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L’infezione da Legionella sul lavoro: quali sono le strutture e i soggetti a rischio e come si può intervenire

La legionella (Legionella pneumophila) è un batterio che si trasmette all’uomo attraverso l’inalazione di aerosol contaminati; per tale ragione tutti i luoghi che implicano un’esposizione ad acqua nebulizzata sono da considerare a rischio. I contesti lavorativi più a rischio di contaminazione sono ospedali, cliniche, case di cura, alberghi, campeggi, impianti per attività sportive, attività termali e in generale tutti i contesti in cui vi è una cattiva progettazione/manutenzione degli impianti di distribuzione dell’acqua o dell’aria condizionata. La Legionella è presente, generalmente in piccole quantità nella microflora degli ambienti acquatici naturali (laghi, fiumi, falde acquifere, pozzi profondi e sorgenti termali) e in quella degli ambienti artificiali (reti di acquedotto pubblico, impianti idrici dei singoli edifici, piscine) senza che ciò dia luogo ad alcuna patologia, infatti, il batterio è presente in concentrazioni spesso non rilevabili analiticamente. Tra i fattori di rischio ambientali sono di particolare rilevanza la modalità, il grado di intensità dell’esposizione rappresentano dalla quantità di legionelle presenti ed il tempo di esposizione.

La via più comune di trasmissione all’uomo è per l’inalazione di aerosol contaminati, oppure di particelle derivate per l’essiccamento. Le goccioline si possono formare sia spruzzando l’acqua che facendo gorgogliare aria in essa, o per impatto su superfici solide. Più piccole sono le dimensioni delle gocce più per esse è facile penetrare nelle basse vie aeree; infatti le gocce di diametro inferiore ai 5 micrometri arrivano più facilmente alle basi polmonari. Le infezioni sostenute dalla Legionella rappresentano oggi un problema di Sanità Pubblica per la frequente presenza del microrganismo nell’acqua calda sanitaria e nell’umidificazione degli impianti aeraulici di case, alberghi, campeggi, centri sportivi, ospedali oltre che nelle torri di raffreddamento degli impianti di condizionamento di grandi edifici e in ogni situazione in cui l’acqua ristagna a temperatura di almeno 25 C°. Tali infezioni rappresentano infatti una delle nuove emergenze nel campo delle malattie infettive, in particolare, la polmonite è in costante aumento, sia in Italia che in Europa.

Questo perché perché gli spostamenti dentro le nazioni e fra le nazioni sono sempre più frequenti per ragioni lavorative o non; questo aumenta la probabilità delle occasioni di contatto con il microrganismo. Una seconda possibilità è che si venga a contatto con individui infetti asintomatici durante gli spostamenti. Una terza ragione è anche perché c’è maggiore attenzione da parte dei medici alla malattia e la diagnosi è resa più facile dall’ introduzione di test rapidi (antigene specifico nelle urine). È importante però evidenziare che l’aumento è legato a stili di vita e caratteristiche della popolazione che tendono ad amplificare e a favorire la presenza nell’ambiente del batterio, ad aumentare le occasioni di esposizione ed a favorirne la trasmissione all’uomo per l’incremento dei soggetti a rischio. Un documento della Agenzia Europea sulla “Legionella” descrive le condizioni ideali per lo sviluppo della Legionella, i sistemi che ne favoriscono il rischio di esposizione, nonché il controllo dei rischi.

Il documento dà indicazioni utili ai datori di lavoro, esperti di sicurezza e lavoratori impiegati in contesti a rischio su come prevenire e gestire i casi di contaminazione. Oltre a ciò vengono presentate alcuni specifici casi di prevenzione e gestione di contaminazioni da Legionella, aprendo una panoramica sulle politiche e sulle norme europee e fornendo casi di buone prassi. Fra parentesi, controlli periodici con una corretta manutenzione degli impianti idrici e di condizionamento possono contribuire alla prevenzione della colonizzazione degli impianti stessi da parte dei batteri. È inoltre consigliabile effettuare un monitoraggio della presenza di legionelle negli impianti di climatizzazione nei sistemi di distribuzione dell’acqua, in particolare per quanto riguarda l’acqua calda. Questo implica che un altro possibile luogo a rischio siano le terme, una meta turistica sia invernale che estiva. Ecco perché è essenziale una corretta progettazione e realizzazione degli impianti tecnologici che comportano un riscaldamento dell’acqua e/o la sua nebulizzazione per le acque termali, le piscine e le piscine idromassaggio.

In caso di infezione avvenuta si può andare incontro a due forme. La prima è la febbre di Pontiac, che dopo una incubazione media di soli 2 giorni, provoca malessere, dolori muscolari e cefalea con vertigini, ovvero una sindrome simil-influenzale senza interessamento polmonare, che dura 3-5 giorni. Occasionalmente compaiono anche diarrea e fotofobia o ipersensibilità alla luce. La seconda forma è quella polmonare vera e propria, o polmonite dei legionari, che compare dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni, si manifesta con interessamento polmonare a carattere lobare clinicamente di discreta o notevole gravità, con o senza manifestazioni extrapolmonari. Il quadro polmonare ha esordio brusco ed è caratterizzato da febbre elevata, malessere, cefalea, tosse secca, dolore toracico, difficoltà respiratorie e possibile interessamento di altri organi e apparati. Questa è la forma più severa dell’infezione con una letalità media del 10% che può arrivare al 30-50% in ambito ospedaliero. Particolarmente a rischio sono i soggetti fumatori, broncopatici cronici o con problemi immunitari.

Considerato quanto detto, tra le varie forme di monitoraggio e prevenzione da effettuare nelle strutture interessate, il campionamento delle acque è fondamentale. Come sottolineato da molte linee guida e relazioni tecniche, uno degli obiettivi principali del campionamento dell’acqua per la sorveglianza ambientale è la conferma o l’esclusione di un sistema idrico come fonte di infezione. Il campionamento ambientale di routine potrebbe essere utile anche per distinguere tra colonizzazione locale o a livello di sistema del sistema idrico, nonché per identificare i siti critici e selezionare la strategia appropriata per il controllo a breve e lungo termine della Legionella. Per una prospettiva completa del sistema, i campioni d’acqua devono sempre essere prelevati da rete idrica, addolcitori d’acqua, serbatoi di contenimento, scaldabagni (afflusso e deflusso), rubinetti e soffioni all’estremità prossimale e distale del sistema idrico e a un certo numero di punti rappresentativi intermedi.

Particolare attenzione deve essere fatta alla presenza di biofilms, strutture aderenti alle superfici, formate da aggregati batterici ricoperti da sostanze prodotte dal batterio stesso, per farsi un “bozzolo” che gli permetta di resistere a lungo e all’attacco degli agenti chimici ed anche fisici, come i raggi ultravioletti. Il campionamento dei sistemi di acqua calda dovrebbe includere docce e rubinetti utilizzati da persone infette o nelle aree prossimali. Infine, sono da considerare possibili fonti di aerosol infetti i sistemi di raffreddamento evaporativo, gli umidificatori e le piscine termali (spa). Il problema della Legionella sembra sottovaluto, per certi aspetti nel nostro paese. Un’indagine che ha esaminato 84 fonti di acqua di rubinetto in 5 giorni consecutivi in un ospedale italiano ha rivelato variazioni significative del carico di Legionella da un giorno all’altro. Un’analisi di alcuni anni fa in Sicilia, da sopralluoghi sulle strutture ospedaliere e non ospedaliere (marine, turistiche e aziendali) nella parte centro-orientale della regione, hanno rilevato rispettivamente circa il 46% e il 30% di sistemi di acqua calda altamente colonizzati da Legionella.

E’ chiaro come questo rappresenti un pericoloso rischio non solo per gli ospiti delle strutture in questione, nonché per pazienti ed operatori in ambito sanitario.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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