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Interazione della tiroxina con farmaci e alimenti: nozioni, direttive, cautele e raccomandazioni

Interazioni della tiroxina nel corpo umano

La levotiroxina (L-tiroxina, L-T4) è un farmaco di scelta per il trattamento dell’ipotiroidismo primario, che nei paesi in via di sviluppo si deve generalmente a causa di tiroidite di Hashimoto, tiroidectomia o carenza di iodio. L-T4 è tra i primi 10 farmaci più prescritti al mondo. Le interazioni tra L-T4 e il cibo possono influenzare la sicurezza e l’efficacia del trattamento, ma sono ancora ampiamente sottovalutate dai pazienti e da parte dei sanitari. L-T4 viene assorbito nell’intestino tenue, più precisamente nel digiuno e nell’ileo, e in piccola parte anche nello stomaco. Nei pazienti con resezioni del tenue, l’assorbimento di L-T4 può essere ridotto a causa dell’aumento del passaggio intestinale. I parametri farmacocinetici di L-T4 differiscono nei soggetti eutiroidei e ipotiroidei. Nei pazienti con ipotiroidismo, il tempo per raggiungere la Cmax ritarda da 2 a 3 ore e la biodisponibilità può essere superiore allo standard del 60–80%.

Malattie gastrointestinali concomitanti, come celiachia, intolleranza al lattosio, malattie infiammatorie intestinali e persino infestazioni parassitarie (G. lamblia), ecc. possono causare malassorbimento di L-T4. È noto che l’aumento del pH gastrico altera anche l’assorbimento di L-T4. Diversi studi hanno confermato che i pazienti con ridotta secrezione acida gastrica, a causa della malattia o che utilizzano inibitori di pompa (PPI), potrebbero aver bisogno di dosi più elevate di L-T4 per raggiungere il livello di TSH desiderato. L’interazione è clinicamente significativa per la somministrazione cronica di IPP. Pantoprazolo ed esomeprazolo non sembrano alterare i parametri farmacocinetici di L-T4, sebbene le prove siano insufficienti per dimostrarne la sicurezza.

Oltre alle compresse (Euthyrox, Levoxyl, Synthroid), L-T4 è disponibile anche in altre forme come capsule in gel morbido (Tirosint), liquido orale (Tirosint-SOL) e polvere per preparare una soluzione endovenosa (Synthroid). La modifica della formulazione del farmaco può risolvere il problema del malassorbimento di L-T4 causato dalle malattie, dall’aumento del pH gastrico e anche da fattori correlati all’interazione farmaco-cibo. La L-T4 liquida viene assorbita più velocemente della sua forma solida, inoltre è risultato essere meno dipendente dal pH gastrico e dalle condizioni che causano malassorbimento. Inoltre, abbassa i livelli di TSH in modo più efficace rispetto alle compresse con la stessa dose, sia nei pazienti con che senza malassorbimento.

Orari di somministrazione di levotiroxina

La somministrazione precedentemente raccomandata di preparati di L-T4 includeva l’assunzione del farmaco al risveglio, a causa della variabilità circadiana dei livelli di TSH, vale a dire il livello più alto al mattino. Tuttavia, studi recenti hanno indicato che l’ingestione di L-T4 la sera può essere un regime altrettanto efficace. In uno studio randomizzato condotto su 84 pazienti, gli studi hanno confrontato tre diversi regimi temporali per la somministrazione di L-T4: (1) 30 minuti prima di colazione, (2) 1 ora prima di pranzo e (3) prima di coricarsi, più di 2 ore dopo cena. I livelli di TSH, T4 libero (fT4) e T3 libero (fT3) sono stati misurati all’inizio e dopo 8 settimane di ciascun regime. I risultati erano paragonabili al basale in tutti e 3 i gruppi. I medici hanno concluso che diversi regimi di temporizzazione per L-T4 sono ugualmente efficaci. Risultati simili sono stati ottenuti in molti altri studi. La diminuzione dei movimenti intestinali durante la notte e il conseguente aumento dell’assorbimento intestinale di L-T4, possono essere una possibile spiegazione delle osservazioni descritte.

Interazione della tiroxina con fattori alimentari

Per affrontare i sintomi dell’ipotiroidismo, come sovrappeso, obesità o stitichezza, i pazienti spesso introducono una dieta arricchita di fibre o somministrano integratori di fibre alimentari, senza consultare il proprio medico. Il tipo di dieta può, tuttavia, influenzare in modo significativo la biodisponibilità dell’ormone, specie proprio perché alcuni lo assumono con lo scopo di accelerare il metabolismo. L-T4 si adsorbe in modo non specifico alle fibre, cosa che porta al malassorbimento del farmaco. Inoltre, i prodotti che contengono fibre alimentari insolubili intensificano i movimenti intestinali e, di conseguenza, l’assorbimento intestinale di L-T4 potrebbe essere alterato. Diverse categorie di trasportatori contribuiscono a trasportare L-T4 dall’intestino tenue al flusso sanguigno, ovvero la famiglia dei polipeptidi trasportatori di anioni organici (OATP), la famiglia dei trasportatori monocarbossilati (MCT) o i trasportatori NTCP. Certi principi attivi dei succhi di natura gluco-polifenolica, in particolare il succo di pompelmo, arancia e mela, possono bloccare tali trasportatori.

Gli elementi di- e trivalenti, in particolare calcio e ferro, possono ridurre la biodisponibilità di L-T4, rendendo il trattamento meno efficace. L’interazione tra composti di calcio e L-T4 è ben documentata. L’interazione con il calcio può essere evitata passando dall’L-T4 in compresse alla forma liquida orale. Simile al calcio, l’uso di una forma liquida orale può correggere il malassorbimento di L-T4 causato da preparati ferrosi. I preparati contenenti alluminio sono disponibili senza prescrizione medica come antiacidi. Diversi casi di studio hanno riportato malassorbimento di L-T4 dovuto all’uso concomitante di farmaci a base di alluminio per la protezione dello stomaco (sucralfato e simili). I meccanismi proposti che portano a una maggiore eliminazione di L-T4 comportano l’adsorbimento non specifico e la creazione di complessi insolubili nell’intestino. Pertanto, i medici di dovrebbero discutere con i loro pazienti gli effetti negativi che potrebbero verificarsi. Costoro, dal loro canto, dovrebbero seguire scrupolosamente le indicazioni mediche per avere i migliori risultati di cura e, di conseguenza, della loro qualità di vita.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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