HomeMALATTIEDISTURBI PSICHICIIl ruolo del cervelletto nei disturbi comportamentali: e rispunta a corte la...

Il ruolo del cervelletto nei disturbi comportamentali: e rispunta a corte la vecchia baronessa Dopamina

Un consorzio di ricerca internazionale che comprende scienziati dell’Inserm – Università di Montpellier (Francia), dell’Institut de Neurociències Universitat Autònoma de Barcelona (Spagna) e dell’Università di Losanna (Svizzera) ha scoperto come la dopamina nel cervelletto modula i comportamenti sociali attraverso la sua azione sui recettori D2 (D2R). Utilizzando diversi modelli murini e strumenti genetici, il lavoro dei ricercatori mostra che i cambiamenti nei livelli di D2R in uno specifico tipo di cellula cerebellare, le cellule di Purkinje, alterano la socialità e la preferenza per le novità sociali senza influenzare le funzioni motorie. Queste nuove scoperte aprono la strada per determinare se i disturbi psichiatrici socialmente correlati, come il disturbo dell’umore bipolare o la schizofrenia, sono anche associati all’espressione alterata dei recettori della dopamina nel cervelletto. Sebbene la presenza di un sistema dopaminergico nel cervelletto sia in parte prevedibile, attualmente il cervelletto non è strettamente considerato un’area dopaminergica.

Negli studi biochimici sono stati rilevati alti livelli di dopamina (DA) nel cervelletto post mortem umano e nel cervelletto di ratto e scimmia. Inoltre, nel cervelletto dei mammiferi, studi PET in vivo hanno rivelato una presenza significativa di ligandi selettivi del trasportatore della dopamina. Gli studi di neuroanatomia chimica sulla rilevazione di elementi neuronali dopaminergici nel cervelletto dei mammiferi (compreso l’uomo), fanno uso di antisieri diretti contro DA e di ligandi dopaminergici radioattivi o antisieri contro lo specifico marcatore dopaminergico, il trasportatore della dopamina (DAT), il marcatore indiretto di la neurotrasmissione dopaminergica DARPP-32, una proteina coinvolta nella segnalazione sinaptica neuronale dopaminergica; o, indirettamente, per mezzo di antisieri contro markers cellulari quali TYH e VMAT2. Nel cervelletto umano, l’immunoistochimica ha rivelato la presenza di fibre immunoreattive DAT e corpi cellulari neuronali nei lobuli VII e IX, nella tonsilla e nel nucleo dentato.

Vi è una significativa presenza di arborizzazione dendritica immunoreattiva DAT dei neuroni di Purkinje nello strato molecolare della corteccia cerebellare umana. Inoltre, attraverso diversi metodi nel cervelletto dei mammiferi, è stata osservata un’ampia distribuzione dei sottotipi di recettori dopaminergici (da D1 a D5). Un’ampia espressione di tutti i sottotipi di recettori dopaminergici è stata dimostrata nel topo o ratto e nel cervelletto umano. Nei tre strati della corteccia cerebellare, i sottotipi di recettori dopaminergici presentano un diverso schema di distribuzione. Nello strato molecolare, è stata rilevata l’immunoreattività ai recettori D2, D3 e D5 nei corpi cellulari e nei processi dei neuroni stellati, neuroni canestro e nelle arborizzazioni dendritiche dei neuroni di Purkinje. Nello strato neuronale di Purkinje sono stati osservati corpi cellulari D1, D2, D3 e D5 positivi. Nello strato granulare è stata rilevata immunoreattività D2 nei corpi cellulari e nei processi dei granuli, neuroni di Golgi, e in diversi tipi di grandi neuroni non tradizionali.

Tutte le aree dopaminergiche del cervelletto si proiettano verso il mesencefalo, la regione del cervello colpita dal morbo di Parkinson, il parkinsonismo, l’atrofia multisistemica e la malattia di Huntington. Nella presente ricerca, utilizzando approcci genetici per invalidare o sovraesprimere selettivamente D2R nelle cellule di Purkinje, gli scienziati hanno analizzato l’impatto di queste alterazioni sulle funzioni cerebellari motorie e non motorie. La riduzione dell’espressione di questo specifico recettore della dopamina ha compromesso la socialità dei topi e la loro preferenza per le novità sociali, mentre la loro coordinazione e le funzioni motorie sono rimaste inalterate. Questo studio costituisce un primo passo verso una migliore comprensione del ruolo della dopamina nel cervelletto e dei meccanismi alla base di disturbi psichiatrici come schizofrenia, ADHD, il disturbo dello spettro autistico (ASD) e il complesso dei disturbi d’ansia, che hanno tutti in comune segnali dopaminergici aberranti e comportamenti sociali alterati.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Consigliati in questo sito

Dopamina: il ponte molecolare fra funzioni nervose, immunitarie e malattie autoimmuni (04/08/2021)

Il disturbo dell’attenzione con iperattività (ADHD) (26/12/2020)

I segreti delle neuroscienze: dalle connessioni cervello-intestino alle cellule cerebrali ancora ignote (20/04/2020)

Schizofrenia: se c’è del “marcio” è nei pensieri, ma la radice è nel metabolismo (30/10/2019)

Cervelletto: per coordinare non solo i movimenti, anche i pensieri (20/11/2018)

Pubblicazioni scientifiche

Cutando L et al. Nature Neurosci. 2022 Jul; 25(7):900.

De Benedictis A et al. Front Neurol. 2022; 13:806298. 

Locke TM et al. Biol Psychiatry. 2018; 84(6):401-412. 

Kishore A, Popa T. Front Neurol. 2014 Aug 18; 5:157. 

Narendran R et al. Synapse 2011 Oct; 65(10):991-97.

The following two tabs change content below.

Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
- Advertisment -

ARTICOLI PIU' LETTI