HomeBIOMEDICINA & SALUTECosa ci fanno i funghi dentro i tumori? Le ipotesi con...

Cosa ci fanno i funghi dentro i tumori? Le ipotesi con le prime prove messe in campo dalla scienza

Le associazioni cancro-microbi sono state esplorate per almeno un secolo, ma i funghi associati al cancro sono stati esaminati raramente. Una revisione pubblicata di recente ha caratterizzato in modo completo il mycobiota del cancro all’interno di 17.400 campioni di tessuto, sangue e plasma di pazienti in 35 tipi di cancro in quattro coorti indipendenti. Gli scienziati hanno riportato DNA e cellule fungine a basse abbondanze in molti dei principali tumori umani, con differenze nella composizione della comunità che differiscono tra i tipi di cancro, anche tenendo conto del background tecnico. La colorazione istologica fungina dei microarray tissutali ha supportato la presenza intratumorale e la frequente associazione spaziale con cellule tumorali e macrofagi. Il confronto delle comunità fungine intratumorali con batteriomi e immunomi abbinati ha rivelato ecologie bi-dominio coesistenti, spesso con microambienti permissivi, piuttosto che competitivi, e risposte immunitarie distinte.

La presenza di alcune specie fungine nei tumori predice (e potrebbe anche aiutare a guidare) peggiori esiti del cancro, secondo un nuovo studio dei ricercatori della Weill Cornell Medicine e della Duke University. La ricerca fornisce un quadro scientifico per sviluppare test che delineano specifiche specie fungine nei tumori rilevanti per la previsione della progressione e della terapia del cancro. I risultati indicano anche la possibilità di utilizzare trattamenti antimicotici per aumentare in alcuni casi i trattamenti convenzionali contro il cancro. L’idea che virus e batteri possano innescare o accelerare lo sviluppo del cancro è ormai ben consolidata. Tuttavia, si sa poco sui ruoli correlati al cancro dei funghi che, come batteri e virus, colonizzano l’intestino, i polmoni, la pelle e altri tessuti di barriera, interagiscono con il sistema immunitario e talvolta causano malattie. Per l’intestino e i polmoni si sa che certi batteri e specie micotiche sono perfino cancerogene, attraverso l’infiammazione cronica e la produzione di qualche tossina.

Nel nuovo studio, i ricercatori hanno catalogato le specie fungine e le loro associazioni con diversi tipi di cancro analizzando The Cancer Genome Atlas, il più grande database genomico ben annotato di tumori umani. L’analisi ha rivelato che il DNA di alcune specie fungine è relativamente abbondante in alcuni tipi di tumore. Queste specie includono, nei tumori gastrointestinali, la Candida tropicalis e la Candida albicans, che causa infezioni da mughetto e lievito; nei tumori polmonari, specie del genere Blastomyces; e nei tumori della mammella, specie del fungo Malassezia. I ricercatori hanno ideato sofisticati metodi computazionali per escludere il DNA fungino che potrebbe aver avuto origine da contaminazione di laboratorio. Sono stati, in tal modo, in grado di confermare la presenza di specie vive di Candida nei campioni di tumore del colon-retto. La loro analisi ha collegato livelli più elevati di Candida nei tumori gastrointestinali all’attività del gene del tumore che promuove l’infiammazione e la ridotta adesione cellula-cellula.

Queste caratteristiche sono associate alla diffusione in fase avanzata del cancro agli organi distanti, ovvero le metastasi. Livelli più elevati di Candida per tali tumori erano anche direttamente associati a un maggiore tasso di metastasi. Curiosamente, i ricercatori hanno spesso rilevato il DNA della stessa specie di Candida in entrambi i campioni di tumore e di sangue abbinati degli stessi pazienti. Secondo i ricercatori, i loro risultati suggeriscono che alti livelli di particolari funghi nelle biopsie tumorali potrebbero un giorno essere utilizzati come biomarkers, indicando, ad esempio, un rischio di metastasi più elevato, che a sua volta potrebbe far scegliere un trattamento più selettivo. Secondo il Dr. Steven Lipkin, Professore di Medicina e vicepresidente per la ricerca alla Weill Cornell, queste informazioni gettano le basi per test semplici ed economici per il DNA della Candida, che possono delineare con maggiore precisione la prognosi per i tumori gastrointestinali e permettere biopsie standard per consentire la diagnosi prima che siano presenti segni di metastasi.

In teoria, i funghi associati al tumore potrebbero anche essere bersagli di terapie antimicotiche per migliorare i risultati complessivi del trattamento. Questa prospettiva, tuttavia, si basa su una domanda irrisolta: i funghi residenti nel tumore aiutano a guidare la malignità, forse alimentando l’infiammazione, come è noto che fanno alcuni batteri? Oppure i funghi sono associati ad alcuni tumori solo perché i tumori, man mano che diventano più avanzati, forniscono un ambiente sempre più permissivo per la crescita dei funghi? Secondo i ricercatori è plausibile che alcuni di questi funghi promuovano la progressione del tumore e la metastasi, ma anche se non fosse così, potrebbero essere molto preziosi come indicatori prognostici. Non di meno, ci sono prove che la presenza di un microbiota intratumorale potrebbe essere responsabile di variazioni nella risposta del tumore alla chemioterapia o all’immunoterapia. Ma ancora una volta, spunta l’analogo della domanda precedente: anche un mycobiota dentro il tumore potrebbe condizionare questi stessi fenomeni, soprattutto la risposta del paziente alle cure?

Pubblicazioni scientifiche

Dohlman AB et al. Cell 2022 Sep 29; 185(20):3807-3822.

Wong-Rolle A et al. J Immunother Cancer 2022; 10(7):e004698.

Fu A, Yao B, Dong T et al. Cell. 2022 Apr 14; 185(8):1356-1372.

Chen J, Li T et al. Biomed Pharmacother. 2022; 145:112443.

Heymann CJF, Bard JM et al. Cancer Lett. 2021; 522:63-79.

The following two tabs change content below.

Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
- Advertisment -

ARTICOLI PIU' LETTI