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Bacco, Tabacco e Morfeo (che viene dopo Venere): il trio che detta la salute e le malattie di quest’era

Eccovi delle cifre veloci sugli effetti dell’abuso di alcolici e del fumo di sigaretta a livello mondiale. Nel 2018, nel mondo, l’abuso di alcol è stato responsabile di più di 3 milioni e mezzo di decessi (il 5,9% di tutti i decessi), e più di tre quarti di queste morti si sono verificate tra uomini. Oltre al danno epatico, l’alcol danneggia organi come pancreas, reni, cuore e sistema nervoso, contribuendo al fardello di condizioni come diabete e malattie neurodegenerative. Dall’altro lato, oltre 8 milioni di persone nel mondo muoiono ogni anno a causa del consumo di tabacco. Il fumo ha un impatto negativo sui vasi sanguigni: oltre il 30% dei decessi per malattia coronarica è dovuto al fumo attivo o all’esposizione al fumo passivo. Le sigarette aumentano la propensione allo sviluppo di aterosclerosi, causando nel tempo infarti, trombopatie e maggiore rischio di ictus cerebrale.

Ma che dire del sonno? Neanche con il riposo bisogna scherzare, perchè sono ormai decine e decine le prove scientifiche che la carenza di sonno nel tempo può condurre a seri problemi di salute. E trattasi di condizioni che riguardano la salute pubblica, perchè la comunità scientifica ha provato che perdere sonno, soprattutto le fasi di regolarità ovvero fare un sonno spezzato di frequente è responsabile dell’aumento di probabilità di divenire diabetici, ipertesi, sovrappeso e sviluppare declino cognitivo. Il sonno non è un lato evolutivo inutile della nostra biologia: esso serve a “ritemprare le forze”, a riorganizzare il sistema immunitario, a ricablare ricordi o informazioni non direttamente utili per il cervello, a riordinare le tempeste ormonali del giorno ed a riparare anche il danni al DNA che avvengono nella fase diurna, stando a pubblicazioni di qualche anno fa.

Durante il sonno avvengono importanti modifiche ormonali, enzimatiche e cellulari che servono a riportare la bilancia in equilibrio per “la pendenza” da uno dei lati causata dalle attività (soprattutto malsane) durante il giorno. Ormoni come insulina e cortisolo subiscono oscillazioni notturne che devono fare il loro corso. Se si interrompono a causa di ansia, preoccupazioni, depressione ed insonnia, per citare le cause più frequenti, la conseguenza più diretta è la comparsa di insulino-resistenza ed iperglicemia. Compare fame notturna, ci si alza e comincia l’odissea degli “spuntini” per aiutare a prendere sonno. Non passerà molto che questo aumento dell’introito calorico si traduca nella comparsa di sovrappeso e poi di obesità, fegato grasso (o steatosi) e, di riflesso, ipertensione. I dati scientifici disponibili indicano che i disturbi cronici del sonno fanno innalzare di almeno un 40% il rischio di sviluppare diabete mellito tipo 2.

La salute cerebrale non è da meno a soffrirne se viene a mancare il suo debito riposo notturno. Tutti hanno sperimentato le conseguenze di sonno perduto, spezzato o discontinuato nel breve o nel lungo termine: mal di testa, irascibilità, malumore, difficoltà di concentrazione sul lavoro o nelle attività quotidiane, mal di schiena. Molto a rischio sono coloro che svolgono attività notturne lavorative, come operai di impianti petrolchimici, corrieri, pompieri, medici di guardia, camionisti, controllori del traffico aereo o ferroviario e così via. Riposare o dormire di giorno non sarà mai per costoro come dormire la notte: i ritmi circadiani non si possono ingannare, e nemmeno quelli ormonali. Con danno e beffa, perché queste tipologie di lavoro richiedono attenzione, concentrazione ed umore stabile per potersi espletare bene, tutti fattore che vanno indebolendosi con la cronica perdita dei normali ritmi del sonno notturno.

Se oltre ai problemi di riposo, chi fa queste tipologie di lavoro ha anche il vizio del fumo non fa altro che aggravare la sua posizione sulla salute e avere rischi maggiori di andare incontro a squilibri metabolici tali da fargli sviluppare, col tempo, i problemi sopracitati. Un argomento su cui gli scienziati stanno dibattendo è sul ruolo della perdita di sonno nella comparsa della demenza senile. Già alcuni anni fa, esperimenti in laboratorio avevano fatto vedere che gli animali deprivati di appena 24 o 48 ore di sonno, avevano i livelli della proteina beta-amiloide cerebrale lievemente più alti degli animali con un regolare riposo notturno. Dato che questa proteina è quella che si accumula nel morbo di Alzheimer e in altre forme di demenza senile, le ipotesi iniziali sono state confutate con ulteriori prove di laboratorio e su soggetti umani. La tomografia con radiotraccianti ha effettivamente confermato che la stessa cosa avviene nel cervello umano.

Un accenno, infine, all’abuso di alcolici come fattore di rischio per la salute, da non sottostimare come invece accade. E’ abitudine sempre più diffusa consumare alcolici fuori pasto (gradazione media o alta) per ragioni sociali, di compagnia o di svago. A parte l’assenza di fattori nutritivi legati alla tipologia di prodotto, gli alcolici raffinati (diversi dal vino su quasi tutto) disturbano molti aspetti del metabolismo dei carboidrati e dei grassi. Conducono inevitabilmente al sovrappeso per il fattore calorico “vuoto” che essi rappresentano, possono condurre alla dipendenza fisica o mentale specie se sono presenti altre dipendenze come il fumo, l’uso di farmaci e la soddisfazione edonistica legata al consumo di cibo. Andando sul vero e proprio abuso di alcolici per ragioni personali, emotive e quantaltro, è inutile ricordare come esso danneggi fegato, reni, pancreas, sistema nervoso ed anche la comunità microbica intestinale.

Considerato quanto quest’ultima, meglio nota come microbiota, stia diventando sempre più invocata nella patogenesi di quasi tutte le patologie degenerative moderne, e di come risenta negativamente di abuso di sigaretta, alcolici e scarsa qualità di alimentazione, non meraviglia come Bacco, Tabacco e Morfeo meritino di passare da entità mitologiche a vere identità di scelta per la salute.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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