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Prevenzione del diabete a tavola: gli studi difendono il ruolo dei latticini e del thè (verde e nero)

Secondo l’OMS, nel mondo circa 450 milioni di persone convivono con il diabete. Secondo i CDC americani, circa 37 milioni di americani vivono con il diabete e oltre 1 persona su 3 ha il prediabete. Il tipo più comune è il diabete di tipo 2 (T2D), che si verifica quando il corpo non è in grado di produrre insulina a sufficienza o diventa resistente alle sue azioni molecolari. Il T2D è considerato una condizione cronica, sebbene ci siano prove che suggeriscono che potrebbe essere reversibile attraverso modifiche alla dieta e allo stile di vita, secondo l’American Diabetes Association. Numerosi studi hanno mostrato un legame tra il consumo di alimenti ultra-lavorati e l’aumento del rischio di T2D. Altre ricerche hanno dimostrato che interventi come una dieta ipocalorica, attività fisica o chirurgia bariatrica possono essere efficaci per invertire il T2D. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, sempre più prove mostra che una dieta in stile mediterraneo può aiutare a prevenire o ritardare la progressione della condizione.

In un nuovo studio, i ricercatori dell’Università di Napoli Federico II a Napoli, hanno raccolto prove che dimostrano che alcuni alimenti possono ridurre il rischio di insorgenza di T2D. Annalisa Giosuè, PhD, del Dipartimento di Medicina Clinica, ha guidato un’indagine approfondita per esplorare la relazione tra i diversi alimenti di origine animale e la condizione. Le attuali linee guida dietetiche per la prevenzione del T2D raccomandano un consumo limitato della maggior parte dei prodotti animali. Tuttavia, la ricerca suggerisce che alcuni prodotti animali potrebbero offrire benefici per la salute per ridurre il rischio di T2D. Imparare di più su come i diversi componenti della dieta aumentano o diminuiscono il rischio di diabete di tipo 2 è la chiave per la sua prevenzione. A tal fine, i ricercatori hanno esaminato 13 meta-analisi esistenti che hanno studiato quali alimenti erano collegati a un aumento del rischio di T2D. Questo tipo di revisione delle recensioni riunisce uno dei livelli di prova più completi possibili nella ricerca medica.

Le 13 meta-analisi hanno fornito stime di come 12 diversi alimenti di origine animale possono aumentare o ridurre il rischio di sviluppare il T2D. Le categorie comprendevano carne in generale, carne rossa, carni bianche, carni lavorate, latticini in generale, latticini interi, latticini con tasso ridotto di grassi, latte, formaggi, yogurt, pesce e uova. Il consumo giornaliero di 100 grammi di carne totale era associato a un rischio maggiore del 20%. La stessa quantità di carne rossa è stata associata a un aumento del rischio del 22%. La metà di quella quantità di carni lavorate, come salumi, pancetta e salsicce, potrebbe aver contribuito a un aumento del 30% del rischio di T2D. Secondo gli esperti, troppo sodio, nitrati e nitriti nelle carni lavorate potrebbero non solo danneggiare le cellule pancreatiche che producono insulina, ma anche indurre stress ossidativo e disfunzione vascolare, che, a loro volta, riducono la sensibilità delle cellule all’insulina. D’altra parte, 50 g di carne bianca, che includono pollo e tacchino, corrispondevano solo a un rischio del 4%.

Possibilmente ciò succede perché questa carne ha meno grassi, un profilo di acidi grassi più sano e meno ferro di origine animale. Dall’altro lato, invece, il team ha scoperto che i latticini potrebbero offrire protezione contro il T2D o non avere alcun effetto sulla sua insorgenza. Il consumo di 200 g (quasi 1 tazza) di latte era associato a un rischio inferiore del 10% di T2D e 100 grammi di yogurt era correlato a una riduzione del rischio del 6%. Una tazza di latticini totali e latticini a basso contenuto di grassi erano associati rispettivamente a un rischio di T2D ridotto del 5% e del 3%. Tuttavia, le meta-analisi hanno mostrato che il formaggio e i latticini interi non avevano alcun effetto sul rischio di T2D. Tuttavia, la qualità delle prove era da bassa a moderata. Nutrizionalmente parlando, invero, le proteine del latte hanno un noto effetto modulante prodotto dai biopeptidi derivati dalla digestione delle caseine e delle proteine del siero, che agiscono sia sulla glicemia che sulla pressione arteriosa.

Effetto simile lo possiedono certi componenti attivi del thè, soprattutto i suoi polifenoli. Alcuni studi hanno scoperto che il consumo di thè e caffè è legato alla riduzione della mortalità per tutte le cause. Altre ricerche indicano che il consumo quotidiano di thè verde è legato a un minor rischio di diabete di tipo 2 e un minor rischio di mortalità per tutte le cause nelle persone con diabete. Ulteriori studi sugli effetti del thè e del dosaggio sul rischio di diabete in vaste popolazioni potrebbero informare le strategie di cura preventiva per il diabete. Recentemente, i ricercatori hanno condotto una meta-analisi di 19 studi di coorte di otto paesi per studiare gli effetti del consumo di thè nero, verde e oolong sul rischio di diabete di tipo 2. Hanno scoperto che bere 4 o più tazze di thè al giorno può ridurre il rischio di diabete. La meta-analisi ha incluso oltre un milione di partecipanti provenienti da 19 studi; e ha mostrato benefici con livelli più elevati di consumo di thè associati a un minor rischio di sviluppare il diabete. La meta-analisi è stata presentata all’incontro annuale a Stoccolma dell’Associazione Europea per lo Studio del Diabete.

Nella componente più grossa della loro ricerca, gli scienziati hanno condotto una revisione sistematica di 19 studi di coorte con 1.076.311 partecipanti che hanno studiato il legame tra il rischio di diabete di tipo 2 e il consumo di tè. Sono stati in grado di esplorare la relazione tra il rischio di diabete di tipo 2 e il consumo di diversi tipi di thè, inclusi thè verde, thè oolong e thè nero, la frequenza del consumo di thè, il sesso e la area di residenza. I ricercatori hanno scoperto che coloro che bevevano 1-3 tazze di thè al giorno avevano un rischio inferiore del 4% di diabete di tipo 2 rispetto ai non bevitori. Coloro che bevevano almeno quattro tazze di thè al giorno, tuttavia, avevano un rischio inferiore del 17% per il diabete di tipo 2 rispetto ai non bevitori di thè. I risultati sono rimasti indipendentemente dal tipo di thè, dal sesso e dall’area di provenienza. Questo conferma che, al contrario di altri fattori, gli effetti benefici del thè sul rischio di diabete possono essere collegati alla quantità consumata.

È noto che il thè verde contiene polifenoli come l’EGCG ed altre catechine, che hanno dimostrato di ridurre la resistenza all’insulina e migliorare la funzione endoteliale, che è importante per regolare la risposta immunitaria, la coagulazione del sangue e la dilatazione o costrizione dei vasi sanguigni. Questi effetti possono avere effetti benefici sull’omeostasi del glucosio e migliorare il rischio di diabete. Invece, il thè nero è noto per avere alti livelli di teaflavine, che hanno effetti antiossidanti e antinfiammatori. Il thè nero può anche inibire l’obesità, un fattore di rischio per il diabete, attraverso la modulazione delle glucosidasi intestinali che permettono l’assorbimento del glucosio derivato dai prodotti della digestione. In conclusione, al contrario del consumo di carne animale, il consumo di una certa quota di latticini può risultare protettiva contro il rischio di diabete mellito. La stessa cosa è stato concluso sul consumo quotidiano di thè, che sia verde o nero non ha importanza.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD; specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

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Lupoli R et al. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2022; 32(6):1335-42.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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