

Dieci studi clinici, di durata variabile da tre mesi a 24 mesi, sono stati identificati per la dieta Atkins in tutta la letteratura scientifica. Per brevità e chiarezza, i risultati sono che nove dei 10 studi clinici hanno supportato la capacità della dieta Atkins di produrre una perdita di peso a breve termine clinicamente significativa; e sei degli otto studi clinici a lungo termine hanno sostenuto l’efficacia di questa dieta per lungo tempo allo scopo di perdere peso a lungo termine.

Dieta dell’indice glicemico (GID)

Ebbeling et al. (2007) hanno esaminato 36 giovani adulti obesi (età 18-35 anni e BMI ≥30) assegnati a una dieta a basso indice glicemico per 18 mesi e hanno scoperto che la dieta a basso indice glicemico produceva una perdita di peso media del 4,3% (4,5 kg) dopo sei mesi e 3kg dopo 12 mesi. Melason et al. (2012) hanno esaminato 59 adulti sedentari, in sovrappeso e obesi (di età compresa tra 25 e 50 anni e BMI = 27-35) assegnati a una dieta a basso indice glicemico per tre mesi e hanno scoperto che la dieta a basso indice glicemico produceva una perdita di peso media di 3,4 kg durante questo periodo di tempo.

Dieta Ornish

Dansinger et al. (2005) hanno condotto uno studio in cui 40 adulti in sovrappeso e obesi di età compresa tra 22 e 72 anni con ipertensione nota, dislipidemia o iperglicemia a digiuno sono stati assegnati alla dieta Ornish per 12 mesi. In questo studio, la dieta Ornish ha prodotto una perdita di peso media del 3,5% (3,6 kg) dopo sei mesi e del 3,2% (3,3 kg) dopo 12 mesi. Gardner et al. (2007) hanno condotto uno studio in cui 311 donne in premenopausa in sovrappeso e obese di età compresa tra 25 e 50 anni sono state randomizzate alla Dieta Ornish (n=76), Dieta Atkins (n=77), Dieta Zona (n=79), o LEARN (stile di vita, esercizio fisico, atteggiamenti, relazioni e alimentazione) Dieta (n=79) per 12 mesi. La dieta Ornish ha prodotto una perdita di peso media di circa il 2,5 kg dopo sei mesi e da -3,6 a -0,8 kg dopo un anno.

Dieta antipertensiva (DASH)

E’ disponibile uno studio clinico a breve termine per la dieta DASH sul controllo del peso corporeo nella letteratura scientifica. In questo studio clinico, condotto da Blumenthal et al. (2010), 46 adulti in sovrappeso e obesi (età ≥ 35 anni e BMI 25-40 kg/m2) con ipertensione sono stati randomizzati alla sola dieta DASH o alla dieta DASH con esercizio aerobico e restrizione calorica per un periodo di quattro mesi periodo. Dopo quattro mesi, i partecipanti al solo gruppo DASH Diet hanno mantenuto il loro peso, con una variazione di peso media da -1,2 a 0,5 kg. L’energia alimentare dei partecipanti era costituita dal 19,4% di proteine, dal 53,8% di carboidrati e dal 27,8% di grassi.

Dieta Paleolitica (PaleoDiet)

Per la dieta paleolitica sono disponibili uno studio clinico a breve e uno a lungo termine. Mellberg et al. (2014) hanno condotto uno studio in cui 27 donne in postmenopausa sovrappeso e obese (di età compresa tra 60 anni e BMI ≥27) sono state randomizzate alla dieta paleolitica per 24 mesi. La dieta paleolitica forniva il 30% dell’apporto energetico giornaliero dalle proteine, il 40% dai grassi e il 30% dai carboidrati. La dieta paleolitica ha prodotto una perdita di peso media del 9,0% (7,9 kg) dopo sei mesi e del 10,6% (9,2 kg) dopo un anno.

Conclusioni

La dieta Atkins ha prodotto notevoli perdite di peso a lungo termine in una serie di studi clinici. Inoltre, è stato scoperto che la dieta paleolitica, un’altra dieta che sostiene che meno del 45% delle calorie viene consumato sotto forma di carboidrati, produce una sostanziale perdita di peso a breve e lungo termine in un recente studio clinico. Degno di nota, gli interventi sullo stile di vita che comportano la restrizione calorica in genere producono perdite di peso medie da 5 a 10 kg nel corso di quattro-sei mesi. Pertanto, l’entità della perdita di peso raggiunta dalle diete popolari è in linea con quella tipicamente ottenuta per le diete ipocaloriche.

Ovviamente, se non tutti ottengono gli stessi risultati usando la medesima dieta questo può dipendere da tanti fattori, cominciando dal fatto che ognuno di noi ha, per sua costituzione, un suo metabolismo. La volontà di essere costanti o disciplinati o quanto ognuno ci tiene realmente al suo obiettivo è il secondo aspetto più importante. Terzo, ogni dieta che si rispetti ha la sua componente “fisica” associata. Sempre più dati oggi assicurano che ancor prima di tagliare le calorie, bisogna accumulare tempistiche di attività fisica o sportiva per “accendere” il metabolismo nella direzione giusta. Questo si traduce nell’evitare di essere eccessivamente sedentari, cosa oggi alquanto comune.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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