HomeALIMENTAZIONE & SALUTEDieta Mediterranea: ogni nutriente ha il suo effetto sulla salute del cervello

Dieta Mediterranea: ogni nutriente ha il suo effetto sulla salute del cervello

Ricerche precedenti suggerivano che gli anziani che seguono più da vicino una dieta mediterranea hanno una migliore funzione cerebrale. Sempre più studi recenti stanno rivenlando ulteriori prove di un’associazione tra dieta e invecchiamento cerebrale sano. Uno di essi ha trovato legami tra i biomarkers sanguigni di alcuni nutrienti nella dieta Mediterranea, le prestazioni mentali e la cognitività negli anziani. La dieta Mediterranea è ricca di frutta, noci, verdure, legumi, cereali integrali, frutti di mare e olio d’oliva e limita la carne rossa. Molte ricerche hanno attribuito tassi più bassi di malattie croniche e una maggiore durata della vita nei paesi del Mediterraneo alle tradizioni alimentari e di stile di vita delle loro popolazioni. Non senza ragione, nel 2013 l’UNESCO ha aggiunto la dieta Mediterranea alla sua lista di rappresentanti del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Negli Stati Uniti, le linee guida dietetiche 2015-2020 fornivano il modello di consumo in stile mediterraneo come esempio di una dieta salutare.

In uno studio del 2020, gli scienziati dell’Università dell’Illinois oltre a testare la funzione cognitiva, hanno usato le scansioni RMN per valutare l’efficienza in alcune reti cerebrali. Inoltre, invece di utilizzare sondaggi sulla dieta – che si basano sul richiamo di memoria della gente – hanno misurato i livelli ematici di 32 nutrienti fondamentali della dieta mediterranea in 116 adulti sani di età compresa tra 65 e 75 anni. Il team ha trovato collegamenti tra cinque “schemi di biomarkers di nutrienti” e risultati migliori su test di memoria, intelligenza generale e funzione esecutiva. I nutrienti nei modelli di biomarker sembravano lavorare insieme. Includevano acidi grassi omega-3, acidi grassi omega-6, licopene, carotenoidi, riboflavina, acido folico, vitamina B12 e vitamina D. Gli scienziati hanno anche trovato collegamenti tra altri tre modelli di biomarkers nutrienti e un’efficienza migliorata della rete cerebrale funzionale. I nutrienti in questi modelli includevano acidi grassi omega-3, omega-6 e carotene.

Noci, pesce e cavoletti di Bruxelles sono alcune delle ricche fonti di acidi grassi omega-3. Gli omega-6 sono abbondanti in semi di lino, pistacchi, pinoli e semi di zucca. Secondo i risultati scientifici ottenuti, la ricerca non è molto d’accordo nel favorire l’introito di molti omega-6, poiché da essi derivano alcuni mediatori collegati all’infiammazione, nonostante anche gli omega-6 abbiano la loro importanza biologica. Ecco eprchè esiste un rapporto omega 3/6 che deve essere tenuto il più bilanciato possibile per evitare l’innesco dei fenomeni infiammatori. Gli omega-6 sono abbondanti in semi di lino, pistacchi, pinoli e semi di zucca, dei quali non viene mai incoraggiato il consumo eccessivo riducendo il tutto ad un semplice discorso di apporto calorico. La frutta a guscio però è molto ricca di oligominerali come zinco, rame, manganese ed anche selenio, che fungono da cofattori di importanti enzimi antiossidanti come la SOD1 e 2, la perossidasi, la catalasi e certe reduttasi proteiche cellulari.

Ecco perchè ogni nutriente (in particolare riferimento alla dieta Mediterranea) ha la sua funzione di protezione in un aspetto della salute del cervello. Gli omega 3 o 6 rendono fluide le membrane, fluidificano il circolo cerebrale e contrastano i fenomeni infiammatori occasionali. Gli oligominerali contrastano lo stress ossidativo, preservando così la funzionalità delle funzioni cellulari del cervello. Vitamine come la D, B2 e B12, regolano vari aspetti del metabolismo azotato e dei carboidrati cerebrali. Il contenuto di acido folico e colina di certi vegetali della dieta Mediterranea, infine, permette il dialogo col metabolismo del fosforo e degli acidi nucleici per il controllo della neurochimica collegata a fenomeni come la cognitività, la memoria e i compiti mentali superiori. Uova, cereali fortificati e alcune verdure verdi sono fonti tipiche di vitamine B1, B2 e B12. Le patate dolci e le carote ottengono il loro colore arancione dai carotenoidi, mentre il folato è una vitamina B presente in molti alimenti freschi, inclusi fagioli, piselli e noci.

Nello studio citato, è stato notevole rilevare che gli acidi grassi omega-3 hanno moderato la rete fronto-parietale e l’intelligenza generale, mentre gli acidi omega-6 e il licopene hanno moderato la rete di attenzione e la funzione esecutiva. Ma anche l’acido folico sta venendo alla ribalta per la salute del cervello. Il suo impiego datato per la correzione di anemia e omocisteina alta lo ha relegato finora ai disturbi del sangue, ma il suo dialogo molecolare con altri cofattori (vitamina B12, metionina, colina) lo sta vedendo protagonista della nuova prospettiva di prevenzione dell’ictus cerebrale. Senza contare che, essendo un cofattore del metabolismo degli acidi nucleici, collabora con i sistemi del riparo del DNA che con l’invecchiamento cerebrale diventano progressivamente più inefficienti.

  • a cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

Pubblicazioni scientifiche

Drouka A et al. Nutrients. 2022 Jun; 14(11):2345.

Castellana F et al. Nutrients. 2020; 12(10):3097.

Crous-Bou M et al. Adv Nutr. 2019; 10(S4):S296.

Zwilling CE et al. Neuroimage 2018; 188:239-251.

Staubo SC et al. Alzheim Dement. 2017; 13(2):168.

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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