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Troppi zuccheri nelle bevande del supermercato: l’allarme congiunto di FDA americana ed EFSA europea

La dieta comprende diverse categorie di zuccheri, soprattutto quelli semplici e quelli complessi, che possono essere presenti in natura o aggiunti. Gli “zuccheri aggiunti” sono zuccheri raffinati utilizzati nella preparazione dei cibi e come zucchero da tavola. Sono rappresentati per lo più dal saccarosio e dal fruttosio prodotto industrialmente. Gli “zuccheri liberi” includono sia quelli naturalmente presenti nel miele, negli sciroppi, nei succhi di frutta e verdura e nei succhi concentrati, sia gli “zuccheri aggiunti”. Sono presenti in quantità abnorme nelle bevande gassate e non, disponibili in qualunque supermercato con tutte le varianti per tutti i palati. Se nei decenni passati, però, si è dato libero sfogo all’industria ed alle sue smanie di espansione e guadagno, adesso l’allargamento dele conoscenze scientifiche e la maggiore consapevolezza alimentare dei consumatori sta facendo cambiare il panorama.

Lo scorso Marzo il board scientifico sulla nutrizione dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dopo aver passato al vaglio oltre 30mila pubblicazioni, ha deliberato che “in una dieta corretta, l’assunzione di zuccheri aggiunti e liberi dovrebbe essere la più bassa possibile”. Un allarme similare era stato diramato dalla FDA americana già nel 2018, a causa della bruciante questione legata all’abnorme aumento dei tassi di obesità e diabete che stanno oberando la sanità pubblica mondiale. E più recentemente l’anno scorso e quest’anno sono insorte delle dispute sul fatto di limitare l’immissione in commercio di questo tipo di bevande con due meccanismi. Il primo, quello di agire direttamente alla fonte, quindi a livello del rivenditore; il secondo, aumentando i prezzi unitari delle bevande stesse al dettaglio, per scoraggiare l’esagerato acquisto da parte dei consumatori.

Tuttavia, pur essendo l’obiettivo originario del parere di EFSA, le evidenze scientifiche non hanno consentito agli esperti di fissare un livello massimo di assunzione tollerabile di zuccheri alimentari, al di sotto del quale il consumo non provochi problemi di salute. Nella valutazione, gli esperti dell’EFSA precisa che le evidenze scientifiche collegano il consumo di bevande zuccherate e di altre fonti di zucchero con le carie dentali e varie malattie metaboliche croniche tra cui la steatosi epatica non alcolica, l’obesità e il diabete di tipo 2. In verità, la scienza ha dimostrato prima negli animali di laboratorio e poi negli esseri umani, che l’elevato introito di carboidrati semplici è dannoso per svariati distretti corporei, non facendo altro che alterare il metabolismo a più livelli. A livello del pancreas e del fegato disturbano le azioni dell’insulina e promuovono l’infarcimento di questi tessuti con grasso (steatosi).

Nell’intestino, il microbiota risente di questo carico di carboidrati e tende col tempo a sbilanciarsi a favore della flora batterica di tipo Gram-negativo che è più patogena rispetto a quella Gram-positiva e sottrae più nutrienti introdotti con la dieta. Troppo fruttosio (non quello della frutta naturale) altera il metabolismo degli intermedi energetici cellulari (ATP), innalzando i livelli di acido urico. Questi non porteranno alla gotta, ma causeranno insulino-resistenza e deregolazione dei sistemi di controllo pressorio dei vasi sanguigni: in parole povere, prima a o poi predisporranno all’ipertensione. A parte gli adulti, il danno maggiore è stato fatto (e verrà fatto) alle fasce di età più giovani, a cominciare da quella pediatrica, dove questi prodotti rappresentano una vera attrazione. I pediatri sono già d’accordo che i tassi di sovrappeso e di obesità fra i bambini sotto i dieci anni debbano imputarsi anche al consumo questa tipologia di prodotti.

Alcune industrie stanno già provvedendo al riguardo ed è già possibile acquistare nei supermarkets succhi di frutta con la dicitura “senza zuccheri aggiunti”, in linea col fatto che si tratterebbe di prodotti con concentrati di frutta contenenti già la loro quota naturale di carboidrati semplici. Delle classiche bevande gassate, poi, ci sono ormai da anni le versioni “light” ovvero con gli zuccheri sostituiti completamente dai dolcificanti sintetici. Se questo si crede possa mettere al sicuro da sovrappeso, obesità, diabete e altri disturbi metabolici, si è ancora una volta in errore. Ci sono dati convincenti che i dolcificanti non siano così inerti come pensato e, pur non agendo sul metabolismo dei grassi o degli zuccheri, agiscono sul senso di fame incentivandolo. Nel 2012, una revisione congiunta di esperti  dell’American Heart Asssociation (AHA) e l’American Diabetes Association ha concluso che, se usati con giudizio, i dolcificanti non nutrienti (sintetici) possono facilitare la riduzione degli zuccheri aggiunti e dell’assunzione di energia.

Ciò potrebbe contribuire ad aiutare le persone a raggiungere e mantenere un peso corporeo sano e ridurre il rischio di problemi cardiovascolari e diabete mellito di tipo 2. Tuttavia, aveva sottolineato che questi potenziali benefici non saranno pienamente realizzati se si verifica un aumento compensativo dell’assunzione di energia da altre fonti. I revisori esperti hanno anche scoperto che le prove scientifiche erano limitate e inconcludenti sul fatto che i benefici della sostituzione di questi dolcificanti, con gli zuccheri aggiunti negli alimenti e nelle bevande, fossero efficaci per ridurre gli zuccheri aggiunti e l’assunzione di energia. E c’è potenzialmente un’altra ragione peri limitare il nostro introito quotidiano di zuccheri semplici. L’eccesso di glucosio nel nostro corpo non diventa solo glicogeno da depositare nei muscoli, ma anche trigliceridi da stipare nel tessuto adiposo e colesterolo, dato che il precursore di quest’ultimo è l’acetil-coenzima A derivato dallo zucchero bruciato a livello cellulare.

Considerato quanto è stato discusso e battuto sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari attraverso gli interventi sul colesterolo alimentare e sanguigno, questa redazione scientifica non può che esse concorde nell’approvare la massima limitazione del consumo delle bevande gassate o elaborate, come già raccomandato dalla comunità medico-scientifica ai fini preventivi della salute pubblica.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

Kabeya Y et al. Metabol Open. 2022 Apr 20; 14:100185.

Lin WT et al. Public Health Nutr. 2021; 24(17):5756-5768.

Qin P, Li Q et al. Eur J Epidemiol. 2020; 35(7):655-671.

Johnson RK et al. Circulation. 2018; 138(9):e126-e140.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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