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Aggiornamenti sul virus WNV: non c’è alcuna epidemia ma servizi trasfusionali e di sorveglianza restano attivi

Cresce ancora in Italia il numero di casi umani di infezione da virus West Nile (WNV) nell’ultima settimana. Secondo il nuovo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), diffuso oggi, da inizio giugno 2022 sono 575 in totale i casi confermati (nell’ultimo report erano 566), con 37 morti. Le vittime sono state 6 in Piemonte, 7 in Lombardia, 17 in Veneto, 1 in Friuli Venezia Giulia, 4 in Emilia Romagna, 1 in Sardegna e 1 in Sicilia. Secondo i dati forniti dall’ISS, fra i casi registrati quest’anno nel Paese 290 erano comparsi come forma neuro-invasiva (39 in Piemonte, 26 in Lombardia, 139 in Veneto, 5 in Friuli, 68 in Emilia Romagna, 3 in Toscana, 3 in Sicilia e 7 in Sardegna). Sono stati 187 i casi di febbre (4 in Piemonte, 11 in Lombardia, 156 in Veneto, 12 in Friuli, 2 in Emilia Romagna e 2 casi importati, uno dalla Spagna e l’altro dal Marocco) e 9 i casi sintomatici (1 in Lombardia, 7 in Veneto, 1 in Friuli).

Ma, cosa più importante, sono stati 89 i casi identificati in donatori di sangue (14 in Piemonte, 31 in Lombardia, 26 in Veneto e 18 in Emilia Romagna). A tal proposito, i servizi trasfusionali hanno attivato le procedure di indagine addizionale della ricerca del virus e dei suoi antigeni durante gli screening preliminari. Si tratta della ricerca del WNV e di suoi antigeni nel regolare esame emocromo, cui i donatori si sottopongono durante la donazione di sangue intero o plasma. In caso di positività al virus, il donatore viene temporaneamente escluso dalla donazione per un periodo di 4 settimane. Il motivo è di ordine protettivo nei confronti del ricevente il sangue o gli emoderivati da esso prodotti. Il virus, trasmesso dalla zanzara, infatti, nel donatore sano o immunocompetente può causare solo una sindrome simil-influenzale (dolori articolari, febbricola, mal di testa e/o stanchezza).

In caso il donatore sia positivo e sfugga ai controlli di routine, il virus può essere trasmesso tramite le emazie concentrate, il plasma, l’albumina e gli altri emoderivati richiesti nei reparti ospedalieri o richiesti da servizi esterni (es. i talassemici cronici che fanno trasfusioni in regime domiciliare). Ciò potrebbe causare reazioni infettive severe, gravi 6+o potenzialmente letali nei riceventi, che spesso sono pazienti con una certa compromissione dei sistema immunitario. Nello stesso periodo sono stati segnalati in Italia anche 5 casi di Usutu virus (UsuV), al momento tutti stabili: 3 in Friuli Venezia Giulia e 1 in Piemonte, asintomatici in donatori di sangue, e 1 in Emilia Romagna con febbre confermata. In Italia, la sorveglianza epidemiologica dei casi umani di malattia da virus WNV è regolata dal “Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi (PNA) 2020-2025”.

Il documento, sottoscritta dalla Conferenza Stato, Regioni e Province autonome il 15 gennaio 2020, integra le attività di sorveglianza previste per il WNV con quelle utili all’individuazione precoce della circolazione del virus UsuV, in quelle aree dove il virus è stato rilevato in passato e che spesso coincidono con le aree endemiche per il WNV. Il sistema di segnalazione raccoglie inoltre le positività per WNV rilevate nei donatori di sangue, emoderivati e di organi, tessuti e cellule, finalizzati all’applicazione delle specifiche misure preventive ed eventuali forme cliniche febbrili riscontrate sul territorio nazionale. La sorveglianza veterinaria attuata su cavalli, zanzare, uccelli stanziali e selvatici, ha confermato la circolazione del WNV in Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lombardia, Calabria, Campania e Sardegna. Le analisi molecolari eseguite hanno identificato la circolazione dei ceppi 1 e 2 del WNV.

La lista veterinaria in Sicilia deve essere aggiornata per la zanzara, dato che i casi sono stati registrati a Ramacca, in provincia di Catania, ed anche in provincia di Trapani e sono da puntura di insetto. A conseguenza di ciò, i servizi trasfusionali delle province di Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Trapani e Palermo hanno attivato lo screening di ricerca del WNV fra i donatori attivi. Il ritrovamento dei casi fra di essi deriva dall’intervista medico-donatore all’atto della donazione, qualora il donatore rivelasse di essere stato nelle zone a rischio, avendovi pernottato almeno una volta o recandovisi spesso per ragioni di lavoro. Il periodo critico infettivo e di circolazione della zanzare è considerato Aprile-Ottobre; quindi si spera che con l’arrivo della stagione invernale i casi diminuiscano di conseguenza.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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