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Gengivite e parodontosi: possono essere trattate con probiotici? Ecco i dati della scienza e delle autorità competenti

Il microbioma umano è costituito da milioni di microrganismi che popolano varie parti del corpo, tra cui l’intestino, la cavità orale, la pelle e le mucose. Il microbioma orale è la seconda più grande comunità microbica nell’uomo dopo quella intestinale. Il microbiota di un ospite sano comprende commensali e alcuni agenti patogeni; è il loro giusto bilanciamento, nonché un buon sistema immunitario, che impedisce a quelli patogeni di prendere il sopravvento. Per quanto riguarda l’odontoiatria clinica, il microbiota orale è considerato un rischio per la salute. La rimozione indiscriminata dei biofilm batterici orali (più comumente nota come “pulizia dentale periodica”) è stata una componente essenziale anche delle più recenti raccomandazioni terapeutiche per la prevenzione della carie e il trattamento della parodontite.

Probiotici: meccanismi d’azione, sicurezza e aspetti commerciali

I probiotici sono microbi benefici che modulano la risposta immunitaria, forniscono una fonte di nutrienti essenziali e inibiscono la proliferazione e la virulenza degli agenti infettivi. I probiotici interferiscono con la crescita e il metabolismo dei microrganismi concorrenti attraverso due meccanismi. Il primo metodo prevede un’interferenza specifica, in cui le batteriocine (peptidi antibiotici) sradicano i batteri concorrenti o ne alterano il metabolismo, impedendo così la formazione di biofilm. Un secondo meccanismo è l’interferenza indiretta, in cui i concorrenti microbici vengono distrutti inducendo stress cellulari di tipo ossidativo o acido. Inoltre, i probiotici influenzano i loro ospiti a livello locale e sistemico migliorando l’integrità epiteliale, stimolando il reclutamento delle cellule dendritiche delle cellule T regolatorie e attivando la produzione sistemica di ossitocina. È stato riferito che i lattobacilli probiotici potrebbero aderire al rivestimento della mucosa intestinale e all’epitelio orale, che li avvicina alle cellule umane.

Le prove suggeriscono che l’uso di probiotici indiscriminato e senza supervisione medica è associato a varie interferenze metaboliche con il microbiota umano. È considerato sicuro consumare probiotici per individui sistemicamente sani; tuttavia, può essere prudente utilizzare solo prodotti con un profilo di sicurezza convalidato per lo scopo specifico. I probiotici non sono riconosciuti farmaci nell’UE o negli Stati Uniti. Invece, sono considerati integratori alimentari. Nel 2011, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha vietato l’approvazione di indicazioni sulla salute per qualsiasi probiotico commerciale venduto in Europa, a causa di una diffusa mancanza di prove scientifiche corrispondenti ai loro standard di efficacia. Il consumo di due integratori batterici contenenti diversi ceppi della stessa specie di batteri può avere un impatto significativo sul microbiota e sull’ospite. A causa della complessità delle interazioni, non sono raccomandate quantità eccessive di integratori probiotici con proprietà potenzialmente contrastanti.

I probiotici nella gestione dei problemi di salute orale

È in corso un numero crescente di studi randomizzati controllati (RCT) per valutare i benefici dei probiotici nel trattamento di problemi di salute orale come gengivite e parodontite. Nella presente revisione, 36 RCT (pubblicati tra il 2009 e il 2021) sono stati esaminati per comprendere l’utilità della terapia a base di probiotici per la gestione dei problemi di salute orale. Il probiotico più spesso studiato era una combinazione di due ceppi probiotici di Lactobacillus reuteri, impiegati in 17 dei 36 studi valutati, seguiti da vari altri probiotici comuni. I dosaggi di probiotici erogati (sotto forma di pastiglie, yogurt o dentifricio) come singola applicazione erano somministrati per 3-12 settimane.

Probiotici nella gestione della gengivite cronica e parodontite

Diversi studi hanno delineato che i probiotici riducono drasticamente l’infiammazione gengivale come coadiuvante per un’efficace gestione meccanica della placca; tuttavia, in altri sono stati riportati solo effetti moderati. Nelle coorti di studio con insufficiente controllo meccanico della placca o prove sperimentali sulla gengivite, i risultati sono rimasti equivoci. D’altra parte, in RCT con lo stesso uso di probiotici L. reuteri, sono stati studiati soggetti con scarsa igiene dentale con sintomi clinici di gengivite cronica. L’uso di probiotici ha portato a significative riduzioni dell’infiammazione gengivale nonostante miglioramenti minimi o nulli nelle misure di igiene orale. Questo potrebbe anche dipendere da fattori di disturbo sul microbiota orale, come il fumo di sigaretta, che è noto da tempo alterare la composizione batterica della bocca.

I risultati degli studi sulla parodontite non sono così coerenti e uniformi; in alcuni studi non sono stati identificati benefici aggiuntivi. La maggior parte degli RCT che hanno utilizzato i probiotici L. reuteri e hanno incorporato misure di profilassi orale meccanica hanno riportato miglioramenti sostanziali, relativi alla chiusura della tasca e alla riduzione dell’infiammazione parodontale rispetto al placebo. Inoltre, l’uso di Bifidobacterium lactis HN019 ha conferito benefici nettamente migliori per la chiusura della tasca e la riduzione dell’infiammazione parodontale. Mentre l’assunzione di pastiglie probiotiche per 12 settimane contenenti Lactobacillus plantarum L-137 ucciso dal calore, ha migliorato la risposta immunitaria indotta dalle cellule helper Th1 e ha anche aiutato a ridurre la profondità residua della tasca nei pazienti con richiamo parodontale.

I risultati delle meta-analisi attualmente disponibili e delle revisioni sistematiche sul trattamento a base di probiotici della gengivite o della parodontite sono contrastanti. Il disponibile indica – “nessun vantaggio aggiuntivo per la riduzione della tasca”; “vantaggi limitati nel guadagno di attaccamento o nella chiusura di tasche più profonde”; o “minima riduzione dell’infiammazione gengivale”. I risultati hanno suggerito che somministrare probiotici può essere una componente importante di trattamenti innovativi e mirati per la parodontite e la gengivite. Ma non sono trattamenti veloci come potrebbero essere quelli con antibiotici o antinfiammatori, sebbene questi non eliminino totalmente la radice patogena. Un RCT ha indicato che l’uso di probiotici può aiutare a controllare l’infiammazione sia a livello locale che sistemico e può aiutare a prevenire lo sviluppo della disbiosi batterica.

Conclusioni

Alcune domande riguardanti l’uso dei probiotici nel trattamento della gengivite e della parodontite rimangono senza risposta. Nel frattempo, mancano linee guida basate su un ampio consenso che specifichino la selezione del probiotico appropriato, il dosaggio e la durata della somministrazione. Se finora ciò non è stato attuato è perché il focus è stato indirizzato sulle convenzionali terapie antibiotiche, che paradossalmente è stato visto spesso aggravare lo stato di disbiosi, così come accade nel caso dell’intestino. Pianificare ed attuare studi clinici controllati che studino i benefici dell’uso di probiotici nell’odontoiatria clinica possono aggiungere un elemento prezioso alle opzioni terapeutiche disponibili.

  • A cura del Dr. Gianfrancesco Cormaci, PhD, specialista in Biochimica Clinica.

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Pubblicazioni scientifiche

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Dott. Gianfrancesco Cormaci

Medico Chirurgo, Specialista; PhD. a CoFood s.r.l.
- Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998 (MD Degree in 1998) - Specialista in Biochimica Clinica nel 2002 (Clinical Biochemistry residency in 2002) - Dottorato in Neurobiologia nel 2006 (Neurobiology PhD in 2006) - Ha soggiornato negli Stati Uniti, Baltimora (MD) come ricercatore alle dipendenze del National Institute on Drug Abuse (NIDA/NIH) e poi alla Johns Hopkins University, dal 2004 al 2008. - Dal 2009 si occupa di Medicina personalizzata. - Guardia medica presso strutture private dal 2010 - Detentore di due brevetti sulla preparazione di prodotti gluten-free a partire da regolare farina di frumento enzimaticamente neutralizzata (owner of patents concerning the production of bakery gluten-free products, starting from regular wheat flour). - Responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo per la società CoFood s.r.l. (Leader of the R&D for the partnership CoFood s.r.l.) - Autore di articoli su informazione medica e salute sul sito www.medicomunicare.it (Medical/health information on website) - Autore di corsi ECM FAD pubblicizzati sul sito www.salutesicilia.it
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